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All that you can leave behind

OKI o NAI?

Già solo queste due parole danno idea della confusione... OKI sta per NO, mentre NAI per SI. Ci ho messo tre ore a capire solo quello... Forse già questo è sintomo di quanto possa essere ingarbugliata la questione greca. Molto più ingarbugliata in realtà di quanto possa sembrare. Il referendum indetto quest'oggi per chiedere al popolo greco se aderire o meno alla proposta formulata dalla ex-troika può essere letto in mille differenti versioni ma di certo mette in discussione il concetto di Europa così come è stato pensata e come ne è degenerato. Però non mi dilungo in questo, tutti hanno le loro ragioni e non è semplice per chi, come me, non è un economista avere delle idee chiare. Ma è proprio questo il punto: come può un popolo, nel suo complesso, con una cultura media cogliere davvero il significato di una domanda condensata in così poche righe? Ma soprattutto, perchè dovrebbe assumersi delle responsabilità così grandi e complesse l'uomo della strada? Qual'è il ruolo di un politico se, Pilatescamente, se si sciacqua le mani di fronte a tale decisione, scaricando tutto il peso della decisione sul popolo sovrano? E' proprio questa la domanda. Zsipras con questa decisione ha difatto lasciato il cerino in mano ai Greci, che poveracci, qualsiasi decisione prenderanno dovranno poi assumersene fino in fondo la responsabilità. Ma Zsipras, quando è stato eletto non si era fatto carico di anche queste domande e responsabilità? Io penso di si. La democrazia diretta è una bella cosa, almeno sulla carta, ma prevede probabilmente una serie precondizioni assai importanti e probabilmente allo stato delle cose rischierebbe di rivelarsi un boomerang per gli stessi cittadini. Questo interrogativo davvero non mi fa dormire, è questo il futuro che ci aspetta dunque? Politici sempre meno influenti e passacarte? Ci servono davvero? Io credo che vada anche analizzato attentamente questo aspetto se non si vuole rischiare di perdere un treno che con il mondo ipercollegato che esiste e che sempre più si profila all'orizzonte. 

#GREXIT contiene una serie di quesiti da far paura, ma mettere la testa sotto la sabbia non ci salverà più...

Europa

Povera Europa! Chissà se, quando dopo il secondo conflitto mondiale, personaggi del calibro di Churchill, De Gasperi, Schuman e compagnia bella avessero in mente questo scempio. Un involucro vuoto. Bello eh, chiariamoci, lucido, ben presentato ma con il nulla dentro. Non voglio tirare in mezzo il solito discorso sui valori fondanti, cristiani o giudaici o chissà cosa. Io da credente lodo e francamente caldeggio la visione più agnostica possibile di una struttura che è dannatamente temporale e proprio per questa ragione lontana da logiche religiose. Il fatto è che questa Europa è nata bene, con premesse condivisibili e con un finale, soprattutto, non dichiarato forse, ma certamente lineare. Una sola nazione, un solo popolo e una sola moneta. Probabilmente in rigoroso ordine di definizione. Come invece in molti hanno sottolineato si è partiti dal fondo: dalla moneta. Io non ho alcun tipo di conoscenza economica che mi consenta di esprimere un giudizio che abbia un minimo di senso in questo anche se è evidente che la cosa un po' ha il suo perchè. L'Europa di oggi è un'insieme eterogeneo di interessi, spesso riconducibili a differenti popoli ed etnie che però è troppo lontana dall'idea di unità originaria che ci si era posti. Specchio di queste differenze ormai conclamate e non riconcigliabili sono le due emergenze del momento: la Grecia e l'immigrazione. Per la Grecia, fa francamente ridere, anche se a denti stretti, pensare che si stia cercando la mediazione alla fuoriuscita della stessa dalla zona euro. Già perchè dopo 5 anni ancora siamo al punto di partenza: la Grecia ha debiti (crescenti giorno dopo giorno) con un po' tutte le nazioni europee. Debiti cui non riesce a far fronte e che la stanno trascinando realmente nel baratro. Mi domando come la tanto celebrata Europa possa, dopo tutto questo tempo, ancora avere dubbi che la strada intrapresa non sia quella corretta. E' un vero mistero. Per l'immigrazione fa specie pensare che, come risposta unitaria all'esodo di massa che sta avvenendo dalle coste Africane su quelle Italiane e più in generale del sud-europa, l'unica cosa ottenuta, apparte generiche rassicurazioni su una ridistribuzione (manco fossero dei pacchi) tra i vari paesi di questi profughi sia stata una sospensione di Schengen. In una famiglia quando qualcuno è in difficoltà gli si dovrebbe dare una mano non certo chiuderlo fuori dalla porta. Evidentemente quest'Europa non è una famiglia e men che meno un soggetto che riesca a trovare risponde condivise. Queste due minacce, tanto diverse e tanto uguali, rischiano di farla letteralmente a pezzi quest'Europa. Spero che qualcuno a Bruxelles se ne renda conto. Questi mesi non sono come tanti altri, possono essere decisivi a scoprire il vuoto di quest'involucro di plastica oppure a riempirlo di qualcosa che possa essere di più di un inno ed una bandiera o peggio di una moneta...

