Epilogo 2011

by beren 31. dicembre 2011 16.19

Due parole per chiudere un anno che non penso in tutta onestà ricorderò con molta nostalgia. Quasi tutte disattese le previsioni ed i propositi dell'anno che chiude i battenti tra poche ore. Questo anno sarà certamente ricordato per lo Spread e la crisi socio economica che ci ha investiti in pieno come un treno in corsa fa con una macchina in panne nel bel mezzo di un passaggio a livello. Io onestamente lo ricorderò anzitutto per il lavoro che ha preso il sopravvento ormai su gran parte della mia vita a scapito purtroppo di un po' tutto ciò che lavoro non proprio è. Certo ha comunque portato in dono una promozione ed un'esperienza ormai immininente in Argentina, ma il prossimo anno dovrà rispondere ad alcune domande anche su quel lato. Io certo lo ricorderò anche per i matrimoni: francamente ne ho perso il conto tra amici, colleghi ed ex... Non sarà anche questo un messaggio? Vedremo. Per il momento mi coccolo i prossimi sei mesi lavorativi, o l'idea che di essi ne ho in attesa poi di tastare con mano sul campo ciò che la realtà mi riserverà. Stiamo a vedere. 

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Good bye Mr Jobs!

by beren 6. ottobre 2011 19.30

Ovviamente non mi addentro più di tanto nelle disquisizioni su quanto sia stato o meno geniale Jobs... Sono i numeri e la fama che oggi Apple nutre in tutto il mondo a soffermarla. Piuttosto la cosa che più di tutte mi ha affascinato di quest'uomo e della sua idea è quell'essere così lontano dalle forme universali, dall'essere per tutti. I suoi prodotti , una volta di nicchia, oggi di massa, si sono contraddistinti per un principio fondamentale diametralmente opposto a quello di libertà tanto cari all'america. I suoi prodotti vivono in mondo tutto loro dal quale praticamente non si può comunicare con l'esterno e viceversa. Un concetto ormai "outdated" per il concetto e il vivere moderno, ma che ha fatto di Apple un successo clamoroso. Inutile dire che non condivida questo modo di fare software/hardware esclusivo ed autoreferenziale, io sono tra quelli che pensano che senza Microsoft la diffusione del PC così come è ora non sarebbe stata possibile. Ma forse, in quest'ottica, la grandezza di Jobs è stata anche quella di cavalcare le differenze e le lacune degli altri per fare del suo prodotto un qualcosa di diverso ed in un certo qual senso unico.

Adesso che se ne è andato la sua eredità è un fardello pesante per la Apple, che presto o tardi dovrà fare i conti con il suo fantasma. Lui ormai è un mito! La rete lo ha già consacrato oggi con uno stillicidio di tag, post, tweet... 

Addio Steve.

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La Passione

by beren 23. aprile 2011 18.36

Durante la settimana santa ormai derubricata a settimana semifestiva senza che, come spesso accade, si capisca più bene davvero la ragione per cui si fa festa, mi capita spesso di vedere nella vicenda ormai plurimillenaria di Gesù un pò anche la mia vita. Fatta di lavoro, di illusioni, di delusioni, croci e gioie. In fondo è un pò la storia di tutti, inutile negarlo. L'uomo della croce, per chi ci crede e per chi no, è in questa settimana certamente più vicino. Molto di più nella morte che nella risurrezione. Non so se si senta ancora la necessità di questo uomo, di questa "storia". Io credo che dopotutto lo si senta di più di quello che non lo si lasci a vedere.

Vedendo il film "La Passione" di Mazzacurati, c'è una scena in particolare che mi ha fatto particolarmente pensare, qualla in cui l'attore principale che doveva rappresentare Gesù viene sostituito e lui ne rimane stupito:

- "Ma hanno cominciato senza Gesù... senza di me?
- "In questo mondo nessuno è indispensabile. Anche Gesù può essere sostituito."
- "Già... E' vero..."
Buona Pasqua a tutti!

