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All that you can leave behind

Dakota

I tuoi occhi oggi reclamavano qualcosa... non so bene cosa. La bellezza è soggettiva per tutt

I tuoi occhi oggi reclamavano qualcosa... non so bene cosa.

La bellezza è soggettiva per tutti, tranne che per te...

 

Thinking back, thinking of you
Summertime think it was June
Yeah think it was June
Laying back, head on the grass
Chewing gum having some laughs
Yeah having some laughs.

You made me feel like the one
Made me feel like the one
The one
You made me feel like the one
Made me feel like the one
The one

Drinking back, drinking for two
Drinking with you
When drinking was new
Sleeping in the back of my car
We never went far
Didn't need to go far

You made me feel like the one
Made me feel like the one
The one
You made me feel like the one
Made me feel like the one
The one

I don’t know where we are going now
I don’t know where we are going now

Wake up call, coffee and juice
Remembering you
What happened to you?
I wonder if we’ll meet again
Talk about life since then
Talk abou


You made me feel like the one
Made me feel like the one
The one

I don’t know where we are going now
I don’t know where we are going now

So take a look at me nowt why did it end

You made me feel like the one
Made me feel like the one
The one

 

 

Europa

Povera Europa! Chissà se, quando dopo il secondo conflitto mondiale, personaggi del calibro di Churchill, De Gasperi, Schuman e compagnia bella avessero in mente questo scempio. Un involucro vuoto. Bello eh, chiariamoci, lucido, ben presentato ma con il nulla dentro. Non voglio tirare in mezzo il solito discorso sui valori fondanti, cristiani o giudaici o chissà cosa. Io da credente lodo e francamente caldeggio la visione più agnostica possibile di una struttura che è dannatamente temporale e proprio per questa ragione lontana da logiche religiose. Il fatto è che questa Europa è nata bene, con premesse condivisibili e con un finale, soprattutto, non dichiarato forse, ma certamente lineare. Una sola nazione, un solo popolo e una sola moneta. Probabilmente in rigoroso ordine di definizione. Come invece in molti hanno sottolineato si è partiti dal fondo: dalla moneta. Io non ho alcun tipo di conoscenza economica che mi consenta di esprimere un giudizio che abbia un minimo di senso in questo anche se è evidente che la cosa un po' ha il suo perchè. L'Europa di oggi è un'insieme eterogeneo di interessi, spesso riconducibili a differenti popoli ed etnie che però è troppo lontana dall'idea di unità originaria che ci si era posti. Specchio di queste differenze ormai conclamate e non riconcigliabili sono le due emergenze del momento: la Grecia e l'immigrazione. Per la Grecia, fa francamente ridere, anche se a denti stretti, pensare che si stia cercando la mediazione alla fuoriuscita della stessa dalla zona euro. Già perchè dopo 5 anni ancora siamo al punto di partenza: la Grecia ha debiti (crescenti giorno dopo giorno) con un po' tutte le nazioni europee. Debiti cui non riesce a far fronte e che la stanno trascinando realmente nel baratro. Mi domando come la tanto celebrata Europa possa, dopo tutto questo tempo, ancora avere dubbi che la strada intrapresa non sia quella corretta. E' un vero mistero. Per l'immigrazione fa specie pensare che, come risposta unitaria all'esodo di massa che sta avvenendo dalle coste Africane su quelle Italiane e più in generale del sud-europa, l'unica cosa ottenuta, apparte generiche rassicurazioni su una ridistribuzione (manco fossero dei pacchi) tra i vari paesi di questi profughi sia stata una sospensione di Schengen. In una famiglia quando qualcuno è in difficoltà gli si dovrebbe dare una mano non certo chiuderlo fuori dalla porta. Evidentemente quest'Europa non è una famiglia e men che meno un soggetto che riesca a trovare risponde condivise. Queste due minacce, tanto diverse e tanto uguali, rischiano di farla letteralmente a pezzi quest'Europa. Spero che qualcuno a Bruxelles se ne renda conto. Questi mesi non sono come tanti altri, possono essere decisivi a scoprire il vuoto di quest'involucro di plastica oppure a riempirlo di qualcosa che possa essere di più di un inno ed una bandiera o peggio di una moneta...