Il Divo Giulio

Di Giulio Andreotti si può dire molto, probabilmente senza aggiungere molto a ciò che è stato detto e scritto da un po' tutti negli ultimi sessantanni. Santo, mafioso, massone... se ne sono sentite un pò di tutti i colori su suo conto (qualcuna anche previo sentenza di tribunale) e su queste cose onestamente non credo di poter dare il mio contributo. Fa però riflettere come lui più di altri ha rappresentato la politica per chi bamboccio cercava di capire che cosa fosse la DC, il pentapartito, il PC etc... Tutte cose che sembrano di un millennio fa. Certo allora i politici si guardavano con molta più riverenza e rispetto, forse a torto, ma del resto erano comunque considerati, se non altro da larghi settori della società, persone ripettabili e comunque degne di cimentersi nel scecolare gioco della politica. Dopotutto in un'Italia in cui finalmente la stragrande maggioranza dei ragazzi cominciavano le scuole superiori, una classe politica composta da persone laureate o comunque con un erudizione ed un background superiore alla media, ottenevano quasi automaticamente il rispetto o quanto meno il beneficio del dubbio nell'interlocutore. Così stride pensare a quell'epoca, pur non avar di misfatti e ruberie, con questa in cui la bilancia si è invertita e in cui in un paese in cui i laureati devono andare a cercare lavoro nei call center capita che ci siano ministri con semplici dimplomi superiori e, per di più, senza alcun background specifico. Inorridisco nel ricordo delle tribune politiche che infestavano i palinsesti delle televisioni sotto le elezioni. Allora la politica aveva il suo ruolo, il suo campo di gioco prefissato, il parlamento e gli sconfinamenti televisivi dovevano mantenere lo stesso rigore e la stessa forma, asettica e lineare. Poi ad un certo punto, ventanni fa cambiò tutto, fecero ingresso nuove regole (o forse la semplice rimozione delle esistenti) ed assieme al colore nelle tribune politiche trasformatesi nel corso di un lungo processo in talk show in cui si parla di tutto e di niente entrarono un pò tutti comici, veline, sportivi tuttologi di ogni razza e tipo. Da monocromatica la politica diventò un arcobaleno di colori di persone e di caciara.

L'unica cosa che si sono scordati sono le ideologie. Giuste o sbagliate esse siano, un vero politico a mio avviso non dovrebbe mai esserne sprovvisto... e risultati sono quelli che ci teniamo ora. RIP.

La Ventisettesima legislatura

Finalmente ci siamo: lo scempio è quasi terminato. Più di due mesi di balle, promesse da marinaio (forse più da cazzaro), prese di posizione su leggi e su persone votate (molto spesso in prima persona) soltanto qualche settimana prima, squallidi balletti di numeri citati quasi sempre a sproposito, cagnolini, finte lauree... Si è visto davvero di tutto in questa campagna elettorale e, spesso, di tutto si è vista solo la parte peggiore. Sono spariti, gli argomenti, salvo le tasse, perchè quelle riempiono sempre le testate dei giornali (anche quelli tele). La sinistra è riuscita, con l'aiuto del centro più scalcagnato degli ultimi ventanni, non me ne vogliano Dini e Mastella, persino a far risorgere la mummia di Arcore che imperterrito quando lo accendi riesce solo a sparare sempre le stesse minchiate da venditore di pentole (Mastrota prendi appunti please). Così ci troviamo con il rischio di avere un parlamento ingovernabile, che novità, lo è mai stato in Italia? E poi ingovernabile che vuol dire? Che non si possono fare Riforme? Beh, non mi ricordo riforme recenti da che ho smesso i pantaloni corti e questo perchè prima mi interessavo solo degli attriti tra Gundam e Mazinga. Quindi l'instabilità non mi fa paura, la può fare ai mercati certo, ma non molto più di un PIL in picchiata e di una spesa pubblica comunque elevata.

