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La versione di Barney

Non ricordo esattamente chi me l'avesse consigliato, ma importa poco... Questo libro è davver

Non ricordo esattamente chi me l'avesse consigliato, ma importa poco... Questo libro è davvero un libro che vale la pena di leggere. Questa sorta di autobiografia fake di un ebreo canadese produttore di serie televisive molto pop dalla vita molto poco politically-correct ha il potere di farti fare delle risate davvero di pancia ed al tempo stesso immedesimarti in una delle tante scene di vita vissuta al limite tra il cinico ed il caustico. L'idea di fondo è geniale nella sua semplicità: far raccontare la storia della propria vita ad una persona che ha l'Alzheimer che ne divora giorno per giorno i ricordi e la capacità di ragionare. Se poi a questo si aggiunge un omicidio sul quale il protagonista si proclama innociente per tutto il libro il fiocco è fatto. Il fiocco su di un pacco ben confezionato, che si scarta con un sorriso come il regalo di una persona che si ama. La verità si scoprirà solo nelle ultime righe dell'ultima pagina. Anche questo mortifero. In realtà però tutto ciò è a mio avviso solo il contorno di quella che è una lode all'amore della propria vita. Tutto il libro è profluvio di personaggi di vario genere e tipo, tutti triturati dal narratore che ne mostra sempre il lato più gretto, utilitaristico, abbietto, meschino. Non viene risparmiato nessuno, il padre, le ex-mogli, gli amici più cari, perfino se stesso. Tutti ad eccezzione di un unica persona, Miriam la terza moglie, colei di cui si innamorò pazzamente al primo sguardo e per cui ha solo parole di elogio. Forse la vita di Barney è proprio questo un accozzare di squallidi personaggi prima e dopo l'avvento di Miriam, unico faro ed esempio di virtù in una vita senza particolari picchi di nobiltà. Forse Mordecai Richler voleva semplicemente spiegarci come e cosa un uomo davvero innamorato veda nella propria vita.

La ragazza del treno

ATTENZIONE QUESTO POST SPOILERA COME NON CI FOSSE UN DOMANI!!! Avendo da poco comprato un ebook read

ATTENZIONE QUESTO POST SPOILERA COME NON CI FOSSE UN DOMANI!!!

Avendo da poco comprato un ebook reader (non faccio nomi) e riusciendo a ritagliarmi qualche giorno di pace durante le vacanze invernali ho fatto la pessima scelta di portarmi tra i tanti libri anche quello della Hawkins. Beh, dai proprio pessima pessima no... diciamo che però questo libro ha tutte le credenziali per qualificarsi come fenomeno di massa o poco più. In tutta onestà il libro non è scritto nemmeno male, anzi, l'idea peraltro neanche più molto originale di raccontare la storia dal punto di vista dei diversi protagonisti unita ad un intreccio intrigante della trama tra flashback e colpi di scena per larghi tratti ti trascina letteralmente a leggere pagina dopo pagina. Il fatto è che personalmente circa al 75% del libro (maledetti ebook reader) tutto sommato avevo capito dove voleva andare a parare e non perchè fossi un genio bensì perchè le possibilità erano assai poche e la trama sembrava abbastanza lineare nel suo sviluppo. Così, quando un libro deve dare il meglio di se, snocciolando colpi di scena dai ritmi infernali in realtà si affloscia senza fino a farti sussurrare "Ma come? Tutto qui?". Non so, forse sarò stato eccessivamente cattivo nella valutazione ma a mio avviso questo è un libro sufficiente, non molto di più. Ha ottimi spunti, un buon ritmo però questo ritmo manca della giusta trama nel finale che riesca a farti girare la testa e chiudere la pagina con un sospiro. Insomma come dice il titolo, consigliato ai pendolari!

La Fisica Star Trek

Quando lessi il titolo la prima volta ne fui irrimediabilmente attratto all'istante. Io non sono un treker, non lo sono mai stato. Ho visto, a più riprese ma senza mai una precisa continuità logica, le varie serie passate in TV in tutti questi anni ma non sono mai divenuto uno dei fan più sfegatati. Eppure quel titolo mi stimolò immediatamente: insomma l'analisi fisica di quello che in una puntata di Star Trek è dato per acclarato e comune è davvero raggiungibile? La velocità di curvatura è davvero possibile? Il teletrasporto è poi così tanto lontano dalla realtà? La possibilità di viaggiare da un angolo all'altro della galassia è tanto remoto? Tutti questi quesiti ce li siamo fatti un po' tutti almeno una volta assistendo ad una puntata di Star Trek ma anche di qualsiasi altra serie o film che ha a che fare con lo spazio. Le risposte che ne arrivano sono spesso sconfortanti è vero, però non tendono mai a smantellare e magari persino schernire i voli pindarici degli autori della serie. Anzi, spesso vengono messe in risalto le intuizioni a volte a limite del profetico di alcune scelte. Nel libro, si passano al setaccio un po' tutte queste grandi domande proponendo, nel caso in cui le reali condizioni di realizzazione non siano chiare, anche delle ipotesi ma, ed è questa la cosa  interessante, spesso non ci si ferma di  fronte al primo paradosso o alla prima lacuna tecnica. Spesso si va oltre dando la possibilità di colmare quei vuoti che possono essere magari colmati dalla scienza nei prossimi anni cercando di vedere se oltre un ostacolo c'è ne può essere un altro oppure no... Infondo la vita dell'uomo è sempre stato questa, abbattere un ostacolo e concentrarsi nel successivo. Infine vi lascio con una chicca che fa pensare quanto a volte le idee più grandi possano venire semplicemente a rispondere alle domande più semplici. Sapete il motivo vero per cui il "teletrasporto" è stato inventato? Ebbene, semplicemente perchè, per i costi dell'epoca, fare atterrare un'astronave ogni due per tre in termini di effettispeciali sarebbe costato un capitale che la serie originale non poteva certamente avere a disposizione. Semplice, non è vero? Forse anche per questo "... a volte la verità è più strana dell'immaginazione".