Il Cile

Giuro che fino a due giorni fa non sapevo manco chi fosse. Così quando rispondo all'invito della Trico ad andare a vederlo al Carroponte lo faccio più per la compagnia. Lo scetticismo era grande come lo era pure in un certo senso la curiosità. Così anche se la serata sembrava essersi aperta non esattamente alla grande (prendere un senso unico contromano davanti ad una pattuglia di carabinieri è quanto meno discutibile) alla fine ho scoperto qualcosa che un minimo interesse me l'ha scaturito, se è vero che negli ultimi due giorni su Spotify ho ascoltato parecchia roba sua. Personaggio strano, a mezzo tra un melodico ricercato e forbito, con metafore e allegorie ricercate e spesso molto ben figurative nei testi ha forse nella musica il lato meno forte. Mi ricorda un po' certi menestrelli d'altri tempi come Guccini ad esempio (fatti i debiti distinguo). Un cantastorie dei giorni nostri certamente fuori dal solco più commerciale. Una scoperta.

 

Idi di giugno e poesia cerebrale 
ti regalo aforismi da mercato rionale 
sei una Barbie sfregiata da una felicità parziale 
aiutata da flute di champagne 
le tue lacrime lisce 
arrotate nei bagni 
di locali alla moda dove perdi mutande 
chissà se mantieni la testa al suo posto 
oppure la doni alla iena di turno 


Le parole non servono più per riaverti 
Le canzoni che ho scritto per te rotte in mille pezzi 

Luna furtiva che brilli nel cielo 
arrivale addosso e stendi il tuo velo 
sulle case stregate dagli universitari 
dille che mi manca e che negli alveari 
alle quattro di notte 
per i vicoli stretti 
compri veleni e non compri confetti 
il miele scompare in un accento straniero 
e al risveglio il fondo del pozzo è più nero 

Le parole non servono più per riaverti 
Le canzoni che ho scritto per te rotte in mille pezzi 
Le parole non servono più per riaverti 
Le canzoni che ho scritto per te rotte in mille pezzi 

Bastimenti di giorni corrosi 
masticando gli avanzi di noi 
quante stelle annegate in bicchieri 
posso darti ogni dramma che vuoi 
cataclismi di attimi sparsi 
la dinamica resta così 
siamo solo destini impigliati 
siamo martiri del nostro vivere 

Le parole non servono più per riaverti 
Le canzoni che ho scritto per te rotte in mille pezzi 
Le parole non servono più per riaverti 
Le canzoni che ho scritto per te rotte in mille pezzi 
Le parole non servono più per riaverti 
Le canzoni che ho scritto per te sono come spettri.

 


Milano Sbancata

In due anni di conduzione Banchi non ha dato uno straccio di gioco all'Olimpia. Questa già di per se è secondo me un'affermazione che vale ogni ragionamento. Ho avuto il piacere di vedere spesso le scarpette rosse in questi due anni e sinceramente le cose invece di migliorare sono via via peggiorate fino a raggiungere il colmo con la "quasi" eliminazione (siamo sotto 1-3) della semifinale scudetto con Sassari di questi giorni. Una squadra sempre meno organizzata, con una pessima conduzione offensiva dove quasi sempre si lascia tutto all'inventiva ed al talento dei singoli e poco al gioco corale. E infatti chi è bravo i canestri li fa, mentre chi è più tecnicamente scialbo non riesce mai a portare il proprio tassello perchè non ha mai tiri puliti provenienti da azioni fluide. Purtroppo a ciò si è unita anche una certa disinvoltura difensiva con giocatori che come Kleiza e Brooks che sono sempre troppo battibili dagli avversari. Una china pericolosa, che ha le sue radici anche in un certo nervosismo latente. Il nervosismo degli impotenti, di chi non riesce ad esprimersi e sfoga la propria frustrazione nella maniera peggiore. Così in 4 partite accumuli ben due espulsioni di giocatori del quintetto e per cosa? Per proteste... 

Si ok non è ancora finita ed io certamente domani sarò in prima fila davanti alla tv per fare il tifo alle scarpette rosse, ed io sono convinto che anche senza Hackett, questa squadra ce la può fare e come, ma per una vittoria ci vorrebbe un'inversione di tendenza mai avuta finora. Infine un'ultima osservazione. Guardate il quintetto base di quest'anno: sono tutti giocatori che c'erano l'anno scorso. Insomma non ci sono stati rinforzi anzi... quanto mancano Lawal, Jerrels e Langford? Lupo, forse un po' di colpa è anche tua eh...