Sempre le solite persone, sempre le solite quattro idee, ben confuse per altro, sempre la solita strumentalizzazione di temi etici-sociali. Niente di nuovo davvero. Ormai non conto più le persone che dicono di votare3 turandosi il naso. Bel quadro, davvero. Sembra che di elezione in elezione le cose non facciano che peggiorare. Di male in peggio, di peggio in m....
E' così, che deluso, un pò disperato ma anche incuriosito ho deciso di dare fiducia ai 5 Stelle. Eh lo so, sono un movimento acerbo, con una struttura ancora poco chiara. Però, forse la struttura degli altri è peggiore... Si è vero non hanno esperienza, ma Scipoliti che esperienza aveva 5 anni fa? Pensare che il PDL l'ha pure rieletto. Del resto, in passato è stato dimostrato che la politica da dentro non la si cambia. Bisogna fare una vera pulizia, e per farla occorre non farsi troppi scrupoli. Cambiare, significa cambiare logica, significa cambiare modalità e per farlo bisogna cambiare le persone. Poi, certo, questo non significa avere un successo immediato, ne tantomeno credere che tutto si risolva al primo colpo. Resta però l'idea base espressa anche da Grillo al comizio finale a Piazza San Giovanni a Roma, lo scorso venerdì. "Non si deve più chiedere ai politici di risolverci i problemi, dobbiamo essere noi in prima persona a metterci in gioco per risolverli.". Basta passività, proviamo a partecipare davvero stavolta. Non voglio ritrovarmi tra 6 mesi a lamentarmi come faccio da anni delle solite teste di quiz che abbiamo in parlamento. L'occasione stavolta è ghiotta. La responsabilità è anche mia ora.

Sono due giorni che nevica... Che sia la volta buona Bersani?

Non è Italia Germania

Solitamente quando chiudo di corsa il PC nel mezzo della settimana e mi fiondo fuori dall'ufficio prima delle 8 è perchè ho un appuntamente con una vecchia signora, ma questo giovedì è stato differente il match che mi attendeva in TV non era calcistico, bensì dialettico. Santoro vs Berlusconi infatti era un pò come attendere un Italia Germania: l'autostrada semideserta, tutti che ne parlano e che attendono con trepidazione e perchenno anche con il fantozziano birrone gelato di ordinanza. Oddio, gelato non troppo: siamo sempre a Gennaio. Purtroppo è questo che aleggiava, il classico clima da sfida, da una fazione contro un'altra: o tifi Italia o tifi Germania, poi alla bontà di ognuno individuare chi possa essere una o l'altra. I pareggi non sono ammessi: deve esserci un vincitore, e dunque un perdente.
Avevo immediatamente fiutato che questo clima non avrebbe certo procurato noie al Caimano, che in fatto di sfide, di corpo a corpo ci ha sempre sguazzato abbastanza. Sapevo che Santoro sarebbe stato molto bravo, come sempre a mio parere, a tenere la partita sui binari del confronto e non dello scontro per fare quello che ha sempre fatto. Servizio Pubblico. Una puntata sui problemi vari di Berlusconi un tutti contro uno non era nemmeno da immaginare. Questo almeno per me. Ma non per la gente, che si aspettava questo tipo di assalto al vecchio e istrionico uomo pubblico più che politico. La partita si è giocata solo ed esclusivamente sui contenuti: cosa farà e perchè, cosa non ha fatto e perchè. E purtroppo parlando di argomenti, l'uomo di Arcore ha perso praticamente su tutta la linea. E nella maniera più ridicola. Sembrava un bambino dell'asilo. La colpa è sempre di quello, quell'altro ancora... Patetico. Ma assumiti le tue responsabilità c'hai quasi ottantanni... Niente!
Così ho sorriso nel vedere il giorno dopo, i giornali e le TV celebrare la vittoria di Berlusconi, che tradotto equivale a dire: "Berlusconi ha sempre risposto a tono alle domande", stendendo un velo pietoso sui contenuti, "e non è mai sembrato in difficoltà su nulla", sparando il solito arsenale di minchiate e scuse di cui sopra. Se questo è vincere... Purtroppo in Italia va così la politica, anche grazie a quel signore. E' una questione di fazioni, quasi mai di contenuti. Che disastro. Cose potrà mai cambiare in questo modo? Ringrazio ancora una volta Santoro per aver dato un servizio e, almeno a mio avviso, mostrato che la politica del PDL è la stessa da 20 anni a questa parte: fuffa.

Obama Bin Laden

Bin Laden? Ancora lui? Ucciso! Ma non era già morto? Da quanto, poi, non si faceva vedere? Mah... Onestamente questa settimana mi è sembrato di assistere ad uno spettacolo posticcio. Obama che dice "Il mondo da oggi è migliore!". Ma gli ha dato di volte il cervello? "Di che diavolo parla", mi è venuto da dire. Ma soprattutto in che mondo sconclusionato e depravato ci ritroviamo? Obama sembrava almeno un pochino diverso ed invece questa settimana mi è sembrato davvero la copia "abbronzata" del suo predecessore guerrafondaio.
False foto del cadavere. Il balletto, "mostriamo quelle vere", "no meglio di no". Il corpo? "Lo abbiamo buttato a mare per evitare ne facessero un mausoleo del male".
Ma è mai possibile che ci credano stupidi a tal punto?

