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All that you can leave behind

Quella serata maledetta

Da tifoso di sport e di calcio nello specifico ho assistito a centinaia di finali. Di tutte o quasi ricordo momenti di gioco, gol, la premiazione finale. Di tutte fatico a ricordare anche un solo momento dei prepartita dove spesso l'unica cosa a tener banco è la chiacchiera. C'è però quella maledetta serata dell'Heysel di Bruxelles a recitare un copione nettamente differente. Avevo 9 anni nel '85 quel maledetto 29 Maggio e di quella sera mi ricordo come se fosse ieri l'angoscia, lo sconforto, l'orrore. Attendevo, da bambino, quella partita come una gara che finalmente potesse colmare il vuoto in bacheca di una coppa che non voleva proprio arrivare. Peccato che quell'attesa venne spazzata via da immagini crude, terrificanti ed inspiegabili agli occhi di un bambino che vedeva nello sport la quinta essenza del gioco. Quel gioco che una volta tanto non era più prerogativa mia di bambino ma era altresì condivisa con gli adulti. Ricordo mio padre, incredulo mentre mi prepara la cena, mia madre faceva il turno del pomeriggio ed era ancora in fabbrica. Ricordo le immagini del settore Z, quasi un presagio. L'ultima lettera dell'alfabeto che sarebbe stata poi anche l'ultimo atto per molte persone. Ricordo la tragica conta dei morti. Saranno 39 alla fine. Non ricordo praticamente nulla della partita, ne il rigore (ampiamente fuori area) ne i festeggiamenti con la coppa, che tanto sono stati poi causa di scandalo verso la società Juventus. Non voglio parlare dell'ambito sportivo, perchè quella partita non è mai stata realmente giocata. Nemmeno mi sento di additare colpevoli, cosa che peraltro nemmeno la giustizia ordinaria in tanti anni è riuscita a fare. Per me l'Heysel e quello che successe quella sera restano la rappresentazione di quanto l'umana natura può essere bestiale e folle. E di quanto anche un gioco in mano agli adulti possa venire strumentalizzato e brutallizzato. 

Ragazzi di cent'anni fa

Oggi ricorre il centenario della discesa in guerra dell'Italia nel primo conflitto mondiale. Per qualche momento cerco di immaginarmi come doveva essere quel giorno per un'Italia completamente diversa da quell'attuale e anche per un mondo diverso. Mi viene alla mente mio nonno, uno dei "ragazzi del 99" che praticamente imberbe venne spedito con tanti coetanei a combattere un nemico che nemmeno conosceva in regioni d'Italia tanto distanti. Proprio non ce la faccio. Mi viene impossibile immaginarmi 17enne (con il mio carico di adolescente, di fanciullezza e anche di coglionaggine) imbracciare un fucile ed andare ad immolarmi su di una trincea. Ringrazio Dio di avermi fatto nascere 60 anni più tardi. Ringrazio Dio che il sacrificio di quei ragazzi e di tutti gli altri non isa stato vano. Ringrazio Dio che mio nonno tornò dal fronte, altrimenti non sarei qui, e lo ringrazio anche se, Riccardo si chiamava, non l'ho mai potuto conoscere avendo io 2 anni quando morì.

San Martino del Carso (Ungaretti)

Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro
 
Di tanti
che mi corrispondevano
non è rimasto
neppure tanto
 
Ma nel cuore
nessuna croce manca
 
E' il mio cuore
il paese più straziato


 

5 Volte Olimpias

Scudetto Olimpias

E' arrivato il quinto scudetto, l'Olimpias dopo 10 anni torna a stare in cima all'albo d'oro dei campionati vinti. Posto in comproprietà con l'Aquapozzillo (alla seconda retrocessione consecutiva) ma è solo un dettaglio. E' stata una cavalcata incredibile con ben 57 punti totali (e manca ancora una gara quest weekend) a testimonianza di un'annata davvero notevole come anche la conquista della Coppa Italia dimostra. Questo scudetto ha molti volti: da capitan Totti ai vari Marchisio, Pogba, Vidal, Quagliarella, Callejon, Glik... Diciamo che in genere quando hai un difensore che da solo ti segna 7 gol, se non è il tuo anno poco ci manca. Questo è il suo caso, ma certo un centrocampo in cui le seconde linee sono Pjanic e Soriano è davvero un centrocampo monster. Mi permetto però di mettere sopra a tutti Klose. Giocatore già di suo storico, che alla sua veneranda età ha segnato gol decisivi in primavera quando la vena degli altri attaccanti era un po' appannata. Merito ai giocatori e merito al tecnico Skuhravy al secondo alloro dopo quello del 2010, ma sopratutto al DG Bierhoff (3 scudetti da giocatore +2 da DG) ed a Marchesi (3 scudetti da allenatore e 2 da presidente onorario). La famiglia Olimpias che vince e conquista il 5° scudetto a ventanni esatti dal primo.

