Capitolo 8 – L’infortunio

Dopo la scorpacciata di partite casalinghe mi preparo alla gara in trasferta sul campo del Barnet. Nel frattempo mi arriva un’offerta per Sertori, la situazione finanziaria è abbastanza disastrosa, ma non posso privarmi del migliore difensore in termini di contrasti e colpi di testa. Tengo duro, rifiuto. Vista la situazione economica rinnovo Marshall, Hope ed Ormondroyd che erano tra i giocatori in scadenza di contratto. Non posso permettermi di perderli. Restano ancora 5 giocatori in scadenza: Walker, Clarke, Housham, Wilcox e Shakespear. Clarke e Housham non saranno di sicuro rinnovati. Wilcox certamente se lo meriterebbe mi lascia solo un po’ perplesso l’età (ormai 34)…

La partita con il Barnet è un mezzo disastro, subiamo con continuità e creiamo pochissimo il risultato è l’unica cosa salvabile: 2-2. Non un gran viatico in vista della prossima trasferta sul campo del Peterborough. Con il Rientro in pianta stabile di D’Auria dietro le punte il duo d’attacco titolare diventa Harsley-Mainwaring. Vinciamo meritatamente 1-0 con un gol proprio di Harsley. Dopo due mesi in cui si è giocato sempre ogni tre giorni finalmente non c’è il turno infrasettimanale. Riceviamo il Darlington e Mainwaring sfodera il primo hattrick della sua giovane carriera: finisce 3-0 con tanto di primo MoM. Ancora una settimana e affrontiamo il Cardiff in trasferta e finisce come spesso è accaduto negli scorsi mesi: 2 tiri 2 goal per loro e noi a sprecare troppo. Il mercoledì successivo nella seconda gara del Windscreen Shield otteniamo un bel 2-2 sul campo del Grimsby che ci consente di chiudere al primo posto nel girone.

Tre giorni dopo giochiamo il primo turno di FA challenge in casa contro Altrincham, la partita è molto chiusa e non ci sono molte occasioni: finisce 0-0 dopo i ’90 minuti. Si dovrà replicare tra una settimana.

Il 14 Novembre riceviamo il Northampton poco sopra di noi in classifica, è una di quelle gare dove serve fare punti per mille ragioni differenti. Dopo tre minuti la tegola: Mainwaring si accascia è strappo (credo) al polpaccio. Il Nothampton domina e vince 4-2. Nel dopo partita la cattiva notizia: Andrew sarà fuori 4 mesi…

L’infortunio di Mainwaring

La prossima gara è la ripetizione della partita con l’Altrincham. Preece è appena tornato dall’infortunio e non ancora in condizione. Sulla sinistra do’ un turno di riposo a McAuley e schiero Akhmedov. Il primo tempo scorre senza molte emozioni. Al 60′ Marshall di testa ci porta in vantaggio. A quel punto l’Altrincham prova la reazione ed un paio di buoni interventi di Colgan blindano l’1-0 finale. Il sorteggio ci arride affronteremo il Stalybridge una squadra delle serie minori: il terzo turno è alla nostra portata.

Capitolo 7 – E’ nata una stella

Il 26 Settembre riceviamo il Lincoln quinto in classifica. Brutto cliente, ma dopo due vittorie in tre partite sarebbe importante mettere in fila due vittorie consecutive. La parita rimane in equilibrio sul filo dello 0-0 ma al 72′ andiamo sotto e non riusciamo più a pareggiare. Ormondroyd da mezza punta al posto dell’infortunato D’Auria è troppo lontano dalla porta. Mainwaring gioca una buona mezzora senza produrre granchè. Si gioca ogni tre giorni e quindi il sabato successivo andiamo a giocare sul campo dell York fanalino di coda. Finisce in goleada, segnano tutti gli attaccanti, Harsley firma persino doppietta e Preece è MoM. Anche Mainwaring rompe il ghiaccio segnando il primo gol tra i professionisti. Risaliamo alla 13ma posizione.

