Beren.it

All that you can leave behind

Il Cile

Giuro che fino a due giorni fa non sapevo manco chi fosse. Così quando rispondo all'invito della Trico ad andare a vederlo al Carroponte lo faccio più per la compagnia. Lo scetticismo era grande come lo era pure in un certo senso la curiosità. Così anche se la serata sembrava essersi aperta non esattamente alla grande (prendere un senso unico contromano davanti ad una pattuglia di carabinieri è quanto meno discutibile) alla fine ho scoperto qualcosa che un minimo interesse me l'ha scaturito, se è vero che negli ultimi due giorni su Spotify ho ascoltato parecchia roba sua. Personaggio strano, a mezzo tra un melodico ricercato e forbito, con metafore e allegorie ricercate e spesso molto ben figurative nei testi ha forse nella musica il lato meno forte. Mi ricorda un po' certi menestrelli d'altri tempi come Guccini ad esempio (fatti i debiti distinguo). Un cantastorie dei giorni nostri certamente fuori dal solco più commerciale. Una scoperta.

 

Idi di giugno e poesia cerebrale 
ti regalo aforismi da mercato rionale 
sei una Barbie sfregiata da una felicità parziale 
aiutata da flute di champagne 
le tue lacrime lisce 
arrotate nei bagni 
di locali alla moda dove perdi mutande 
chissà se mantieni la testa al suo posto 
oppure la doni alla iena di turno 


Le parole non servono più per riaverti 
Le canzoni che ho scritto per te rotte in mille pezzi 

Luna furtiva che brilli nel cielo 
arrivale addosso e stendi il tuo velo 
sulle case stregate dagli universitari 
dille che mi manca e che negli alveari 
alle quattro di notte 
per i vicoli stretti 
compri veleni e non compri confetti 
il miele scompare in un accento straniero 
e al risveglio il fondo del pozzo è più nero 

Le parole non servono più per riaverti 
Le canzoni che ho scritto per te rotte in mille pezzi 
Le parole non servono più per riaverti 
Le canzoni che ho scritto per te rotte in mille pezzi 

Bastimenti di giorni corrosi 
masticando gli avanzi di noi 
quante stelle annegate in bicchieri 
posso darti ogni dramma che vuoi 
cataclismi di attimi sparsi 
la dinamica resta così 
siamo solo destini impigliati 
siamo martiri del nostro vivere 

Le parole non servono più per riaverti 
Le canzoni che ho scritto per te rotte in mille pezzi 
Le parole non servono più per riaverti 
Le canzoni che ho scritto per te rotte in mille pezzi 
Le parole non servono più per riaverti 
Le canzoni che ho scritto per te sono come spettri.

 


Milano Sbancata

In due anni di conduzione Banchi non ha dato uno straccio di gioco all'Olimpia. Questa già di per se è secondo me un'affermazione che vale ogni ragionamento. Ho avuto il piacere di vedere spesso le scarpette rosse in questi due anni e sinceramente le cose invece di migliorare sono via via peggiorate fino a raggiungere il colmo con la "quasi" eliminazione (siamo sotto 1-3) della semifinale scudetto con Sassari di questi giorni. Una squadra sempre meno organizzata, con una pessima conduzione offensiva dove quasi sempre si lascia tutto all'inventiva ed al talento dei singoli e poco al gioco corale. E infatti chi è bravo i canestri li fa, mentre chi è più tecnicamente scialbo non riesce mai a portare il proprio tassello perchè non ha mai tiri puliti provenienti da azioni fluide. Purtroppo a ciò si è unita anche una certa disinvoltura difensiva con giocatori che come Kleiza e Brooks che sono sempre troppo battibili dagli avversari. Una china pericolosa, che ha le sue radici anche in un certo nervosismo latente. Il nervosismo degli impotenti, di chi non riesce ad esprimersi e sfoga la propria frustrazione nella maniera peggiore. Così in 4 partite accumuli ben due espulsioni di giocatori del quintetto e per cosa? Per proteste... 