La Decima

Si è fatta attendere vent'anni ma alla fine è arrivata. La Juve è la prima squadra italiana ad aggiudicarsi 10 coppe nazionali. Tre anni fa alla finale con il Napoli assistevo da Buenos Aires. Impotente. Ma erano altri tempi. Ammetto che però la coincidenza di essere in trasferta un pochino mi ha fatto toccare ferro. Alla fine è andata bene, immediatamente in svantaggio abbiamo recuperato quasi subito. Sofferto ed allafine gioito con, udite udite, un giocatore del Milan in prestito. Potenza del mercato italiano d'oggi giorno. L'unico giocatore del Milan ad alzare un trofeo quest'anno gioca in un'altra squadra... Per altro acerrima nemica. Aldilà però di questi discorsi da sfottò, la Juve si aggiudica il double dopo vent'anni e potrebbe perfino centrare la tripletta. Già... se proprio dobbiamo trovargli un nome, diamoglielo in italiano. Il mago di Setubal non ce ne voglia.

Topaia vista lago

Pensavo di averle viste davvero tutte eppure sono stato smentito ancora una volta. Premetto che questa volta ho dovuto prenotare più di corsa del solito e per di più a Losanna c'era una inspiegabile moria di stanze che ha fatto lievitare i prezzi in maniera davvero esponenziale. Tant'è che alla fine l'unica camera accessibile la trovo a l'Hotel du Marchè. Boh, qua i nomi sono tutti francesi, però suona bene. No? All'arrivo devo dire che la location è molto carina: all'interno del centro storico di Losanna. Viuzze e locali molto carini e, udite udite, persino con gente ai tavolini malgrado la "tarda" ora. Già perchè di solito alle 9 di sera è già tutto, o quasi, deserto. Ma sarà un po' la luce e un po' il caldo non molto svizzero la gente sembra quasi non curarsi di essere in un angolo di Svizzera. L'albergo da fuori ha un'apparenza gradevole: architettura datata ma certamente caratteristica e ben tenuta. Il problema è quando entro in camera: appena sulla destra c'è un lavabo, per la verità un po' rustico. Nella camera due letti ed infondo a sinistra una porta di legno. "Il bagno" mi dico... Apro la valigia estraggo le camicie e... Si ma dov'è l'armadio? Mi guardo in giro perplesso... Apro la porta in fondo e TA-DA! Ecco l'armadio. Bene, ci metto la giacca e le camicie e... Si ma il bagno? Oddio terrore. Apro la porta di ingresso ed ho la conferma: in fondo a destra ci sono un bagno ed una doccia. In comune. Credo che l'ultima volta che ero stato in una stanza senza bagno era da piccolo al mare dal Lino. Ma erano altri tempi... Siamo nel 2015! Direi che può bastare così, senza nemmeno citare le lenzuola bucate...

Vive la Suisse!

Quanta strada...

Il miracolo è compiuto o quasi. Dopo dodici, 12, anni la Juve torna in finale di Champions. E non sono stati certo dodici anni facili o privi di contenuto: c'è la B immezzo. C'è tutta quella brutta storia chiamata Calciopoli. C'è una prima rifondazione andata piuttosto male con giocatori, allenatori e scelte sbagliate. C'è la risalita dapprima impercettibile e poi impetuosa con la nuova dirigenza di Andrea Agnelli e Beppe Marotta. Ci sono gli scudetti di Conte. Belli, bellissimi. Ed infine c'è il regno di Allegri. Allenatore vincente ma dileggiato, per alcuni risultati non certo positivi della sua gestione al Milan. Un posto dove ha vinto al primo anno (come a Torino) e dove gli hanno fatto a pezzi la squadra senza che potesse provare minimamente a fiatare. Ed ora c'è questa finale. 90 minuti di pura follia in cui la Juve è di gran lunga sfavorita e dovrà cercare di mettere le briglie ad un Barca straripante e convinto dei propri mezzi. Chi vivrà vedrà dice il detto. Beh io mi godo questo momento ricordando da dove si arriva: anche allora fu 1-1.

