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Cronache dal Neocarbonifero. Italia sommersa 2027-2701

Mi sono imbattuto in questo titolo del panorama fantascientifico nostrano quasi per sbaglio: cercavo un qualcosa che fosse sfizioso e mi è subito balzato all'occhio. La copertina con una torre di Pisa semi-sommersa fa in dubbiamente effetto e l'idea è certo buona. E' un'antologia di racconti ambientati nel futuro prossimo e non, della penisola sullo sfondo di uno scenario apocalittico innescato dall'esplosione di un sottomarino nucleare sopra la faglia di Sant'Andrea. Questo episodio come causa scatenante di una catastrofe climatica che spingerà l'Italia, in virtù del riscaldamento globale appunto, a divenire una terra con clima subtropicale e per larga parte sommersa vivendo una sorta di Neocarbonifero (appunto). Dicevo che l'idea è buona e, se vista con gli occhi degli autori raggiunge livelli di visionarietà inquietanti. Basti pensare che l'idea nasce più di ventanni fa, in un contesto ed una consapevolezza dei cambiamenti climatici ben differente, e si va via via arricchendo nel corso degli anni fino a riuscir a vedere la luce solo l'anno passato. 

Ci troviamo così di fronte a situazioni del tutto inimmaginabili: Bergamo maggior mercato del pesce di tutto il nord d'Italia, l'unità del paese spezzata con un qausi ritorno alle signorie prerisorgimentali... Quello che ho trovato interessante è come ognuno degli autori ha cercato di contestualizzare il proprio racconto in base alla regione da cui viene o vive fornendo un caleidoscopio di situazioni che poi vengono a comporre un quadro tuttaltro che disomomogeneo. Un esperimento interessante che ha il solo neo, dovendo mettere assieme molti autori con stili e modalità narrative anche parecchio differenti, di mancare a volte di ritmo e quindi di sembrare un po' macchinoso alla lettura. Resta il fatto che una contestualizzazione sul territorio così come è fatta in questo libro è certamente un punto di vista originale e stimolante.

Secondo Servizio

Ammetto di essermi domandato più volte nelle due settimane trascorse dal primo servizio se fosse stata una scelta infelice quella della naso rosso. O semplicemente azzardata. Troppo stressante emotivamente il primo servizio, e soprattutto, davvero troppo pochi i sorrisi dispensati. Come spesso accade in questi casi la risposta migliore è stata risalire in sella al più presto e provare a non farsi troppo spaventare dalle mille emozioni della prima esperienza.
Ritrovo Paperetta. In un mondo pieno di incertezze non è male poter contare su qualche punto fermo, e a completare il gruppo ci sono Salserina (neo claunina come me) e Cuccy. La ricerca dell'ospedale di Saronno è complicata, ma agevolata dallo starnazzare del navigatore. Bene per la puntualità un po' meno per i miei nervi formato sabato mattina. Dopo una veloce colazione passiamo all'azione e, devo dire cambiarsi in un ufficetto di pochi metri forse da una mano all'atmosfera informale certamente serve a stemperare l'attesa. Foto di rito e siamo in corsia.

Mah... ci sono pochi bimbi! "Peccato" penso d'istinto... ma come peccato? Dovrei essere contento vuol dire che pochi bambini non stanno bene, eppure... Davvero strano questo pensiero. Vabbè lo derubrico a semplice svarione geriatrico e proseguo. Facciamo subito conoscenza di Leone e Bea. Leone, ma nome fu più azzeccato, è un vero e proprio uragano. Salta, sbraita, si dimena... insomma un vero Leone in gabbia. Quando ci vede, ci chiede immediatamente di Uzzo (quello che fa le puzzette), di Manolito, di Centotasche. Siamo a casa. Che bello. Già... non fosse che il malcapitato Bass8 già con congeniti problemi nella sottile arte dei palloncini si ritrova con il compito di realizzare un Tirannosauro!!! Ora, è gia difficile, la spada, ma un Tirannosauro... Spinto da Cuccy (che mi chiama Procolo...) mi cimento in una serie di evoluzioni ed alla fine... TA-DAAAA un Tirannosauro. OK daccordo, ci vuole un po' di fantasia, ma persino Leone sembra stupito. SIIIIIIIIIII!
Terminato lo show con Leone e Bea ci muoviamo nelle altre stanze dove troviamo Maddy. Visino triste, occhi impauriti... Proviamo in vari modi, magia, giochi vari ma la piccola sembra sempre assente. Alla fine l'intuizione: un telecomando e Bass8 (o Procolo tanto ormai per Cuccy mi chiamo così) si muove a comando frantumandosi all'occorrenza contro il muro. Meglio. Addirittura la sentiamo ridere dalla'ltra stanza appena usciti... Da restare a bocca aperta.

Il secondo servizio è stato fantastico, esplosivo, rigenerante, entusiasmante... La cosa incredibile è che non riesco bene a dire che cosa sia stato all'origine di tanta differenza tra il primo ed il secondo servizio. Si la tensione ok... Ma, forse ripensandoci bene, ricordo perfettamente tutti i nomi ed i volti dei bambini, mentre del primo praticamente zero. Forse la differenza sta proprio lì. Ero troppo concentrato su me stesso e poco sugli altri. Forse. Non vedo l'ora di confutare o claunare.