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Cinema | General

Buon compleanno Italia

by beren 17. marzo 2011 20.53

Oggi ricorrono i primi 150 anni di unità nazionale sancita dall'auto proclamazione a Re d'Italia di Vittorio Emanuele II di Savoia. 150 anni che l'hanno vista dover metter impiedi dal nulla una nazione, combattere due guerre mondiali, diventare repubblica e una fra le più sviluppate nazioni del dopoguerra. In effetti, per dirla con una battuta di Benigni, per una nazione sono davvero un'inezia è davvero una "minorenne" questa italia.
In questi giorni di festeggiamenti ed in particolare in questo che è IL giorno in cui se ne ravviva la nascita, noto con soddisfazione che l'attenzione della gente è aumentata. Un'attenzione bella, non quella morbosa, verso cui spesso questo tipo di celebrazioni a sfondo nazionalista rischia di incanalarsi e che soprattutto i nostri nonni conoscono bene. La curiosità per l'inno, la carta costituzionale, gli eroi rinascimentali... Speriamo che finalmente la gente che abita questo magnifico ed allo stesso tempo sconcertante paese trovi la maniera di abbandonare un pò quell'arte dell'arrangiarsi e del far da se che da sempre l'ha contraddistinta per un pensare più unitario e comune. Uno stile di vivere non egoista, ma che anzi ha sempre mostrato eccezzionali atti di generosità e comunanza, anche se per lo più nei momenti di prova e difficoltà. Io credo che l'Italia, e in sè la gente che la vive e ne sventola le bandiere, dia il meglio di sè quando è con le spalle al muro, quando non ha scelta, quando la situazione è difficile. Facendo un paragone calcistico, vero collante nazionale, è un pò come l'Italia di Bearzot nell'82 quando dopo aver stentato e raggiunto una qualificazione fortunosa e non certo meritata contro tutto e tutti ha messo sotto Brasile, Argentina e Germania nell'arco di 2 settimane regalandoci un'impresa difficilmente ripetibile. Da chiunque.

Fino a qualche anno fa il concetto di unità nazionale lo davo un pò per scontato. Un dato di fatto di cui tenere conto. Ma negli ultimi anni ho lavorato con parecchi ragazzi provenienti un pò da tutte le regioni d'Italia ed mi è stato chiaro quali difficoltà si siano incontrate in questo processo che si può far partire almeno ufficialmente 150 anni fa, ma che certamente è cominciato prima e ancor più certamente è ben lontano dall'essersi concluso. Ma il bello dell'Italia è proprio questo, che se tisposti di 3km trovi gente che parla un dialetto diverso e che certamente la penserà diversamente da te. Un popolo diviso su tutto e forse per questo non ulteriormente divisibile.

Purtroppo oggi non sono stato un buon Italiano. Non ho festeggiato, ma ho lavorato. Non perchè lo volessi io, sia chiaro, però devo ammettere che è stata una giornata diversa mi sono sentito un pò più italiano del solito, quasi tronfio di esserlo. E non per le celebrazioni, o perchissà che altra ragione. Semplicemente perchè mi sento parte di una nazione che tra mille difficoltà e contraddizioni cerca la strada di un futuro ed ha nelle sue mille identità e nella sua schizzofrenia il tratto che da sempre mi fa capire che sono a casa.

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Se questo è un uomo...

by beren 19. gennaio 2011 00.26

Non me la sento proprio di infierire sulla carcassa dell'uomo più ricco ed importante d'Italia e questo non perchè non se lo meriti, anzi. Ma certamente perchè credo non servirebbe a molto affondare il dito nelle piaghe e in tutte le nefandezze di vario genere e a che a vario titolo ha commesso in tutti questi anni, partendo da quando non era nessuno fino ad arrivare ai giorni nostri. Certo la parabola, ormai discendente da tempo e nell'ultimo periodo quanto mai in picchiata, dell'uomo di successo, perfetto sotto ogni punto di vista è ormai all fine. I titoli di coda scorrono da mesi, anche se spesso si finisce con il confoderli con quelli del "nuovo miracolo italiano" che tanto di retorica ha infarcito questi 17 anni di regno. Quello che è certo, è che il solito disco rotto del complotto non funziona più. La teoria del complotto ordito dai comunisti, che tanto ha pagato in questi anni, non sta più in piedi distrutta da tutta una serie di riscontri e circostanze che solo chi vuole negare l'evidenza può sottrarsi dal notare.

