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All that you can leave behind

No Martini no party

Non so quanto se ne possa dolere effettivamente il buon George, ma questo spot che spopolava una decina di anni serve da spunto per parlare un pochino di quella che è la scomparsa di sua Eminenza il Cardinale Carlo Maria Martini. Ci lascia al termine di una malattia, il morbo di Parkinson, che già aveva consumato l'amato Giovanni Paolo II con il quale aveva formato un inimitabile tandem per un pò tutta la mia infanzia-adoloscenza. Personaggio assolutamente di primo piano, di una cultura e di un'apertura mentale non comune specie all'interno degli apparati ecclesiastici, ha dalla sua oltre un autorevolezza a tutto campo che porterà domani parecchi agnostici a presenziare alle sue esequie in duomo anche alcune idee che hanno lasciato un segno nella diocesi milanese. Una su tutti la scuola della parola, che lui per anni teneva in diretta radio con tutti i credenti. All'epoca internet non c'era eppure lui sapeva già usare i mezzi di comunicazione esistenti in maniera più che fruttifera.

Non mi voglio dilungare molto di più nell'elogiare una figura di tutto rispetto nel panorama religioso e culturale del milanese, visto che orami l'hanno già fatto un pò tutti, e... spesso pure a sproposito. Io onestamente a diversità di molti non ritengo avesse una capacità comunicativa superiore alla media, ad essere sincero spesso lo trovavo un pò troppo aristocratico e poco attraente con quella voce cadenzata e morbida. Semmai ciò che lo contraddistigueva erano i contenuti, quelli si erano accessibili a tutti, proprio grazie al suo lavoro di sbobinamento della parola evangelica e più in generale biblica. Ci mancherà, ma vorrei dire che purtroppo ci manca già da un pò di tempo, magari non come arcivescovo... semmai più come figura di riferimento.
Questa volta, non basteranno qualche cassa di spumante a far scattare il party... caro George