Così, a dieci anni dalle torri gemelle, quando anche Al Qaeda è stata praticamente travolta, sorpassata, asfaltata dai moti di libertà del Maghreb, ma non solo, la Syria ne è un esempio, si ritorna a combattere lo stesso nemico invisibile di sempre. Invece di darci le prove sugli attentati, spiegazioni ad esempio su quello al Pentagono che ancora sembra più una pessima rappresentazione che un vero attentato. Invece di darci le prove sulle "armi chimiche di Saddam", invece di spiegarci questo "Bin Laden" da dove venga esattamente. Ci dicono tutti tronfi: "abbiamo vinto, il bene trionfa!".

God bless America!

Chi viola le regole?

La vergognosa telefonata in diretta ad Annozero del presidente della RAI

Questo pezzo di televisione, se ancora si può chiamarla così e non di servilismo è davvero ripugnante. Il presidente della RAI che all'inizio sembra tutto tronfio nelle sue posizioni, incalzato da Santoro diventa balbettante quasi cerca di sottrarsi, ritratta quello che dice facendo capire a tutti che quello che ha detto all'inizio gliel'ha scritto qualcun'altro (chissà chi...). Fatevi quattro risate... amare.

Il solito scempio metropolitano

La metropolitana ad Assago ha subito un altro rinvio

Oggi voglio occuparmi di una questione che mi sta molto a cuore, da pendolare e lavoratore praticamente in pianta stabile as Assago. E' infatti da anni che è in ultimamento il prolungamento del ramo che porta da Famagosta ad Assago Milanofiori: 2 fermate per un totale complessivo intorno ai 5 km, molti dei quali in superficie ed in aperta campagna. Ebbene in origine i lavori sarebbero dovuti terminare nel 2006, dopodichè di proproga in proroga ad oggi non si ha con certezza la data in cui si potrà fare uso di questa tranche aggiuntiva di metropolitana. Qui sotto riporto alcuni link che possono dare una vaga di idea di che cosa si stia parlando:

In totale si parla di un complessivo esborso pari a 90 milioni di euro, non ci vuole un matematico per capire che in pratica questa tratta ci sia costata praticamente 18 milioni di euro al kilometro... evidentemente avranno messo dei binari d'oro... Emblematico l'articolo di Stella sul corriere (l'ultimo della lista qui sopra): "A Shangai, in questi anni, hanno vinto, organizzato e smontato un' Expo universale: a Milano sono arrivate le fotocopie dei certificati."
Badate bene che qui non si tratta più nemmeno di eccellenza ma semplicemente di decenza. Questa maniera di gestire la cosa pubblica italiana non è solo scandalosa, ridicola, inaccettabile... ma in questo momento economico e sociale la definirei altresì insostenibile. La gente non ha più i soldi per campare figuriamo per far mangiare questi cialtroni.
Viva l'Italia!

Aggiornamento del 20/2/2011
Finalmente oggi è avvenuta l'innaugurazione delle tanto attese fermate di Assago, qui trovate il riferimento di Repubblica. Non voglio spingermi in ulteriori commenti se non augurandomi che non sia l'inizio di un nuovo susseguirsi di disservizi. Vedremo.

 

Walk On

 

In solidarietà alla protesta in Myanmar dei monaci, perchè un giorno possa esserci davvero un mondo in cui tutti possano avere un futuro o possano semplicemente essere liberi di sembrare diversi. 

Questa canzone fu dedicata da Bono a Aung San Suu Kyi in tempi non sospetti, naturalmente non si è mosso nessuno...

 

Walk On (U2)

And love is not the easy thing
The only baggage you can bring...
And love is not the easy thing...
The only baggage you can bring
Is all that you can't leave behind

And if the darkness is to keep us apart
And if the daylight feels like it's a long way off
And if your glass heart should crack
And for a second you turn back
Oh no, be strong

Walk on, walk on
What you got, they can't steal it
No they can't even feel it
Walk on, walk on
Stay safe tonight...

You're packing a suitcase for a place none of us has been
A place that has to be believed to be seen
You could have flown away 
A singing bird in an open cage
Who will only fly, only fly for freedom

Walk on, walk on
What you got they can't deny it
Can't sell it or buy it
Walk on, walk on
Stay safe tonight

And I know it aches
And your heart it breaks
And you can only take so much
Walk on, walk on

Home...hard to know what it is if you never had one
Home...I can't say where it is but I know I'm going home
That's where the heart is

I know it aches
How your heart it breaks
And you can only take so much
Walk on, walk on

Leave it behind
You've got to leave it behind
All that you fashion
All that you make
All that you build
All that you break
All that you measure
All that you steal
All this you can leave behind
All that you reason
All that you sense
All that you speak
All you dress up
All that you scheme...