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All that you can leave behind

La Ventisettesima legislatura

Finalmente ci siamo: lo scempio è quasi terminato. Più di due mesi di balle, promesse da marinaio (forse più da cazzaro), prese di posizione su leggi e su persone votate (molto spesso in prima persona) soltanto qualche settimana prima, squallidi balletti di numeri citati quasi sempre a sproposito, cagnolini, finte lauree... Si è visto davvero di tutto in questa campagna elettorale e, spesso, di tutto si è vista solo la parte peggiore. Sono spariti, gli argomenti, salvo le tasse, perchè quelle riempiono sempre le testate dei giornali (anche quelli tele). La sinistra è riuscita, con l'aiuto del centro più scalcagnato degli ultimi ventanni, non me ne vogliano Dini e Mastella, persino a far risorgere la mummia di Arcore che imperterrito quando lo accendi riesce solo a sparare sempre le stesse minchiate da venditore di pentole (Mastrota prendi appunti please). Così ci troviamo con il rischio di avere un parlamento ingovernabile, che novità, lo è mai stato in Italia? E poi ingovernabile che vuol dire? Che non si possono fare Riforme? Beh, non mi ricordo riforme recenti da che ho smesso i pantaloni corti e questo perchè prima mi interessavo solo degli attriti tra Gundam e Mazinga. Quindi l'instabilità non mi fa paura, la può fare ai mercati certo, ma non molto più di un PIL in picchiata e di una spesa pubblica comunque elevata.

Sempre le solite persone, sempre le solite quattro idee, ben confuse per altro, sempre la solita strumentalizzazione di temi etici-sociali. Niente di nuovo davvero. Ormai non conto più le persone che dicono di votare3 turandosi il naso. Bel quadro, davvero. Sembra che di elezione in elezione le cose non facciano che peggiorare. Di male in peggio, di peggio in m....
E' così, che deluso, un pò disperato ma anche incuriosito ho deciso di dare fiducia ai 5 Stelle. Eh lo so, sono un movimento acerbo, con una struttura ancora poco chiara. Però, forse la struttura degli altri è peggiore... Si è vero non hanno esperienza, ma Scipoliti che esperienza aveva 5 anni fa? Pensare che il PDL l'ha pure rieletto. Del resto, in passato è stato dimostrato che la politica da dentro non la si cambia. Bisogna fare una vera pulizia, e per farla occorre non farsi troppi scrupoli. Cambiare, significa cambiare logica, significa cambiare modalità e per farlo bisogna cambiare le persone. Poi, certo, questo non significa avere un successo immediato, ne tantomeno credere che tutto si risolva al primo colpo. Resta però l'idea base espressa anche da Grillo al comizio finale a Piazza San Giovanni a Roma, lo scorso venerdì. "Non si deve più chiedere ai politici di risolverci i problemi, dobbiamo essere noi in prima persona a metterci in gioco per risolverli.". Basta passività, proviamo a partecipare davvero stavolta. Non voglio ritrovarmi tra 6 mesi a lamentarmi come faccio da anni delle solite teste di quiz che abbiamo in parlamento. L'occasione stavolta è ghiotta. La responsabilità è anche mia ora.

Sono due giorni che nevica... Che sia la volta buona Bersani?

Replay

Qualche giorno fa ho comprato un vecchio CD di Samuele Bersani, in genere i suoi dischi li regalo. Questa volta il regalo me lo sono auto-fatto. La capacità che ha quell'uomo di saltare gli strati infiniti di pelle e corazza che foderano il mio cuore è stupefacente. Non c'è una parola che non ti rivolti come un calzino.

Replay è una di queste. Riesce a riconcigliarti con la tua vita, con i mille disastri combinati e le persone perse in tutti questi anni.

Dentro al replay
fra miliardi di altri ci sei
e non hai scia
luminosa d'auto
anche di periferia
come i sogni che farai
o prenderai a noleggio
quando ti addormenterai
con le scarpe sul letto
Dentro al replay
con la testa girata un po' in su
da fotografia
ci sei anche tu prima di andare via
"se rimango ancora qui
è come se morissi
e guardandomi allo specchio
ad un tratto sparissi"
Cadono le stelle e sono cieco
e dove cadono non so
cercherò, proverò, davvero
ad avere sempre su di me il profumo delle mani
riuscire a fare sogni tridimensionali
non chiedere mai niente al mondo
solo te
come una cosa che non c'è
cercando dappertutto anche in me
ti vedo
Dentro al replay
per un attimo c'ero e anche lei
ma in quel momento
qualcosa ho cancellato
si è fermato il tempo, la sua regolarità
e come se morissi
è sparita anche la luna,
è cominciata l'eclissi
Cadono le stelle
allora è vero
e io non so se ci sarò
dove andrò
non lo so se lo merito o no
se correggerò gli effetti dei miei guasti nucleari
se troverò il coraggio ti telefono domani
e più sarò lontano e più sarò da te
dimenticato e muto
come uno che non c'è
tornerò, tornerò davvero
a sentire su di me profumo delle mani
di notte io farò sogni tridimensionali
senza chiedere mai niente al mondo
neanche a te
senza chiedermi perché
ti vedo dappertutto
anche in me
ti vedo

E chissà che non riesca anch'io a correggere gli effetti dei miei guasti nucleari...