Cronache dal Neocarbonifero. Italia sommersa 2027-2701

Mi sono imbattuto in questo titolo del panorama fantascientifico nostrano quasi per sbaglio: cercavo un qualcosa che fosse sfizioso e mi è subito balzato all'occhio. La copertina con una torre di Pisa semi-sommersa fa in dubbiamente effetto e l'idea è certo buona. E' un'antologia di racconti ambientati nel futuro prossimo e non, della penisola sullo sfondo di uno scenario apocalittico innescato dall'esplosione di un sottomarino nucleare sopra la faglia di Sant'Andrea. Questo episodio come causa scatenante di una catastrofe climatica che spingerà l'Italia, in virtù del riscaldamento globale appunto, a divenire una terra con clima subtropicale e per larga parte sommersa vivendo una sorta di Neocarbonifero (appunto). Dicevo che l'idea è buona e, se vista con gli occhi degli autori raggiunge livelli di visionarietà inquietanti. Basti pensare che l'idea nasce più di ventanni fa, in un contesto ed una consapevolezza dei cambiamenti climatici ben differente, e si va via via arricchendo nel corso degli anni fino a riuscir a vedere la luce solo l'anno passato. 

Ci troviamo così di fronte a situazioni del tutto inimmaginabili: Bergamo maggior mercato del pesce di tutto il nord d'Italia, l'unità del paese spezzata con un qausi ritorno alle signorie prerisorgimentali... Quello che ho trovato interessante è come ognuno degli autori ha cercato di contestualizzare il proprio racconto in base alla regione da cui viene o vive fornendo un caleidoscopio di situazioni che poi vengono a comporre un quadro tuttaltro che disomomogeneo. Un esperimento interessante che ha il solo neo, dovendo mettere assieme molti autori con stili e modalità narrative anche parecchio differenti, di mancare a volte di ritmo e quindi di sembrare un po' macchinoso alla lettura. Resta il fatto che una contestualizzazione sul territorio così come è fatta in questo libro è certamente un punto di vista originale e stimolante.

La giustizia è una cosa seria

Un libro intervista al magistrato Gratteri.

E' un uomo di stato Nicola Gratteri, uno di quelli che in genere vengono elogiati solo dopo che non ci sono più, spesso per tragiche ragioni. Una persona appassionata, attaccata al proprio lavoro non certo facile in una regione come la Calabria e contro la 'ndrangheta. Ciò che stupisce di lui è quel forte senso delle istituzioni e del dovere.
Ho letto questo libro (La giustizia è una cosa seria) mosso proprio dall'incredibile forza che la sua persona emana. Qualche settimana fa da Fazio, mi è sembrato talmente lineare e concreto nelle argomentazioni da farmi quasi credere che dopotutto l'emergenza Giustizia in Italia potrebbe essere affrontata e risolta in Italia con davvero poche accortezze ma lavorando avendo bene in testa quello che è il bene del Paese.

Così, oltre a scoprire quanto possano essere economiche le interteccettazioni telefoniche, al perchè la separazione delle carriere non inficerà sulla durata dei processi, oppure del perchè sia folle rimuovere "l'obbligatorietà dell'azione penale" ho scoperto come la 'ndrangheta si sia radicata qui al nord e non sia più l'associazione di quattro pecorai calabresi dediti al solo pizzo. Interessante. Interessante ma aggiacciante allo stesso tempo. In fondo qui al nord spesso si crede e si pensa che le mafie siano un problema del sud. Forse una volta: "La 'ndrangheta, come tutte le mafie, va dove ci sono denaro e potere".
Consiglio a tutti di investire qualche euro in questo libro può fare aprire gli occhi in molte direzioni.