Il mercoledì successivo va in scena la prima gara del girone del Windscreen Shield e giochiamo contro il Preston, squadra di seconda divisione. Vista la minore importanza del torneo rispetto al  campionato opero qualche cambio: posiziono Hope al posto di Wilcox e Mainwaring dall’inizio a fare coppia con Harsley. Dominiamo la gara e soprattutto Mainwaring fa doppietta 2-0. E’ nata una stella? La gara successiva è sul campo del Mansfield. Dopo la pausa rimetto Ormondroyd titolare al centro dell’attacco con Harsley e tengo Walker a centrocampo optando per un classico 4-4-2. Dopo 2 minuti, Ormondroyd si infortunia e tocca dunque a Mainwaring prenderne il posto. Vinciamo 2-1 con rete decisiva proprio di Mainwaring, il migliore in campo è però Colgan. Terza vittoria di fila tra campionato e coppe e soprattutto 5 vittorie nelle ultime 7 gare e decima posizione in classifica ad un soffio dalla zona playoffs, che finalmente sia arrivata la svolta?

Teoricamente il calendario è buono: abbiamo 4 partite casalinghe di fila e con po’ di fortuna potremmo davvero ingranare un buon passo ed attestarci ad una buona posizione di classifica. La prima è contro il Rotherham penultimo e dunque vittima designata. Andiamo sotto quasi subito, Harsley pareggia al 70′ ma 5 minuti dopo Walker commette il più classico degli autogol ed invece di tre punti facili ci ritroviamo con un pugno di mosche: 1-2. Tre giorni dopo è la volta del Brighton settimo in classifica. Partita di grande equilibrio come quella con il Rotherham e ache qui andiamo sotto, recuperiamo con Ormondroyd ma non è sufficiente e subiamo il 2-1 nel finale. La terza gara è contro il Shrewsbury sesto in classifica. Finisce 1-1 con il portiere avversario che prende 9! Di positivo c’è che Mainwaring va ancora a segno. L’ultima della serie di gare casalinghe è contro il Swansea sopra di un paio di punti in classifica. Il clichè è pressochè lo stesso delle altre gare: finisce 0-1 dopo aver avuto anche buone occasioni, probabilmente 1-1 sarebbe stato un risultato più giusto ma il loro portiere Jones è MoM. Così dopo un un punto in quattro partite ci ritroviamo di nuovo al 13mo posto in classifica.

Capitolo 6 – La partita più assurda

Rotto il ghiaccio si spera finalmente di cominciare a macinare qualche bella vittoria e magari tenersi nella parte alta del tabellone con vista playoffs. La gara successiva è in trasferta contro il Rochdale squadra da primi posti e quindi un buon test. Dominiamo letteralmente la gara ma non centriamo ma la porta: 10 tiri fuori ed uno solo nello specchio. Finisce 0-0 tra mille rimpianti. Si poteva vincere ma l’attacco aveva proprio le polveri bagnate. E’ evidente che in attacco serve un impatto maggiore. Devo trovare un buon attaccante, uno che veda la porta con continuità. Il problema sono i soldi, che mancano.

Tabellino dell’incontro con il Rochdale

Il mercoledì successivo riceviamo l’Harlepool ed è ancora 0-0, mentre la partita successiva è un’altra sconfitta per 2-1 sul campo del Bournemouth dove perdipiù riperdiamo Preece questa volta per infortunio. La situazione è parecchio sconfortante in poco più di 20 giorni in cui si è giocato ogni 3 per un totale di 7 gare ne abbiamo perse 4 e vinta una sola. Va così in scena una gara pressochè grottesca contro l’Altrincham. E’ un tiro segno 18 tiri a 3 ma finisce 1-1 nell’unica occasione loro segnano mentre noi sprechiamo l’impossibile e solo l’eterno Ormondoryd ci evita una vera e propria beffa. Un tiro un gol dicevamo e purtroppo in porta c’è chi avevo individuato essere il futuro del ruolo in squadra: Colgan. Evidentemente non è stata una scelta stra-azzeccata. Cmq il messaggio è chiaro: mi serve qualcuno che la butti dentro. Comincio a cercare tra chi costa poco, anzi, praticamente nulla. Nel valutare possibili soluzioni mi imbatto in Andrew Mainwaring, dotato di ottima tecnica e buon tiro. E’ privo di squadra e quindi posso proporgli anche un contratto contenuto.

