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CMS su SP2010 (parte 1) - Il Design

Implementare un CMS con Sharepoint 2010

Il concetto è creare un CMS seguendo una serie di requisiti classici che un CMS dovrebbe avere:

  1. Autenticazione
  2. Visualizzazione dei contenuti
  3. Autorizzazioni e Ruoli
  4. Editing dei contenuti e gestione delle versioni
  5. Processo di approvazione dei contenuti e notifica

Nell'immagine seguente si può vedere quali siano gli attori in gioco e quali siano le operazioni che eseguono.

 

In particolare identifichiamo i seguenti:

  1. Viewer: non è nient'altro che l'utente finale, visualizzerà le pagine così come sono state approvate senza poter sospettare minimamente che ci sia una regia dietro ed in particolare un processo di editing e approvazione. Per lui sarà una normale web application. Nulla di più.
  2. Editor: è colui che può editare le pagine, modificandone a piacere i contenuti. Le sue modifiche saranno visibili solo agli altri Editor ed agli Approver. Perchè una modifica possa essere visualizzata da un semplice Viewer dovrà completare un processo di approvazione.
  3. Approver: è colui che deve decidere se una modifica può essere o meno pubblicata e quindi resa visibile ai viewer.
  4. Administror: è colui che ha accesso completo all'applicazione e la amministra.

Ovviamente gli attori in gioco sono ridotti all'osso garantendo quelli che sono i requisiti minimi dell'applicazione. Per quanto riguarda invece le risorse in gioco fondamentalmente troviamo:

  1. Web Server: è il cuore del CMS dove vengono visualizzati, editati ed approvati i contenuti.
  2. Content Repository: è dove i contenuti vengono memorizzati e dove viene mantenuta la history delle modifiche sugli stessi.
  3. User repository: dove sono presenti gli utenti con i loro dati

Inutile dire che la scelta di come implementare la soluzione ricada su Sharepoint 2010. Naturalmente i concetti sopra espressi possono essere tranquillamente mutuati sotto qualsiasi altra infrastruttura. Certo, come vedremo di seguito utilizzare Sharepoint ci consentirà di evitare l'implementazione di numerosi componenti evitandoci dolorosi mal di pancia in fase sia implementativa che di testing e deploying, per di più consentendoci un livello di personalizzazione notevole ed un'interfacca utente davvero intuitiva.

La soluzione basata su Sharepoint 2010 prevederà in pratica:

  • Sharepoint 2010: per la gestione della web application e del content management
  • Active Directory come repository degli utenti

Naturalmente scelto Sharepoint 2010 la scelta sul sistema operativo è limitata a Windows Server 2008 a 64 bit e SQLServer 2008, requisito minimo di funzionamento. Come autenticazione utilizzeremo quella integrata NTLM, dunque in caso di dominio l'autenticazione avverrà su di esso altrimenti in caso di server stand-alone si baserà sugli utenti di macchina.
Nella prossimo post cominceremo a creare la web application vuota e settare le prime configurazioni base su SP2010.

 

La giustizia è una cosa seria

Un libro intervista al magistrato Gratteri.

E' un uomo di stato Nicola Gratteri, uno di quelli che in genere vengono elogiati solo dopo che non ci sono più, spesso per tragiche ragioni. Una persona appassionata, attaccata al proprio lavoro non certo facile in una regione come la Calabria e contro la 'ndrangheta. Ciò che stupisce di lui è quel forte senso delle istituzioni e del dovere.
Ho letto questo libro (La giustizia è una cosa seria) mosso proprio dall'incredibile forza che la sua persona emana. Qualche settimana fa da Fazio, mi è sembrato talmente lineare e concreto nelle argomentazioni da farmi quasi credere che dopotutto l'emergenza Giustizia in Italia potrebbe essere affrontata e risolta in Italia con davvero poche accortezze ma lavorando avendo bene in testa quello che è il bene del Paese.

Così, oltre a scoprire quanto possano essere economiche le interteccettazioni telefoniche, al perchè la separazione delle carriere non inficerà sulla durata dei processi, oppure del perchè sia folle rimuovere "l'obbligatorietà dell'azione penale" ho scoperto come la 'ndrangheta si sia radicata qui al nord e non sia più l'associazione di quattro pecorai calabresi dediti al solo pizzo. Interessante. Interessante ma aggiacciante allo stesso tempo. In fondo qui al nord spesso si crede e si pensa che le mafie siano un problema del sud. Forse una volta: "La 'ndrangheta, come tutte le mafie, va dove ci sono denaro e potere".
Consiglio a tutti di investire qualche euro in questo libro può fare aprire gli occhi in molte direzioni.

Goodbye Malincònia

Goodbye Malincònia l'ultimo singolo di Caparezza

A Malincònia tutti nell’angolo, tutti che piangono
toccano il fondo come l’Andrea Doria
Chi lavora non tiene dimora, tutti in mutande, non quelle di Borat
La gente è sola, beve poi soffoca come John Bonham
La giunta è sorda più di Beethoven quando compone la “nona”
E pensare che per Dante questo era il “bel paese là dove ‘l sì sona”
Per pagare le spese bastava un diploma, non fare la star o l’icona
né buttarsi in politica con i curricula presi da Staller Ilona
Nemmeno il caffè sa più di caffè, ma sa di caffè di Sindona

E poi se ne vanno tutti! Da qua se ne vanno tutti!
Non te ne accorgi ma da qua se ne vanno tutti!
E poi se ne vanno tutti! Da qua se ne vanno tutti!
Non te ne accorgi ma da qua se ne vanno tutti!

