La giustizia è una cosa seria

by beren 21. marzo 2011 17.48

E' un uomo di stato Nicola Gratteri, uno di quelli che in genere vengono elogiati solo dopo che non ci sono più, spesso per tragiche ragioni. Una persona appassionata, attaccata al proprio lavoro non certo facile in una regione come la Calabria e contro la 'ndrangheta. Ciò che stupisce di lui è quel forte senso delle istituzioni e del dovere.
Ho letto questo libro (La giustizia è una cosa seria) mosso proprio dall'incredibile forza che la sua persona emana. Qualche settimana fa da Fazio, mi è sembrato talmente lineare e concreto nelle argomentazioni da farmi quasi credere che dopotutto l'emergenza Giustizia in Italia potrebbe essere affrontata e risolta in Italia con davvero poche accortezze ma lavorando avendo bene in testa quello che è il bene del Paese.

Così, oltre a scoprire quanto possano essere economiche le interteccettazioni telefoniche, al perchè la separazione delle carriere non inficerà sulla durata dei processi, oppure del perchè sia folle rimuovere "l'obbligatorietà dell'azione penale" ho scoperto come la 'ndrangheta si sia radicata qui al nord e non sia più l'associazione di quattro pecorai calabresi dediti al solo pizzo. Interessante. Interessante ma aggiacciante allo stesso tempo. In fondo qui al nord spesso si crede e si pensa che le mafie siano un problema del sud. Forse una volta: "La 'ndrangheta, come tutte le mafie, va dove ci sono denaro e potere".
Consiglio a tutti di investire qualche euro in questo libro può fare aprire gli occhi in molte direzioni.

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Il Suggeritore

by beren 20. febbraio 2011 16.38

Questo libro è difficilmente catalogabile. Si daccordo è la storia di un serial killer, ma non ci può e non ci si riesce a fermare a quello. Non può essere annoverato come un esempio di un genere intorno al quale sono profilerati negli ultimi innumerevoli casi narrativi, televisi e cinematografici. Quello che stupisce, a mio parere è la facilità e la semplicità con cui si sovrappongono le vite delle vittime, dei carnefici e di chi dovrebbe fermarli, al punto spesso di non riuscire a capire in effetti chi siano gli uni e chi gli altri. Ma, attenzione, non è solo un gioco narrativo volto ad intorbidire e rendere più difficile la comprensione, è semplicemente il tentivo di far capire, cosa non semplice, che nella mente malata di chi opera tali crimini spesso ci siano delle meccaniche che non sono poi così lontane da quelle della gente comune. Anzi...

Carrisi, alla prima opera, è un criminologo e quindi mostra una certa disinvoltura nello snocciolare qua e là un pò tutta quella che è la letteratura in materia, sempre senza eccedere ed anzi spesso riuscendo a dare piccole delucidazioni su argomenti di cui si parla molto e soprattutto a sproposito. Se si aggiunge poi che la girandola dei colpi di scena a volte è letteralmente travolgente ne viene fuori davvero un libro da leggere in un sol fiato.
Certo non è un libro per stomaci deboli, ma la dovizia di particolare non eccede mai nello splatter evitando spiacevoli sorprese al lettore più sensibile. In conclusione, un libro da leggere assolutamente prima che ne facciano la trasposizione cinematografica!

"Perchè?" supplicò lei.
E lui stavolta ci pensò bene prima di risponderle: "Perchè li amavo".

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1984

by beren 14. novembre 2010 19.35

E' un'opera di George Orwell che tratta di un futuro prossimo in cui il mondo viene suddiviso in tre continenti-nazioni governati da totalitarismi che molto si avvicinano al socialismo imperiale che tanta distruzione e lacrime ha portato in giro per il mondo. Scritto al termine del secondo conflitto globale, mostra una visione davvero priva di speranza nel futuro. Il protagonista, membro del partito, lavora alla falsificazione del passato (per il Ministero della Verità) operazione su cui si regge il sistema, vale a dire la rimozione di ogni testimonianza che non sia conforme a ciò che il partito vuole. Prova così, da dentro a ribaltare questa situazione cercando di trovare un modo per uscire da una prigione di menzogne e di arrivare alla libertà o almeno a ciò che crede la libertà vera possa essere.

Gli spunti che questo libro regala, sono molteplici, in molte direzioni, anche se quello che maggiormente colpisce è appunto questa visionarietà cupa e mai tanto vicina alla realtà di oggi anche se ben celata. Ne è emblema il "Grande Fratello": termine coniato proprio in questo libro e che individuava nel teleschermo lo strumento di controllo delle masse. Appunto. Decenni più tardi inutile dire come è andata finire...
Ed ancora più inquietante e complicato è comprendere quanto si possa distorcere la realtà attravero la manipolazione ed il controllo di tutti i mezzi di comunicazione. E' possibile per un individuo in un contesto di questo tipo rendersi conto della situazione? Questa domanda è più che mai attuale vista la politica di oggi tanto fumo e poco arrosto...

- ... che cosa provi veramente per il Grande Fratello?
- Lo odio
- Lo odii. Bene. E' arrivato il momento, per te, di compiere l'ultimo passo. Tu devi amare il Grande Fratello. Obbedirgli non basta, lo devi amare.
Lasciò la presa e lo spinse leggermente verso le guardie.
- Stanza 101 - Disse.

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L'isola di Arturo

by beren 4. settembre 2010 19.51

Voglio segnalare un libro davvero molto carino che ho letto le settimane passate."L'isola di Arturo" di Elsa Morante un premio Strega, passato certo (è del '57) ma su cui si può spendere quale parola. Anzitutto ringrazio una mia collega per avermelo segnalato, e sinceramente, non fosse per la stima che ho in lei, non l'avrei mai letto. Mi chiedevo cosa ci fosse di interessante nelle vicende di un ragazzino di mezzosecolo fà su un'isola come Procida non certo al centro del mondo. Ed in particolare come potesse una scrittrice riuscire ad esprimere la particolare fase che attraversiamo tutti nel perdiodo adolescenziale partendo dall'altra parte della barricata: quella femminile.
La risposta a questo mio scetticismo è stata direi alquanto sbalorditiva. La frescezza di narrazione della Morante e la capacità di creare un canale empatico con il lettore è davvero la perla di questo libro, capace in alcuni punti davvero di farmi riassaporare tutte quelle sensazioni adolescenziali ormai tanto lontane, ma sempre tanto belle da ricordare. La fantasia, la visione dei mondi lontani, l'inesistente senso della misura, l'idealismo, i termini assoluti con cui a quella età si finisce per scindere tutte le cose, l'amore, la vita, la morte, gli affetti... Insomma davvero un piccolo serbatoio di emozioni adolescenziali, raccontate con un trasporto che c'è, ma si riesce solo ad intuire e che ti spinge a leggere ogni pagina come se fosse un peccato interromperlo.

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