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All that you can leave behind

Mare

</iframeAttendo che la tua prossima onda ti riporti a me La gelida aria invernale mi assidera il

Attendo che la tua prossima onda ti riporti a me
La gelida aria invernale mi assidera il pensiero
Non riesco a fare altro che attenderti
Anche se da tempo non è più estate
ed ogni attesa tra un’onda ed un’altra
è sempre più lunga, sempre più interminabile.

Attendo che il tuo profumo di mare si sincronizzi
Con il mio respiro e la risacca che ritma l’orizzonte
Aspetto che le gocce che il vento si porta
Si depositino sulle mie labbra
Per sentire ancora una volta il tuo sapore
Perché il sale che le pervade mi bruci sulla pelle
E cominci a tirare con sempre più grande vigore
Tormentando la mi attesa perché ne porti di nuove

Potrei alzarmi e correre via da questa spiaggia
Ma finirei per cercati ed aspettarti in quella successiva
Sempre più freddo, sempre più stanco e sempre più vinto

Ogni giorno lontano da te è un lungo singulto
Di stupide azioni che non hanno un fine
Ogni ora lontano da te è una folata di vento secco
Che scompare senza lasciare traccia
Ogni minuto lontano da te è
Una vuota ed incolmabile eternità di nulla
Ogni secondo lontano da te
E’ un respiro, un sogno, un aroma, un profumo… sprecato

E così aspetto che la prossima onda
Aspetto che sia nuovamente estate
Che l’attesa tra una e l’altra sia un piacevole intermezzo
Che sia un chiudere gli occhi sotto i riflessi di un caldo cielo agostano
Che sia un respiro profondo nella tiempida brezza del tramonto
Che mi porti un po di te
anche quando la tua onda più vicina non si può intravedere
E l’attesa non sia fine a se stessa ma preludio della pienezza vera.

Respiro

Io e te in un unico respiroIn un secondo sospesoVestiti solo di un sospiroCome anime senza peso.Ci a

Io e te in un unico respiro
In un secondo sospeso
Vestiti solo di un sospiro
Come anime senza peso.
Ci aspettiamo nell'emozione
Attendiamo inermi e indifesi
In balia della sensazione
Che ci dondola come appesi
Sopra un destino misterioso
Che ci pone enigmi gravosi
e innanzi ci mostra un pericoloso
Sentiero di propositi arresi.
Annegati in questo noi acerbo
Respiriamo a stento sottilmente
Seguiamo un pensiero caparbio
La cui certezza è resiliente.
Possiamo solo sfiorarci
Come al cospetto del sacro
superfluo è il solo considerarci
Inutile e dissipante simulacro.
Anima su anima
Corpo su corpo
Corpo su anima
Anima su corpo.
Sospesi in quell'attimo
Accesi in un battito
Occhi negli occhi
Cuore nel cuore
Senza piu blocchi
Abbandonati all'amore.

Ragazzi di cent'anni fa

Oggi ricorre il centenario della discesa in guerra dell'Italia nel primo conflitto mondiale. Per qualche momento cerco di immaginarmi come doveva essere quel giorno per un'Italia completamente diversa da quell'attuale e anche per un mondo diverso. Mi viene alla mente mio nonno, uno dei "ragazzi del 99" che praticamente imberbe venne spedito con tanti coetanei a combattere un nemico che nemmeno conosceva in regioni d'Italia tanto distanti. Proprio non ce la faccio. Mi viene impossibile immaginarmi 17enne (con il mio carico di adolescente, di fanciullezza e anche di coglionaggine) imbracciare un fucile ed andare ad immolarmi su di una trincea. Ringrazio Dio di avermi fatto nascere 60 anni più tardi. Ringrazio Dio che il sacrificio di quei ragazzi e di tutti gli altri non isa stato vano. Ringrazio Dio che mio nonno tornò dal fronte, altrimenti non sarei qui, e lo ringrazio anche se, Riccardo si chiamava, non l'ho mai potuto conoscere avendo io 2 anni quando morì.

San Martino del Carso (Ungaretti)

Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro
 
Di tanti
che mi corrispondevano
non è rimasto
neppure tanto
 
Ma nel cuore
nessuna croce manca
 
E' il mio cuore
il paese più straziato


 

Tempesta

Sei arrivata con la brezza da sud

con nuvole cariche d'energia

nere, intense, elettriche 

foriere di buio e magia

 

Hai riempito l'aria e la strada

hai squassato alberi e finestre

scrostato gli intonaci più vecchi

rinfrescrato le più alte creste

 

Follia, in una parola, follia

quello che sei e quello che mi generi

senza esitazioni e senza ragione

sbalordito ed ormai senza poteri 

 