Goodbye Malincònia
Come ti sei ridotta in questo stato?
Goodbye Malincònia
Dimmi chi ti ha ridotta in questo stato
Goodbye Malincònia
Come ti sei ridotta in questo stato?
Goodbye Malincònia
Dimmi chi ti ha ridotta in questo stato d’animo

Cervelli in fuga, capitali in fuga, migranti in fuga dal bagnasciuga
È Malincònia, terra di santi subito e sanguisuga
Il Paese del sole, in pratica oggi Paese dei raggi UVA
Non è l’impressione, la situazione è più grave di un basso tuba
E chi vuole rimanere, ma come fa?! Ha le mani legate come Andromeda!
Qua ogni rapporto si complica come quello di Washington con Teheran
Si peggiora con l’età, ti viene il broncio da Gary Coleman
Metti nella valigia la collera e scappa da Malincònia

Tanto se ne vanno tutti! Da qua se ne vanno tutti!
Non te ne accorgi ma da qua se ne vanno tutti!
Da qua se ne vanno tutti! Da qua se ne vanno tutti!
Non te ne accorgi ma da qua se ne vanno tutti!

Goodbye Malincònia
Come ti sei ridotta in questo stato?
Goodbye Malincònia
Dimmi chi ti ha ridotta in questo stato
Goodbye Malincònia
Come ti sei ridotta in questo stato?
Goodbye Malincònia
Dimmi chi ti ha ridotta in questo stato

Goodbye Malincònia
Maybe tomorrow, I hope we find tomorrow
Goodbye Malincònia
Hope did we get here, how did it get this far
Goodbye Malincònia
We had it all, fools we let it slip away
Goodbye Malincònia
Dimmi chi ti ha ridotta in questo stato d’animo

Every step was out of place
and in this world we fell from grace
Looking back we lost our way
an innocent time we all betrayed
And in time can we all learn,
not to crawl away and burn
Stand up and don’t fall down
Be a king for a day,
in man we all pray!
Uuh, we all pray!

Buon compleanno Italia

I 150 anni dell'unità d'Italia

Oggi ricorrono i primi 150 anni di unità nazionale sancita dall'auto proclamazione a Re d'Italia di Vittorio Emanuele II di Savoia. 150 anni che l'hanno vista dover metter impiedi dal nulla una nazione, combattere due guerre mondiali, diventare repubblica e una fra le più sviluppate nazioni del dopoguerra. In effetti, per dirla con una battuta di Benigni, per una nazione sono davvero un'inezia è davvero una "minorenne" questa italia.
In questi giorni di festeggiamenti ed in particolare in questo che è IL giorno in cui se ne ravviva la nascita, noto con soddisfazione che l'attenzione della gente è aumentata. Un'attenzione bella, non quella morbosa, verso cui spesso questo tipo di celebrazioni a sfondo nazionalista rischia di incanalarsi e che soprattutto i nostri nonni conoscono bene. La curiosità per l'inno, la carta costituzionale, gli eroi rinascimentali... Speriamo che finalmente la gente che abita questo magnifico ed allo stesso tempo sconcertante paese trovi la maniera di abbandonare un pò quell'arte dell'arrangiarsi e del far da se che da sempre l'ha contraddistinta per un pensare più unitario e comune. Uno stile di vivere non egoista, ma che anzi ha sempre mostrato eccezzionali atti di generosità e comunanza, anche se per lo più nei momenti di prova e difficoltà. Io credo che l'Italia, e in sè la gente che la vive e ne sventola le bandiere, dia il meglio di sè quando è con le spalle al muro, quando non ha scelta, quando la situazione è difficile. Facendo un paragone calcistico, vero collante nazionale, è un pò come l'Italia di Bearzot nell'82 quando dopo aver stentato e raggiunto una qualificazione fortunosa e non certo meritata contro tutto e tutti ha messo sotto Brasile, Argentina e Germania nell'arco di 2 settimane regalandoci un'impresa difficilmente ripetibile. Da chiunque.

Fino a qualche anno fa il concetto di unità nazionale lo davo un pò per scontato. Un dato di fatto di cui tenere conto. Ma negli ultimi anni ho lavorato con parecchi ragazzi provenienti un pò da tutte le regioni d'Italia ed mi è stato chiaro quali difficoltà si siano incontrate in questo processo che si può far partire almeno ufficialmente 150 anni fa, ma che certamente è cominciato prima e ancor più certamente è ben lontano dall'essersi concluso. Ma il bello dell'Italia è proprio questo, che se tisposti di 3km trovi gente che parla un dialetto diverso e che certamente la penserà diversamente da te. Un popolo diviso su tutto e forse per questo non ulteriormente divisibile.

Purtroppo oggi non sono stato un buon Italiano. Non ho festeggiato, ma ho lavorato. Non perchè lo volessi io, sia chiaro, però devo ammettere che è stata una giornata diversa mi sono sentito un pò più italiano del solito, quasi tronfio di esserlo. E non per le celebrazioni, o perchissà che altra ragione. Semplicemente perchè mi sento parte di una nazione che tra mille difficoltà e contraddizioni cerca la strada di un futuro ed ha nelle sue mille identità e nella sua schizzofrenia il tratto che da sempre mi fa capire che sono a casa.