La cosa più incredibile è che l'uomo che si è fatto da solo (ammesso che sia vero) si è anche distrutto da solo. Ha distrutto l'immagine che si era creato con tanta fatica e tanto dispendio in tutti questi anni e lo ha fatto nel modo peggiore, pruriginoso, infamante e francamente evitabile. Non sono stati gli avversari politici, imprenditoriali, sportivi... E' evidente, che una persona che a 70 anni suonati ancora abbia una fissa costante e tanto pulsante per questo lato della debolezza umana che, checchè se ne dita per quanto naturale in questa declinazione è in tutto e per tutto un vizio, non può considerarsi del tutto a posto ma malata...
Il fatto è che se io sono malato, mia madre o comunque qualcuno che mi voglia bene mi accompagna dal medico. Per lui ciò non può avvenire, perchè il plotone di YES Man del quale si è circondato in tutti questi anni non hanno nemmeno l'intenzione di rompere l'incatesimo che li tiene in vita. Mal consigliato, e sfruttato almeno quanto lui sfruttava loro. Il risultato è questo: un uomo di plastica. Nudo. Che mente, ed ogni volta deve inventarsi una balla più grossa per nascondere le altre. Deriso e irriso dall'Italia intera (che spesso lo ha cavalcato) e quel che è peggio dal mondo intero che oltre alla pizza, la mafia e il mandolino avrà anche un vecchietto bavoso e arrapato con cui prenderci in giro.

I titoli di coda sono finiti, ora spegnamo tutti il televisore!

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Il solito scempio metropolitano

by beren 12. gennaio 2011 00.34

Oggi voglio occuparmi di una questione che mi sta molto a cuore, da pendolare e lavoratore praticamente in pianta stabile as Assago. E' infatti da anni che è in ultimamento il prolungamento del ramo che porta da Famagosta ad Assago Milanofiori: 2 fermate per un totale complessivo intorno ai 5 km, molti dei quali in superficie ed in aperta campagna. Ebbene in origine i lavori sarebbero dovuti terminare nel 2006, dopodichè di proproga in proroga ad oggi non si ha con certezza la data in cui si potrà fare uso di questa tranche aggiuntiva di metropolitana. Qui sotto riporto alcuni link che possono dare una vaga di idea di che cosa si stia parlando:

In totale si parla di un complessivo esborso pari a 90 milioni di euro, non ci vuole un matematico per capire che in pratica questa tratta ci sia costata praticamente 18 milioni di euro al kilometro... evidentemente avranno messo dei binari d'oro... Emblematico l'articolo di Stella sul corriere (l'ultimo della lista qui sopra): "A Shangai, in questi anni, hanno vinto, organizzato e smontato un' Expo universale: a Milano sono arrivate le fotocopie dei certificati."
Badate bene che qui non si tratta più nemmeno di eccellenza ma semplicemente di decenza. Questa maniera di gestire la cosa pubblica italiana non è solo scandalosa, ridicola, inaccettabile... ma in questo momento economico e sociale la definirei altresì insostenibile. La gente non ha più i soldi per campare figuriamo per far mangiare questi cialtroni.
Viva l'Italia!

Aggiornamento del 20/2/2011
Finalmente oggi è avvenuta l'innaugurazione delle tanto attese fermate di Assago, qui trovate il riferimento di Repubblica. Non voglio spingermi in ulteriori commenti se non augurandomi che non sia l'inizio di un nuovo susseguirsi di disservizi. Vedremo.

 

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Un anno di passaggio

by beren 31. dicembre 2010 15.56

Non è stato un anno semplice il 2010, ed in questo momento tirandone le somme me ne rendo ancor più conto. Ci sono state scelte importanti, molte fatte e altre subite che porteranno i loro frutti negli anni a seguire più che in questo che sta prendendo or ora congedo. Un anno di passaggio, con lo sguardo rivolto al futuro, più che al passato ed ancor di più al presente. Così si rischia di liquidarlo con l'impazienza con cui si getta via la carta di un regalo appena spacchettato, senza apprezzarne il ruolo non certo marginale di serbatoio di speranze, attese, progetti... vita.

