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All that you can leave behind

L'ultima stagione?

Mi sono chiesto negli ultimi anni diverse volte quando sarebbe giunta l'ultima stagione cestistica della mia vita. Questa sembra decisamente assumerne i connotati. In primis l'infortunio al polso patito l'anno passato proprio in occasione dell'ultima gara dei playout si è rivelato doloroso e soprattutto difficile da riassorbire: in pratica mi trovo con un legamento della mano rotto o cmq fortemente lesionato (occorrerebbe una artroscopia per saperlo con certezza) e quindi a dover giocare con la mano destra in precarie condizioni di stabilità. La cosa è anche peggiore quando tiro visto che spezzare il polso fa parecchio male. Oltrettutto il nuovo corso del Borsano, dopo la partenza di coach Castiglioni, non sembra particolarmente convincente: la vecchia guardia è sempre più vecchia (sottoscritto compreso) e il folto plotone di giovani dell'anno passato oltre ad aver perso pezzi importanti quest'estate non sembra essere riuscito ad avere gli innesti giusti, almeno finora. Se poi a questo, si somma un buon innalzamento medio del livello delle contendenti del torneo di promozione, questo potrebbe rivelarsi davvero una stagione ancor più dura delle più pessime previsioni.

Ovviamente i verdetti verranno dal campo, ma per quelli c'è ancora un mesetto di tempo. In tanto questa sera si comincia con la prima vera uscita stagionale in quel di Fagnano, in un torneo che certamente si presenta come abbastanza fuori dalle nostre possibilità vista il cantiere ancora aperto. Non resta dunque che iniziare questa 18ma stagione senior di fila, sempre che il polso tanto maledetto non decida di mettere una parola fine al film ancor prima di quanto il regista stesso avesse potuto immaginare.

Una virgola che è un punto esclamativo

Conclusa la stagione 2010/11 della promozione di varese

Finalmente si è chiusa la stagione 2010/11 di promozione e, altrettanto finalmente, il Borsano è salvo. Purtroppo non sono bastate le 30 giornate regolari a salvarci con tutti i crismi, sono stati necessari altresì i playout per avere il lasciapassare definitivo alla prossima stagione. Playout fratricidi tra l'altro, se si pensa che abbiamo dovuto disputarli contro l'Ardor, altra squadra di busto con la qualse in regular-season avevamo un imbarazzante 0-2. Fortunatamente però il recupero di quasi tutte le defezioni ed un rinnovato spirito di gruppo ci hanno consentito di chiudere la serie sul 2-0 ribaltando immediatamente il fattore campo.

Dico finalmente, perchè questa, che per me è stata la 17ma stagione senior, è stata tra le più difficili e travagliate per i problemi fisici di vario genere che mi hanno afflitto oltre a quelli lavorativi che mi hanno condizionato la partecipazione agli allenamenti.
Tutto è bene ciò che finisce bene, si direbbe dunque. In realtà è proprio dall'atto conclusivo della stagione che vengono fuori elementi di riflessione. Nella gara conclusiva solo una virgola, unita a parecchio nervosismo e scarsa lucidità richiedono una riflessione sulla continuazione dell'attività. Forse ora è un pò presto per parlarne, ma al momento sono davvero indeciso sul dafarsi e certamente se la stagione riprendesse domani sarei più che deciso a mollare.

Rimandiamo dunque i cattivi pensieri e godiamoci questa salvezza combattuta sino alla fine. Chi vivrà vedrà!

Capitano, mio Capitano

La mia prima partita da capitano al Borsano

Correva l'anno 2004, il 14 di ottobre per l'esattezza. Quel giorno disputavo la mia prima partita in assoluto nel campionato di Promozione di Varese, ma soprattutto con la maglia del Borsano. Venivo da un'annata non particolarmente felice in C2 con la Gorlese con cui giocai pochissimi frammenti di gara e più spesso finii in tribuna a guardare i compagni battersi senza poter muovere un dito. Così quando si profilò la possibilità di poter finalmente giocare con continuità anche se in una categoria inferiore decisi che quella del Borsano poteva essere la scelta giusta. Non fu una partita brillante. Pochi punti ed un fallo tecnico per un urlataccia all'arbitro: dovevo ancora adattarmi al metro di arbitraggio della nuova categoria. Alla fine vincemmo. E questa è sempre la cosa più importante.
Così quando ieri sera, causa l'assenza concomitante di altri due senatori della squadra, mi sono ritrovato ad essere il giocatore con più presenze a scendere in campo, una certa emozione si è fatta largo. Emozione e soddisfazione. Già, perchè dopo bene 7 anni di militanza posso tranquillamente affermare che il Borsano un pò mi è entrato nel sangue. I suoi giocatori nonchè miei compagni, passati e presenti. La dirigenza che soprattutto nei primi anni si è fidata di me al punto da arrivare a sforzi considerevoli pur di farmi giocare con loro.
Emozione e soddisfazione a cui ha fatto seguito, ovviamente, la responsabilità. In questa annata travagliata, zeppa di infortuni e defezioni di vario genere, ormai ogni partita veste un'importanza considerevole in termini di salvezza. Così da capitano, mi sono trovato a dover guidare la nave in prossimità si un iceberg considerevole vista la situazione. Lo abbiamo oltrepassato tutti insieme (tabellino). Non solo ma una buona prestazione personale davanti al pubblico di casa (tra cui mio padre) ha infarcito e dato ancor più enfasi al tutto.

La nave è salva, anche se la rotta è assai lunga e perigliosa. Mani sul timone si veleggia verso il prossimo ostacolo.

Promozione 2010: si comincia!

Ci eravamo lasciati lo scorso Maggio con l'ultima partita casalinga e l'addio concomitante di un mostro sacro della pallacanestro varesina come Giorgio Briccola e da allora sembra che siano davvero trascorsi anni luce. Il Borsano 2010/11 è una squadra profondamente rinnovata con l'innesto di giovani in tutti i ruoli e dunque con un'identità di squadra ancora ben lontana dall'essere trovata. Del resto il precampionato parla chiaro: tra amichevoli e tornei vari la squadra di Castiglioni non è riuscita a raccimolare nemmeno una vittoria e per quanto effettivamente alcune sconfitte siano state di piccolla misura è sentire comune che la quadratura del cerchio sia ancora lontana. L'impegno non manca, anzi l'intensità in allenamento è quasi sempre a buoni livelli ma la mancanza di esperienza a livelli senior di molti dei ragazzi inseriti quest'anno ha finora giocato un ruolo fondamentale.

L'errore più grande ora è avere fretta. Fretta di avere risultati. La pallacanestro, così come tutti gli sport di squadra, ha bisogno di tempo e meccanismi ben oliati per funzionare a dovere. Una volta assimilato questo principio base, si può avere la serenità e la convinzione necessarie per affrontare un campionato che, come si sa, pur non essendo di qualità eccelsa è comunque difficile partita per partita. Si comincia questa sera al Palazzetto di via Ariosto a Busto Arsizio contro Cavaria, poi due trasferte a Castronno e Gavirate (due delle quattro squadre che hanno affrontato i play-off l'anno passato). Adesso occorre semplicemente mettersi a giocare dando il massimo e cercando di divertirsi nei limiti del possibile...

FORZA BORSANO!!!!