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Capitano, mio Capitano

La mia prima partita da capitano al Borsano

Correva l'anno 2004, il 14 di ottobre per l'esattezza. Quel giorno disputavo la mia prima partita in assoluto nel campionato di Promozione di Varese, ma soprattutto con la maglia del Borsano. Venivo da un'annata non particolarmente felice in C2 con la Gorlese con cui giocai pochissimi frammenti di gara e più spesso finii in tribuna a guardare i compagni battersi senza poter muovere un dito. Così quando si profilò la possibilità di poter finalmente giocare con continuità anche se in una categoria inferiore decisi che quella del Borsano poteva essere la scelta giusta. Non fu una partita brillante. Pochi punti ed un fallo tecnico per un urlataccia all'arbitro: dovevo ancora adattarmi al metro di arbitraggio della nuova categoria. Alla fine vincemmo. E questa è sempre la cosa più importante.
Così quando ieri sera, causa l'assenza concomitante di altri due senatori della squadra, mi sono ritrovato ad essere il giocatore con più presenze a scendere in campo, una certa emozione si è fatta largo. Emozione e soddisfazione. Già, perchè dopo bene 7 anni di militanza posso tranquillamente affermare che il Borsano un pò mi è entrato nel sangue. I suoi giocatori nonchè miei compagni, passati e presenti. La dirigenza che soprattutto nei primi anni si è fidata di me al punto da arrivare a sforzi considerevoli pur di farmi giocare con loro.
Emozione e soddisfazione a cui ha fatto seguito, ovviamente, la responsabilità. In questa annata travagliata, zeppa di infortuni e defezioni di vario genere, ormai ogni partita veste un'importanza considerevole in termini di salvezza. Così da capitano, mi sono trovato a dover guidare la nave in prossimità si un iceberg considerevole vista la situazione. Lo abbiamo oltrepassato tutti insieme (tabellino). Non solo ma una buona prestazione personale davanti al pubblico di casa (tra cui mio padre) ha infarcito e dato ancor più enfasi al tutto.

La nave è salva, anche se la rotta è assai lunga e perigliosa. Mani sul timone si veleggia verso il prossimo ostacolo.