Il Suggeritore

Il suggeritore

Questo libro è difficilmente catalogabile. Si daccordo è la storia di un serial killer, ma non ci può e non ci si riesce a fermare a quello. Non può essere annoverato come un esempio di un genere intorno al quale sono profilerati negli ultimi innumerevoli casi narrativi, televisi e cinematografici. Quello che stupisce, a mio parere è la facilità e la semplicità con cui si sovrappongono le vite delle vittime, dei carnefici e di chi dovrebbe fermarli, al punto spesso di non riuscire a capire in effetti chi siano gli uni e chi gli altri. Ma, attenzione, non è solo un gioco narrativo volto ad intorbidire e rendere più difficile la comprensione, è semplicemente il tentivo di far capire, cosa non semplice, che nella mente malata di chi opera tali crimini spesso ci siano delle meccaniche che non sono poi così lontane da quelle della gente comune. Anzi...

Carrisi, alla prima opera, è un criminologo e quindi mostra una certa disinvoltura nello snocciolare qua e là un pò tutta quella che è la letteratura in materia, sempre senza eccedere ed anzi spesso riuscendo a dare piccole delucidazioni su argomenti di cui si parla molto e soprattutto a sproposito. Se si aggiunge poi che la girandola dei colpi di scena a volte è letteralmente travolgente ne viene fuori davvero un libro da leggere in un sol fiato.
Certo non è un libro per stomaci deboli, ma la dovizia di particolare non eccede mai nello splatter evitando spiacevoli sorprese al lettore più sensibile. In conclusione, un libro da leggere assolutamente prima che ne facciano la trasposizione cinematografica!

"Perchè?" supplicò lei.
E lui stavolta ci pensò bene prima di risponderle: "Perchè li amavo".

1984

E' un'opera di George Orwell che tratta di un futuro prossimo in cui il mondo viene suddiviso in tre continenti-nazioni governati da totalitarismi che molto si avvicinano al socialismo imperiale che tanta distruzione e lacrime ha portato in giro per il mondo. Scritto al termine del secondo conflitto globale, mostra una visione davvero priva di speranza nel futuro. Il protagonista, membro del partito, lavora alla falsificazione del passato (per il Ministero della Verità) operazione su cui si regge il sistema, vale a dire la rimozione di ogni testimonianza che non sia conforme a ciò che il partito vuole. Prova così, da dentro a ribaltare questa situazione cercando di trovare un modo per uscire da una prigione di menzogne e di arrivare alla libertà o almeno a ciò che crede la libertà vera possa essere.

Gli spunti che questo libro regala, sono molteplici, in molte direzioni, anche se quello che maggiormente colpisce è appunto questa visionarietà cupa e mai tanto vicina alla realtà di oggi anche se ben celata. Ne è emblema il "Grande Fratello": termine coniato proprio in questo libro e che individuava nel teleschermo lo strumento di controllo delle masse. Appunto. Decenni più tardi inutile dire come è andata finire...
Ed ancora più inquietante e complicato è comprendere quanto si possa distorcere la realtà attravero la manipolazione ed il controllo di tutti i mezzi di comunicazione. E' possibile per un individuo in un contesto di questo tipo rendersi conto della situazione? Questa domanda è più che mai attuale vista la politica di oggi tanto fumo e poco arrosto...

- ... che cosa provi veramente per il Grande Fratello?
- Lo odio
- Lo odii. Bene. E' arrivato il momento, per te, di compiere l'ultimo passo. Tu devi amare il Grande Fratello. Obbedirgli non basta, lo devi amare.
Lasciò la presa e lo spinse leggermente verso le guardie.
- Stanza 101 - Disse.

L'isola di Arturo

Voglio segnalare un libro davvero molto carino che ho letto le settimane passate."L'isola di Arturo" di Elsa Morante un premio Strega, passato certo (è del '57) ma su cui si può spendere quale parola. Anzitutto ringrazio una mia collega per avermelo segnalato, e sinceramente, non fosse per la stima che ho in lei, non l'avrei mai letto. Mi chiedevo cosa ci fosse di interessante nelle vicende di un ragazzino di mezzosecolo fà su un'isola come Procida non certo al centro del mondo. Ed in particolare come potesse una scrittrice riuscire ad esprimere la particolare fase che attraversiamo tutti nel perdiodo adolescenziale partendo dall'altra parte della barricata: quella femminile.
La risposta a questo mio scetticismo è stata direi alquanto sbalorditiva. La frescezza di narrazione della Morante e la capacità di creare un canale empatico con il lettore è davvero la perla di questo libro, capace in alcuni punti davvero di farmi riassaporare tutte quelle sensazioni adolescenziali ormai tanto lontane, ma sempre tanto belle da ricordare. La fantasia, la visione dei mondi lontani, l'inesistente senso della misura, l'idealismo, i termini assoluti con cui a quella età si finisce per scindere tutte le cose, l'amore, la vita, la morte, gli affetti... Insomma davvero un piccolo serbatoio di emozioni adolescenziali, raccontate con un trasporto che c'è, ma si riesce solo ad intuire e che ti spinge a leggere ogni pagina come se fosse un peccato interromperlo.