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La versione di Barney

Non ricordo esattamente chi me l'avesse consigliato, ma importa poco... Questo libro è davver

Non ricordo esattamente chi me l'avesse consigliato, ma importa poco... Questo libro è davvero un libro che vale la pena di leggere. Questa sorta di autobiografia fake di un ebreo canadese produttore di serie televisive molto pop dalla vita molto poco politically-correct ha il potere di farti fare delle risate davvero di pancia ed al tempo stesso immedesimarti in una delle tante scene di vita vissuta al limite tra il cinico ed il caustico. L'idea di fondo è geniale nella sua semplicità: far raccontare la storia della propria vita ad una persona che ha l'Alzheimer che ne divora giorno per giorno i ricordi e la capacità di ragionare. Se poi a questo si aggiunge un omicidio sul quale il protagonista si proclama innociente per tutto il libro il fiocco è fatto. Il fiocco su di un pacco ben confezionato, che si scarta con un sorriso come il regalo di una persona che si ama. La verità si scoprirà solo nelle ultime righe dell'ultima pagina. Anche questo mortifero. In realtà però tutto ciò è a mio avviso solo il contorno di quella che è una lode all'amore della propria vita. Tutto il libro è profluvio di personaggi di vario genere e tipo, tutti triturati dal narratore che ne mostra sempre il lato più gretto, utilitaristico, abbietto, meschino. Non viene risparmiato nessuno, il padre, le ex-mogli, gli amici più cari, perfino se stesso. Tutti ad eccezzione di un unica persona, Miriam la terza moglie, colei di cui si innamorò pazzamente al primo sguardo e per cui ha solo parole di elogio. Forse la vita di Barney è proprio questo un accozzare di squallidi personaggi prima e dopo l'avvento di Miriam, unico faro ed esempio di virtù in una vita senza particolari picchi di nobiltà. Forse Mordecai Richler voleva semplicemente spiegarci come e cosa un uomo davvero innamorato veda nella propria vita.

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