Siamo Uguali... in fondo





Passerà, stanotte passerà

e forse torneremo ad amarci

Impazzirai, lo so che impazzirai

Perché non ci basta il tempo

Perché nulla basta mai

 

Anche se in fondo il nostro è amore

Usiamo stupide parole

Perché è stupido chi pensa che non serva anche il dolore

E siam vicini ma lontani e troppi tentativi vani

 

E forse arriverà domani

Siamo uguali in fondo

E forse cercherai le mie mani

Solo per un giorno

Non scappare dai miei sguardi

Non possono inseguirti

Non voltarti dai

E forse capirai quanto vali

Potrei darti il mondo

 

Ma griderai sul silenzio della pioggia

È rancore e mal di testa, su una base un po' distorta

Ti dirò, siamo uguali come vedi

Perché senza piedistalli non riusciamo a stare in piedi

 

Ed è già tardi e vuoi far piano

Il cuore è il tuo bagaglio a mano perché hai tutti i pregi che odio

E quei difetti che io amo

E schegge di una voce rotta, mi hanno ferito un'altra volta

 

Ma forse arriverà domani

Siamo uguali in fondo

E forse cercherai le mie mani

Solo per un giorno

Non scappare dai miei sguardi

Non possono inseguirti

Non voltarti dai

E forse capirai quanto vali

Potrei darti il mondo

 

Ma io non ci sarò e vedrai

Sarà semplice

Scivolare per

Poi atterrare fra le braccia di chi vuoi

 

Ma forse arriverà domani

Siamo uguali in fondo

E forse cercherai le mie mani

Solo per un giorno

Non scappare dai miei sguardi

Non possono inseguirti

Non voltarti dai

E forse capirai quanto vali

Potrei darti il mondo...

Tranne me

L'ipocrisia del terzo posto

Diciamocelo in tutta franchezza: solitamente la gente si ricorda solo chi vince, forse al limite un pochino il secondo. Giusto perchè alla fine almeno una volta nella vita è capitato a tutti di esserlo e il perdere per poco è una scottatura che ci rimane dentro per sempre. Ma vogliamo parlare del terzo/quarto posto? Io credo di aver visto una volta sola una finale terzo quatro posto. Era quella dei mondiali 90. Quelli di Schillaci per intenderci. Da allora capii che non era effettivamente una partita. Era più un obbligo da onorare.

Da questo si potrà capire con quale animo si possa affrontare una finalina del campionato CSI. La gente ti guarda come gli sfigati che hanno perso le semifinali e cmq quelli che non ce l'hanno fatta. In una giornata poi di caldo torrido farla in un pallone alle 16 suona più come una condanna da girone Dantesco. Quale può essere il pro di una partita simile. Zero. Forse a volte si dovrebbe avere il coraggio di dire le cose come stanno e che a chi ha perso un semifinale meno di 24 ore prima, la finalina è qualcosa di totalmente inutile. Devo aggiungere poi nche abbiamo perso pure quella? No dai questo ve lo risparmio...

Destino cinico e...

Io non credo minimamente al destino. penso che sia solo un comodo capro espiatorio. Non parla, non si vede, lo conoscono tutti e soprattutto non si può difendere. E' una sorta di catalizzatore delle nostre sciocchezze e delle nostre debolezze, un conoscente sicuro che possa fare da palo ai nostri colpi senza che poi ci possa mai tradire. Ho sempre ritenuto le persone in primis fautrici dei propri successi e fallimenti, dei propri errori e delle proprie mancanze. 

Beh devo dire però che la concatenzazione di eventi avvenuta nelle ultime settimane mi ha fatto rivedere un po' questo mio assunto. Ciò che mi ha davvero sconvolto è che sembra più una fiction che la mia vita... Certo che sulla, quasi soglia dei 40 scoprire che forse c'è davvero un destino è inquitante. Già, perchè se davvero c'è questo dannato destino, allora vuol dire che è quello che sto vivendo o semplicemente è quello che mi ritrovo perchè ottusamente gli combatto contro ogni giorno? Crisi di mezza età in progress...

Blade programmer

Ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare

Senior Manager di multinazionli strapagate che chiedono l'amicizia su facebook 

a degli sviluppatori solo per potergli chiedere di venire a lavorare nel bel mezzo della notte.

 

Deploy in fiamme 

abbandonati senza che nessuno li segua prima dell'UAT.

 

Carcasse di programmatori offshore ammassate agli angoli delle GDN

con il solo intento di fare carne da macello e senza alcun costrutto.

 

E tutti quei momenti NON andranno perduti nel tempo

come lacrime nella pioggia...