Si ok non è ancora finita ed io certamente domani sarò in prima fila davanti alla tv per fare il tifo alle scarpette rosse, ed io sono convinto che anche senza Hackett, questa squadra ce la può fare e come, ma per una vittoria ci vorrebbe un'inversione di tendenza mai avuta finora. Infine un'ultima osservazione. Guardate il quintetto base di quest'anno: sono tutti giocatori che c'erano l'anno scorso. Insomma non ci sono stati rinforzi anzi... quanto mancano Lawal, Jerrels e Langford? Lupo, forse un po' di colpa è anche tua eh...

 

Quella serata maledetta

Da tifoso di sport e di calcio nello specifico ho assistito a centinaia di finali. Di tutte o quasi ricordo momenti di gioco, gol, la premiazione finale. Di tutte fatico a ricordare anche un solo momento dei prepartita dove spesso l'unica cosa a tener banco è la chiacchiera. C'è però quella maledetta serata dell'Heysel di Bruxelles a recitare un copione nettamente differente. Avevo 9 anni nel '85 quel maledetto 29 Maggio e di quella sera mi ricordo come se fosse ieri l'angoscia, lo sconforto, l'orrore. Attendevo, da bambino, quella partita come una gara che finalmente potesse colmare il vuoto in bacheca di una coppa che non voleva proprio arrivare. Peccato che quell'attesa venne spazzata via da immagini crude, terrificanti ed inspiegabili agli occhi di un bambino che vedeva nello sport la quinta essenza del gioco. Quel gioco che una volta tanto non era più prerogativa mia di bambino ma era altresì condivisa con gli adulti. Ricordo mio padre, incredulo mentre mi prepara la cena, mia madre faceva il turno del pomeriggio ed era ancora in fabbrica. Ricordo le immagini del settore Z, quasi un presagio. L'ultima lettera dell'alfabeto che sarebbe stata poi anche l'ultimo atto per molte persone. Ricordo la tragica conta dei morti. Saranno 39 alla fine. Non ricordo praticamente nulla della partita, ne il rigore (ampiamente fuori area) ne i festeggiamenti con la coppa, che tanto sono stati poi causa di scandalo verso la società Juventus. Non voglio parlare dell'ambito sportivo, perchè quella partita non è mai stata realmente giocata. Nemmeno mi sento di additare colpevoli, cosa che peraltro nemmeno la giustizia ordinaria in tanti anni è riuscita a fare. Per me l'Heysel e quello che successe quella sera restano la rappresentazione di quanto l'umana natura può essere bestiale e folle. E di quanto anche un gioco in mano agli adulti possa venire strumentalizzato e brutallizzato. 

Ragazzi di cent'anni fa

Oggi ricorre il centenario della discesa in guerra dell'Italia nel primo conflitto mondiale. Per qualche momento cerco di immaginarmi come doveva essere quel giorno per un'Italia completamente diversa da quell'attuale e anche per un mondo diverso. Mi viene alla mente mio nonno, uno dei "ragazzi del 99" che praticamente imberbe venne spedito con tanti coetanei a combattere un nemico che nemmeno conosceva in regioni d'Italia tanto distanti. Proprio non ce la faccio. Mi viene impossibile immaginarmi 17enne (con il mio carico di adolescente, di fanciullezza e anche di coglionaggine) imbracciare un fucile ed andare ad immolarmi su di una trincea. Ringrazio Dio di avermi fatto nascere 60 anni più tardi. Ringrazio Dio che il sacrificio di quei ragazzi e di tutti gli altri non isa stato vano. Ringrazio Dio che mio nonno tornò dal fronte, altrimenti non sarei qui, e lo ringrazio anche se, Riccardo si chiamava, non l'ho mai potuto conoscere avendo io 2 anni quando morì.