Abbandonarmi a te è il destino

senza più equilibrio e controllo

respiro la tua corrente ad occhi spenti

mi abbandono al decollo

 

Portami via e non posarmi mai più

non ho bisogno di legami

non voglio più sprecare il tempo

stando senza le tue mani

 

 

Canzone di una cometa

Dal freddo vengo

Al buio sono diretto

La mia scia è la condanna

La meta la sua esecuzione

 

La nuvola che mi copre

È una fredda coperta

Che serve solo a schermarmi

Dal nulla e dal niente

 

Ma ne tempo, ne spazio

Governano i tuoi astri

Ne freddo, ne buio

Possono eclissarli

 

La loro verde luce

È sorgente di speranza

Disintegra la nostra distanza

Irride la nostra natura

 

Vorrei cambiar il mio destino

Virare intorno ad essa

Farmi attirare al centro

Di tale e tanta perfezione

 

Non c’è distanza così colmabile

Non c’è destino più segnato

Vorrei correre ma non ho gambe

Vorrei volare ma non ali

 

Dal freddo vengo

Al buio sono diretto

La scia è il futuro

 

Ignoto e inerte e disperato

A Silvia

A Silvia

Dove sei finita?
Assorbita da grandi progetti
da santi propositi
da ambizioni fameliche.

Perchè ti inganni e mi mortifichi?
Perchè sacrifichi il tuo essere su altari pagani?
Solo ciò che non esiste non è davvero mai esistito
tutto il resto è solo coperto
pronto a tornare alla luce
al momento sbagliato.

Non c'è equilibrio che possa essere,
sacrificandone altri:
è artifizio, è finzione, è un trucco!

Il fucile della memoria
ti inchioderà per sempre nella trincea
che ti protegge contro tutto
tranne che te stessa.

Impotente, aspetto.
La tua unica certezza è nella mia silenziosa presenza.

Smarrimento

Sei svanita
nel buio da cui sei venuta.
Hai lasciato poche tracce
e comunque sei stata brava a cancellarle,
Non mi so spiegare perchè
ancora una parte di me ti cerchi
in sogni malati
in cui persino una chat sembra la porta del paradiso.

Il senso di vuoto
nel petto
confonde il ricordo nel mito
ma senza spazio per la disperazione.

La memoria è il luogo del passato
dove prende vita il presente
e spesso, purtroppo anche il futuro.
Potrai cancellare la tua ma non certo la mia,
puoi solo annebbiarla, senza trarne guadagno alcuno
fuorchè il tuo stesso disprezzo.
Vorrei che potessi ascoltare questo grido,
perchè è la tua voce quella che sto usando.
E' la tua immagine ciò che ho nel cuore.

Forse le tante domande sospese hanno
una sola risposta con i piedi per terra,
ma sognare non costa niente quando
quando nulla hai da perdere perchè hai già perso tutto.

Rimango così afono e senza colore
nel quadro che il destino sta dipingendomi addosso
colmo solo di nulla e vuoto di te.

Ma il mio bisogno di te
è da te lontano
più di quanto il tuo cuore lo sia dalla tua mente
e dai tuoi piedi.
Niente può salvare dal tuo baratro i miei pensieri stanotte.
Nemmeno tu.

Sfinge che finge

Sfinge che finge

Non ti volti
non ti accorgi della mia presenza
Sfinge che finge.

Sei a guardia di un mausoleo vuoto
sulle cui vestigia
nessuno cercherà mai verità dal passato.

Niente ti scuote fuori
niente ti può smuovere da dentro
salvo la pietra che genera pietra.

Attendi, semplicemente attendi
Sfinge che Finge
che la sabbia del tempo ti sommerga.

Attendi che sommerga ciò che non hai mai custodito
perchè anche tu possa finalmente
adempiere al tuo compito

antico baluardo 
di immemore immotezza
più triste della tua tristezza.

Buon viaggio...

Fiore di Poesia, Alda Merini


E perciò non ti chiamerò al telefono
né avrò bisogno delle tue vene che pulsano
il dolore prosciuga tutto
il dolore è un anello sponsale
ti sposa nella dolcezza
e nella verecondia feroce,
io oggi mi sono sposata al dolore,
mi sono divisa da te.

(Fiore di Poesia) Alda Merini

Alda Merini (La terra santa)

Gli inguini sono la forza dell'anima,
tacita, oscura,
un germoglio di foglie
da cui esce il seme del vivere.
Gli inguini sono tormento, 
sono poesia e paranoia,
delirio di uomini.
Perdersi nella giungla dei sensi,
asfaltare l'anima di veleno,
ma dagli inguini può germogliare Dio
e sant'Agostino e Abelardo,
allora il miscuglio delle voci 
ascenderà fino alle nostre carni
a strapparci il gemito oscuro
delle nascite ultraterrestri.