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Europa

Povera Europa! Chissà se, quando dopo il secondo conflitto mondiale, personaggi del calibro di Churchill, De Gasperi, Schuman e compagnia bella avessero in mente questo scempio. Un involucro vuoto. Bello eh, chiariamoci, lucido, ben presentato ma con il nulla dentro. Non voglio tirare in mezzo il solito discorso sui valori fondanti, cristiani o giudaici o chissà cosa. Io da credente lodo e francamente caldeggio la visione più agnostica possibile di una struttura che è dannatamente temporale e proprio per questa ragione lontana da logiche religiose. Il fatto è che questa Europa è nata bene, con premesse condivisibili e con un finale, soprattutto, non dichiarato forse, ma certamente lineare. Una sola nazione, un solo popolo e una sola moneta. Probabilmente in rigoroso ordine di definizione. Come invece in molti hanno sottolineato si è partiti dal fondo: dalla moneta. Io non ho alcun tipo di conoscenza economica che mi consenta di esprimere un giudizio che abbia un minimo di senso in questo anche se è evidente che la cosa un po' ha il suo perchè. L'Europa di oggi è un'insieme eterogeneo di interessi, spesso riconducibili a differenti popoli ed etnie che però è troppo lontana dall'idea di unità originaria che ci si era posti. Specchio di queste differenze ormai conclamate e non riconcigliabili sono le due emergenze del momento: la Grecia e l'immigrazione. Per la Grecia, fa francamente ridere, anche se a denti stretti, pensare che si stia cercando la mediazione alla fuoriuscita della stessa dalla zona euro. Già perchè dopo 5 anni ancora siamo al punto di partenza: la Grecia ha debiti (crescenti giorno dopo giorno) con un po' tutte le nazioni europee. Debiti cui non riesce a far fronte e che la stanno trascinando realmente nel baratro. Mi domando come la tanto celebrata Europa possa, dopo tutto questo tempo, ancora avere dubbi che la strada intrapresa non sia quella corretta. E' un vero mistero. Per l'immigrazione fa specie pensare che, come risposta unitaria all'esodo di massa che sta avvenendo dalle coste Africane su quelle Italiane e più in generale del sud-europa, l'unica cosa ottenuta, apparte generiche rassicurazioni su una ridistribuzione (manco fossero dei pacchi) tra i vari paesi di questi profughi sia stata una sospensione di Schengen. In una famiglia quando qualcuno è in difficoltà gli si dovrebbe dare una mano non certo chiuderlo fuori dalla porta. Evidentemente quest'Europa non è una famiglia e men che meno un soggetto che riesca a trovare risponde condivise. Queste due minacce, tanto diverse e tanto uguali, rischiano di farla letteralmente a pezzi quest'Europa. Spero che qualcuno a Bruxelles se ne renda conto. Questi mesi non sono come tanti altri, possono essere decisivi a scoprire il vuoto di quest'involucro di plastica oppure a riempirlo di qualcosa che possa essere di più di un inno ed una bandiera o peggio di una moneta...