Un periodo pieno di sorprese

Samuele Bersani Un periodo pieno di sorprese testo e video

Le canzoni possono rappresentare qualcosa nella vita di una persona nella maniera in cui ne disegnano le emozioni e gli stati emotivi esattamente come questa...



Samuele Bersani - Un periodo pieno di sorprese

Comincia a ingiallirsi il nero del livido,
non è più così tanto nitido
e da oggi il dolore ritorna
semplicemente sottocutaneo.
Ho cambiato la scheda al telefono,
ho lavato nel lago lo spirito
e nel farlo il tuo corpo ha finito per essermi estraneo.

E' un periodo pieno di sorprese
e non si contano più le offese
che per decenza mi rimangerei.
Ma ero stanco di sentirmi come
uno straccio sotto a tuoi piedi,
mi sarebbe esploso il cuore prima o poi.

Alla parte non mi presto del povero Cristo
e perchè mai tu l'hai data a me,
vuoi rispondere perchè
io dove finisco
in quale labirinto
se non c'è
uscita o speranza di evadere.

Continua a ingiallirsi il nero del livido,
non è più di dominio pubblico
e da oggi il ricordo diventa
eternamente contemporaneo.
La vendetta è sevita sul tavolo,
da strapparti dei fili dal cofano,
ma nel farlo il piacere sarà
quello si momentaneo.

E' un periodo pieno di sorprese,
in sottofondo a queste imprese
la musica pian piano salirà.
Voglio prendermi un registratore,
per tenerci dentro le parole
di quel proverbio che mi servirà.

Alla parte non mi presto
di chi è crocifisso
e perché mai tu l’hai data a me,
vuoi rispondermi perchè
io dove finisco,
in quale meccanismo
se non c'è
uscita o speranza
non c'è
nessuna certezza di evadere.

Alla parte non mi presto del povero Cristo
e perchè mai tu l'hai data a me,
vuoi rispondere perchè
io dove finisco,
in quale labirinto
se non c'è
uscita o speranza,
non c'è
nessuna certezza di evadere.

Portatore sano di sicuro precariato

Dedicato a chi almeno qualche volta nella vita avrebbe bisogno di certezze!

 

SICURO PRECARIATO (Samuele Bersani)

Quanto sopravviverò nel mio ruolo di supplente?
Non credo sarà facile per me
arrivare all’ultima ora indenne agli attacchi, resistente
La verità? C’è una novità, ho qualcuno che mi ascolta
che mi domanda “allora da che pagina a che pagina ‘sta volta?”
ma chi ha la luna storta dichiara apertamente “lei non conta niente…”
Ti spiacerebbe passarmi del sale? Sul primo canale c’è un gioco impossibile
Ti spiacerebbe passarmi del sale? Se porti giù il cane c’è il vino da prendere
Io sono un portatore sano di sicuro precariato
e anche nel privato resto in prova
e ho un incarico a termine lo so
ma ho molta volontà, non c’è pericolo…
Figli della polvere raggrumata sotto i banchi
anche per oggi non vi interrogo
ho saputo già dal preside e dagli altri
che vi siete alzati stanchi
ma è l’ultima possibilità che ho di chiedervi un piacere
vorrei sapere chi mi imita e perché
non ne posso anch’io godere
una volta sola prima di lasciare
anche questa scuola
Ti spiacerebbe passarmi del sale? Sul primo canale c’è un gioco impossibile
Ti spiacerebbe passarmi del sale? Se porti giù il cane c’è il vino da prendere
Noi siamo portatori sani di sensi di colpa
e sulle mani abbiamo segni di medusa
io ho il sospetto che non se ne andranno via
ecco un esempio di eterna compagnia

Parole

SAMUELE BERSANI

Le Mie Parole

Le mie parole sono sassi
precisi aguzzi pronti da scagliare
su facce vulnerabili e indifese
sono nuvole sospese
gonfie di sottointesi
che accendono negli occhi infinite attese
sono gocce preziose indimenticate
Sono lampi dentro a un pozzo, cupo e abbandonato
un viso sordo e muto che l'amore ha illuminato
sono foglie cadute
promesse dovute
che il tempo ti perdoni per averle pronunciate
sono note stonate
sul foglio capitate per sbaglio
tracciate e poi dimenticate
le parole che ho detto, oppure ho creduto di dire
lo ammetto
strette tra i denti
passate, ricorrenti
inaspettate, sentite o sognate...
Le mie parole son capriole
palle di neve al sole
razzi incandescenti prima di scoppiare
sono giocattoli e zanzare, sabbia da ammucchiare
piccoli divieti a cui disobbedire
sono andate a dormire sorprese da un dolore profondo
che non mi riesce di spiegare
fanno come gli pare
si perdono al buio per poi ritornare
Sono notti interminate, scoppi di risate
facce sopraesposte per il troppo sole
sono questo le parole
dolci o rancorose
piene di rispetto oppure indecorose
Sono mio padre e mia madre
un bacio a testa prima del sonno
un altro prima di partire
le parole che ho detto e chissà quante ancora devono venire...
strette tra i denti
risparmiano i presenti
immaginate, sentite o sognate
spade, fendenti
al buio sospirate, perdonate
da un palmo soffiate