by beren
15. dicembre 2010 23.55
Battesimo migliore non poteva avere la mia prima all'Olimpico di Torino, una Juve tutta all'attacco, per quanto ad essere sinceri un tantino spuntata, ma comunque generosa e alla fine vincente. Con il solito, plotone di calabresi Juventini :), ci siamo mossi alla volta di Torino, domenica scorsa per l'incontro di cartello tra la seconda (Lazio) e la terza in campionato (Juve). Devo ammettere che l'olimpico mi ha fatto davvero un bell'effetto: per quanto pieno, mi è sembrato uno stadio a misura d'uomo e soprattutto finalmente un impianto in cui si abbia una visuale davvero buona. Il gol di Krasic al 94° minuto quasi scaduto è stata poi la ciliegina sulla torta, l'emblema di cosa voglia dire per un tifoso una vittoria della propria squadra quando ormai ne hai perso quasi completamente le speranze. E quindi come dice il buon Ziliani, "Orgasmo Collettivo a Torino"... forse vi sembrerà un pò esagerato, ma per noi che eravamo sotto quella curva è stato proprio così: Alè Milos, Alè Juve!
by beren
5. ottobre 2010 16.10
Gianni Brera definiva in questo modo uno 0 a 0. La partita perfetta, perchè priva di errori: 0 a 0 appunto... Sinceramente non sono mai stato daccordo con questa definizione, perchè finisce con l'affermare l'assioma gol=errore, cosa che se da un lato è spesso verificata dall'altro non tiene conto della qualità di una giocata o del caso, che in un gioco fatto di episodi com'è il calcio riveste la sua importanza. Detto questo e toltomi il cappello difronte ad una penna tanto rimpianta in questi tempi di giornalisti-tifosi sgrammaticati, devo dire con piacere che il pareggio dell'altra sera al Meazza ha dimostrato senza dubbio che un pareggio senza reti può talvolta essere latore di una bella partita combattuta e tuttaltro che priva di emozioni. Chi si aspettava una Juve tutto attacco e poca difesa, come un pò anche il sottoscritto, è rimasto sorpreso di vedere una squadra che pur con le inevitabili incertezze dovute alla giovane età e all'ancora non perfetto affiatamento ha certamente retto il confronto con i campioni d'Italia.
Un derby d'Italia soddisfacente sopreattutto se si considera che è stato il primo per me dal vivo, per di più immezzo ad una marea nero-azzurra anche se spalleggiato da due colleghi Juventini DOC e calbresi DOC. Lo zero a zero è stato il risultato ideale, non oso immaginare che sarebbe accaduto in caso di gol da una o dall'altra parte, temo avremmo fatto davvero fatica a camuffarci... In fondo domenica scorsa da San Siro non è uscita imbattuta solo la tanto amata Vecchia Signora ma anche noi.

by beren
25. giugno 2010 14.26
Il nostro mondiale africano è finito, anzi come dice qualcuno in realtà non è mai cominciato. La nazionale di Lippi, non ha mai convinto ed anzi ha stupito e per la pochezza degli interpreti e per il gioco di squadra. Terminiamo la fase eliminatoria come ultimi del girone, non era mai successo, e senza riuscire a vincere una sola gara (come nell'82). Peggio, aggiungo, non riuscendo mai ad essere neppure temporaneamente sopra ai nostri avversari. Sempre perennemente in rimonta. Sempre con l'acqua alla gola, sempre con la sensazione che non ce la si faccia. Dopotutto la cabala non era dalla nostra parte: non abbiamo mai vinto un mondiale fuori dall'europa e siamo andati in finale solo due volte nelle americhe in Messico e USA, perdendo entrambe contro il Brasile. In genere poi dopo il mondiale vinto o perso in finale nell'edizione successiva abbiamo poi fatto figure barbine: nel 74 in Germania fuori ai gironi, in Messico nell'86 fuori agli ottavi, in Francia nel 98 fuori ai quarti...
Così ora oltre all'amarezza ed alla delusione per un risultato che certo non può fare piacere, come ogni anno ci tocca assistere alla gogna rituale su cui viene giustiziata, squadra, allenatore, dirigenza e quant'altro... Parliamoci chiaro, una debacle, di questo genere non può e non deve avere scusanti di nessun tipo e fortunatamente Lippi lo ha ammesso senza appelli «Mi prendo tutte le responsabilità per le scelte. Non ho preparato la squadra in maniera giusta». WOW è già una notizia, in un paese abituato a sentirsi dire che quando le cose vanno male le spiegazioni stanno sempre altrove ed adopera di terzi. Ma questo è un altro discorso.
Il fatto è che ancora una volta si cercano colpevoli un pò in tutto, pensate che ieri mattina ad una trasmissione sulla Rai ho sentito tirare in mezzo gli stadi vecchi, calciopoli... della serie "l'è tutto sbagliato l'è tutto da rifare" di Bartaliana memoria. Io sinceramente, penso che ci possano essere varie ragioni su questa che è senza dubbio una disfatta epocale per il calcio italiano. Un complessivo impoverimento del movimento calcistico, come anche quello sociale che negli ultimi anni di crisi ha contribuito ulteriormente ad impoverire uno spettacolo tutto, che ha portato la nazionale ad essere composta per di più da giocatori di squadre non di vertice. Già, qualcuno dice che anche una squadra di serie B avrebbe sconfitto la Nuova Zelanda, ma io non credo che una squadra di serie B con la pressione che aveva addosso questa nazionale avrebbe saputo far di meglio. Anche perchè meglio del 2006 era difficile e la commistione tra attese e presunzioni dopo quel trionfo hanno generato un mix deleterio per le gambe e la testa degli azzurri. CT in primis.
Poi c'è la parte persino più abbietta, se possibile, dei tifosi che fazionano tutto. Lippi è il CT dell'Italia quando vince, uno sporco juventino quando perde. Difficile trovare qualcosa di più abbietto ed idiota di questa definizione. questo perchè se il tifoso della nazionale perde ce ne deve essere uno che vince: quello della squadra di club. Quello degli esclusi Balotelli e Cassano ad esempio (si badi bene: gente che faticava a giocare anche nelle proprie squadre di appartenenza). Quello del qualunquistico "tanto meglio tanto peggio". Ne ho sentite tante in questi giorni da riempire un libro... di fesserie. Ognuno è libero di essere il CT della nazionale durante il mondiale e fare le considerazioni e le proprie scelte, resta il fatto che la coerenza è merce rara ancor di più ai mondiali. L'unica virtù che Lippi ha certamente mantenuto da sempre e che in questo paese di parassiti e opportunisti è spesso considerata più una debolezza.
Ma ora bisogna guardare al futuro con un allenatore di sicuro valore e di grandi capacità, che comunque non è certo un vincente visto che in carriera non ha mai raggiunto obbiettivi particolarmente elevati. Bisogna affidarci un pò a lui e magari per il 2014 sfruttare l'elemento inverso: "Peggio del 2010 è impossibile!"... forse, almeno fino a quando non saremo con il biglietto aereo per il Brasile.