San Martino del Carso (Ungaretti)

Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro
 
Di tanti
che mi corrispondevano
non è rimasto
neppure tanto
 
Ma nel cuore
nessuna croce manca
 
E' il mio cuore
il paese più straziato


 

5 Volte Olimpias

Scudetto Olimpias

E' arrivato il quinto scudetto, l'Olimpias dopo 10 anni torna a stare in cima all'albo d'oro dei campionati vinti. Posto in comproprietà con l'Aquapozzillo (alla seconda retrocessione consecutiva) ma è solo un dettaglio. E' stata una cavalcata incredibile con ben 57 punti totali (e manca ancora una gara quest weekend) a testimonianza di un'annata davvero notevole come anche la conquista della Coppa Italia dimostra. Questo scudetto ha molti volti: da capitan Totti ai vari Marchisio, Pogba, Vidal, Quagliarella, Callejon, Glik... Diciamo che in genere quando hai un difensore che da solo ti segna 7 gol, se non è il tuo anno poco ci manca. Questo è il suo caso, ma certo un centrocampo in cui le seconde linee sono Pjanic e Soriano è davvero un centrocampo monster. Mi permetto però di mettere sopra a tutti Klose. Giocatore già di suo storico, che alla sua veneranda età ha segnato gol decisivi in primavera quando la vena degli altri attaccanti era un po' appannata. Merito ai giocatori e merito al tecnico Skuhravy al secondo alloro dopo quello del 2010, ma sopratutto al DG Bierhoff (3 scudetti da giocatore +2 da DG) ed a Marchesi (3 scudetti da allenatore e 2 da presidente onorario). La famiglia Olimpias che vince e conquista il 5° scudetto a ventanni esatti dal primo.

La Decima

Si è fatta attendere vent'anni ma alla fine è arrivata. La Juve è la prima squadra italiana ad aggiudicarsi 10 coppe nazionali. Tre anni fa alla finale con il Napoli assistevo da Buenos Aires. Impotente. Ma erano altri tempi. Ammetto che però la coincidenza di essere in trasferta un pochino mi ha fatto toccare ferro. Alla fine è andata bene, immediatamente in svantaggio abbiamo recuperato quasi subito. Sofferto ed allafine gioito con, udite udite, un giocatore del Milan in prestito. Potenza del mercato italiano d'oggi giorno. L'unico giocatore del Milan ad alzare un trofeo quest'anno gioca in un'altra squadra... Per altro acerrima nemica. Aldilà però di questi discorsi da sfottò, la Juve si aggiudica il double dopo vent'anni e potrebbe perfino centrare la tripletta. Già... se proprio dobbiamo trovargli un nome, diamoglielo in italiano. Il mago di Setubal non ce ne voglia.

Topaia vista lago

Pensavo di averle viste davvero tutte eppure sono stato smentito ancora una volta. Premetto che questa volta ho dovuto prenotare più di corsa del solito e per di più a Losanna c'era una inspiegabile moria di stanze che ha fatto lievitare i prezzi in maniera davvero esponenziale. Tant'è che alla fine l'unica camera accessibile la trovo a l'Hotel du Marchè. Boh, qua i nomi sono tutti francesi, però suona bene. No? All'arrivo devo dire che la location è molto carina: all'interno del centro storico di Losanna. Viuzze e locali molto carini e, udite udite, persino con gente ai tavolini malgrado la "tarda" ora. Già perchè di solito alle 9 di sera è già tutto, o quasi, deserto. Ma sarà un po' la luce e un po' il caldo non molto svizzero la gente sembra quasi non curarsi di essere in un angolo di Svizzera. L'albergo da fuori ha un'apparenza gradevole: architettura datata ma certamente caratteristica e ben tenuta. Il problema è quando entro in camera: appena sulla destra c'è un lavabo, per la verità un po' rustico. Nella camera due letti ed infondo a sinistra una porta di legno. "Il bagno" mi dico... Apro la valigia estraggo le camicie e... Si ma dov'è l'armadio? Mi guardo in giro perplesso... Apro la porta in fondo e TA-DA! Ecco l'armadio. Bene, ci metto la giacca e le camicie e... Si ma il bagno? Oddio terrore. Apro la porta di ingresso ed ho la conferma: in fondo a destra ci sono un bagno ed una doccia. In comune. Credo che l'ultima volta che ero stato in una stanza senza bagno era da piccolo al mare dal Lino. Ma erano altri tempi... Siamo nel 2015! Direi che può bastare così, senza nemmeno citare le lenzuola bucate...

Vive la Suisse!

Quanta strada...

