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Quanta strada...

Il miracolo è compiuto o quasi. Dopo dodici, 12, anni la Juve torna in finale di Champions. E non sono stati certo dodici anni facili o privi di contenuto: c'è la B immezzo. C'è tutta quella brutta storia chiamata Calciopoli. C'è una prima rifondazione andata piuttosto male con giocatori, allenatori e scelte sbagliate. C'è la risalita dapprima impercettibile e poi impetuosa con la nuova dirigenza di Andrea Agnelli e Beppe Marotta. Ci sono gli scudetti di Conte. Belli, bellissimi. Ed infine c'è il regno di Allegri. Allenatore vincente ma dileggiato, per alcuni risultati non certo positivi della sua gestione al Milan. Un posto dove ha vinto al primo anno (come a Torino) e dove gli hanno fatto a pezzi la squadra senza che potesse provare minimamente a fiatare. Ed ora c'è questa finale. 90 minuti di pura follia in cui la Juve è di gran lunga sfavorita e dovrà cercare di mettere le briglie ad un Barca straripante e convinto dei propri mezzi. Chi vivrà vedrà dice il detto. Beh io mi godo questo momento ricordando da dove si arriva: anche allora fu 1-1.