Ci sono state persone che hanno abbandonato la scena della mia vita, con modalità differenti, dopo aver recitato parti non certo marginali. Ce ne sono delle altre che hanno invece fatto la loro prima comparsa in quest'anno e chissà quanto ancora vi prenderanno parte...
Le ringrazio tutte, e ringrazio Dio che ci siano state e che ci siano, infondo nessuno di noi conosce il copione fino in fondo ed il segreto è cercare di recitare al meglio ogni battuta in attesa di un applauso o che il sipario si chiuda. La cosa più importante è avvertire il calore dei fari della ribalta e il respiro del pubblico

Buon 2011 a tutti

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Quello che ti manca...

by beren 24. dicembre 2010 19.19

Oggi mi lagnavo con una persona sul Natale, sul fatto che ormai assomigli sempre di più ad un bel regalo dall'involucro luccicante e e pieno di nastrini ma dal contenuto spesso enigmatico quando non del tutto vuoto. Al che quella persona, che a dire il vero conosco poco e con cui non avevo mai fatto un vero e proprio discorso prima di oggi mi dice:
<<Quello che ti manca...>>
<<Come scusa?>>
<<Il Natale intendo: il Natale è ciò che ti manca.>>
Folgorante e quanto mai semplice. Non occorreva andare a cercare chissà quali significati reconditi ma ciò che più vicino è alla mia pancia. Il Natale è solo il punto esclamativo su ciò che vivo normalmente, un momento in cui in maniera enfatizzata è chiaro che non sempre tutto è alla nostra portata e che spesso la ricerca di qualcosa di più grande (quanto chi lo sa...) sia l'unica via alla felicità.

Buon Natale e buona ricerca a tutti!

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Italian Decadence

by beren 2. dicembre 2010 23.56

Nell'ultimo periodo ho sempre espressamente evitato di fare commenti su quello che l'Italia, intesa come paese, mi suggeriva o dava impressione. Ma ormai non ce la faccio più, e non è una questione di qualche colore politico, semmai più un'insofferenza matura, cresciuta e sviluppatasi negli ultimi anni e che ormai ha raggiunto dimensioni troppo significative per poterne negare l'esistenza. L'Italia è in decadenza. Che scoperta, direte voi sono decenni che lo è... Infatti. Il problema dell'Italia è proprio questo: "E' sempre stato così e dunque perche dovrebbe cambiare?". Un paese in cui tutto segue sempre la stessa deriva, lenta, inesorabile, prevedibile. Talmente lenta che tutti quelli che sono sulla barca ne sono a conoscenza, ma nessuno muove un dito: "E' sempre stato così non vedo il motivo di dover cambiare qualcosa...".

L'atro ieri se ne è andato Monicelli. Suicida. Così il parlamento, l'organo istituzionale che maggiormente dovrebbe rappresentare gli italiani, ha pensato bene di scatenare una gazzarra sull'eutanasia... Perchè? Cosa centra? E perdipiù perchè alla camera si parla di queste cose (con pretesti discutibili e soprattutto senza alcun costrutto) invece di occuparsi dei problemi della gente? E' di oggi il fatto che un governo zombie abbia praticamente chiuso la Camera dei deputati per una decina di giorni al fine di evitare possibili scontri prima della fiducia. E' la classica immagine dell'orchestra che suona mentre il Titanic affonda. Fosse un film ci sarebbe da ridere. Ma film non è. E' la realtà di un paese che sembra estratto da Zelig o forse dal Bagaglino visto la qualità scadente delle battute!

Povera Patria...

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Novantanni

by beren 30. agosto 2010 23.23

Quest'oggi devo proprio fare un uso pubblico del mezzo privato (anche se in effetti il privato sarei io e dunque...) perchè devo celebrare con tutti gli onori i 90 dico NOVANTA anni della mia nonnina. Stasera rientrando dopo il lavoro ho voluto fare una capatina a casa sua per tirargli le orecchie, no tranquilli solo una simbolica tirata: avevo impegni stasera... Così arrivo, le suono il campanello e mi apre tutta trafelata per la sorpresa facendo cadere in terra un migliaio di santini ed immagini sacre che erano racchiuse nel breviario che come ogni sera da decenni legge fedelmente dopo cena.

Nona va che t'en burla giò i Madon
Eh ti ghe rason: Madon in da tuti i canton

Madon in da tuti i canton! Splendido, da solo vale il prezzo del biglietto. E così dopo la una decina di baci, la solita finta caragnata nonchè le temutissime premonizioni sul suo futuro, non restava che un bel sorriso a cingerle il volto ormai ultranovantenne. Un sorriso, semplice e spontaneo che mi ha dato davvero una forza immensa, in questo periodo non certo positivissimo. Grazie nonna, ancora una volta, da quando mi accudivi in fasce riesci sempre a darmi più di quanto non faccia io. Auguri! E 100... no vabbè dai un cinquantina possono bastare, di questi giorni.

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