Il miracolo è compiuto o quasi. Dopo dodici, 12, anni la Juve torna in finale di Champions. E non sono stati certo dodici anni facili o privi di contenuto: c'è la B immezzo. C'è tutta quella brutta storia chiamata Calciopoli. C'è una prima rifondazione andata piuttosto male con giocatori, allenatori e scelte sbagliate. C'è la risalita dapprima impercettibile e poi impetuosa con la nuova dirigenza di Andrea Agnelli e Beppe Marotta. Ci sono gli scudetti di Conte. Belli, bellissimi. Ed infine c'è il regno di Allegri. Allenatore vincente ma dileggiato, per alcuni risultati non certo positivi della sua gestione al Milan. Un posto dove ha vinto al primo anno (come a Torino) e dove gli hanno fatto a pezzi la squadra senza che potesse provare minimamente a fiatare. Ed ora c'è questa finale. 90 minuti di pura follia in cui la Juve è di gran lunga sfavorita e dovrà cercare di mettere le briglie ad un Barca straripante e convinto dei propri mezzi. Chi vivrà vedrà dice il detto. Beh io mi godo questo momento ricordando da dove si arriva: anche allora fu 1-1.

Siamo Uguali... in fondo





Passerà, stanotte passerà

e forse torneremo ad amarci

Impazzirai, lo so che impazzirai

Perché non ci basta il tempo

Perché nulla basta mai

 

Anche se in fondo il nostro è amore

Usiamo stupide parole

Perché è stupido chi pensa che non serva anche il dolore

E siam vicini ma lontani e troppi tentativi vani

 

E forse arriverà domani

Siamo uguali in fondo

E forse cercherai le mie mani

Solo per un giorno

Non scappare dai miei sguardi

Non possono inseguirti

Non voltarti dai

E forse capirai quanto vali

Potrei darti il mondo

 

Ma griderai sul silenzio della pioggia

È rancore e mal di testa, su una base un po' distorta

Ti dirò, siamo uguali come vedi

Perché senza piedistalli non riusciamo a stare in piedi

 

Ed è già tardi e vuoi far piano

Il cuore è il tuo bagaglio a mano perché hai tutti i pregi che odio

E quei difetti che io amo

E schegge di una voce rotta, mi hanno ferito un'altra volta

 

Ma forse arriverà domani

Siamo uguali in fondo

E forse cercherai le mie mani

Solo per un giorno

Non scappare dai miei sguardi

Non possono inseguirti

Non voltarti dai

E forse capirai quanto vali

Potrei darti il mondo

 

Ma io non ci sarò e vedrai

Sarà semplice

Scivolare per

Poi atterrare fra le braccia di chi vuoi

 

Ma forse arriverà domani

Siamo uguali in fondo

E forse cercherai le mie mani

Solo per un giorno

Non scappare dai miei sguardi

Non possono inseguirti

Non voltarti dai

E forse capirai quanto vali

Potrei darti il mondo...

Tranne me

L'ipocrisia del terzo posto

Diciamocelo in tutta franchezza: solitamente la gente si ricorda solo chi vince, forse al limite un pochino il secondo. Giusto perchè alla fine almeno una volta nella vita è capitato a tutti di esserlo e il perdere per poco è una scottatura che ci rimane dentro per sempre. Ma vogliamo parlare del terzo/quarto posto? Io credo di aver visto una volta sola una finale terzo quatro posto. Era quella dei mondiali 90. Quelli di Schillaci per intenderci. Da allora capii che non era effettivamente una partita. Era più un obbligo da onorare.

Da questo si potrà capire con quale animo si possa affrontare una finalina del campionato CSI. La gente ti guarda come gli sfigati che hanno perso le semifinali e cmq quelli che non ce l'hanno fatta. In una giornata poi di caldo torrido farla in un pallone alle 16 suona più come una condanna da girone Dantesco. Quale può essere il pro di una partita simile. Zero. Forse a volte si dovrebbe avere il coraggio di dire le cose come stanno e che a chi ha perso un semifinale meno di 24 ore prima, la finalina è qualcosa di totalmente inutile. Devo aggiungere poi nche abbiamo perso pure quella? No dai questo ve lo risparmio...