Andrew Mainwaring

Nel mentre andiamo a giocare sul campo del Notts County in 4 posizione e con velleità assai diverse dalle nostre. Dominiamo la gara e complice anche l’espulsione del portiere avversario non corriamo grossi pericoli. Un bel 2-0 che ci fa tirare una bella boccata d’aria. Ormondroyd è il Man of the Match. Galvanizzati da questa vittoria riceviamo il Leyton Orient e per la gara si aggrega anche Mainwaring appena firmato il contratto. E’ l’ennesima doccia fredda finisce 3-4 e dopo aver subito 3 gol nelle ultime 5 gare ne prendiamo ben 4 tutti in una volta, questa volta in porta c’era Evans ma… il problema del portiere rimane. A fine gara faccio esordire Mainwaring ma solo per uno scampolo di minuti senza peraltro lasciare traccia. La gara successiva è quella che posso definire una delle più assurde abbia mai giocato: la vinciamo finendo la gara in 9 e con gli avversari che sprecano du calci di rigore. Evans si fa cacciare al 4 minuto e dato che in panca non ho altri portieri schiero tra i pali Forrester. Ormondroyd ci porta avanti ed Harsley raddoppia, quando però al 74 rimaniamo in 9 comincio a disperare, fortunatamente Steiner calcia alle stelle anche il secondo rigore. Finisce 1-2 con un po’ di patemi mah… insomma in 9 con un attaccante in porta…

Capitolo 5 – Calcio Mercato

Conscio della situazione abbastanza deficitaria in un po’ tutti i reparti ma in particolar modo la difesa mi concentro nella ricerca di un esterno valido e di un portiere di livello. Purtroppo i soldi sono davvero pochi e devo raschiare il fondo del barile. Dal mercato libero riesco a prelevare (naturalmente a 0) un esterno Nathan Blamey che spero possa dare un valore ad un ruolo dove ho spesso dovuto far giocare Hope (un centrale) per i problemi di rendimento e di infortuni di Neil.

Nathan Blamey

Una settimana dopo è l’ora del portiere, la vera nota dolente di tutta la difesa. L’anno passate ho provato i portieri esistenti in mille salse, per poi finire la stagione con due portieri giovani in prestito. Anche qui, viste le ristrettezze economiche riesco solo a rasciare il barile e acquisto dal Chelsea quello che in tutta probabilità è il 4 portiere Nick Colgan. 59K£ sono comunque una bella cifra per le finanze pessime del club ma serve una svolta anche in quel ruolo. Staccato assegno e contratto folle (fino al 2006!!!) possiamo affrontare gli ultimi giorni prima dell’inizio della stagione.

Nick Colgan

Per il momento pur avendo ben 7 giocatori in scadenza di contratto a fine della prossima stagione non procedo alcuna estensione. Non ci sono, intoccabili, la rifondazione continua. In attacco Stamp ha il contratto scaduto. Il giocatore non ha mai convinto, ma decido per il momento di tenerlo in rosa. Devo cercarmi anche un attaccante, possibilmente buono e che costi poco.

La prima partita della stagione è contro il Cambridge United fuori casa, Preece deve scontare 4 giornate di squalifica della passata stagione e quindi mi tocca schierare Housham uno di quelli che si giocano il rinnovo a fine anno. Perdiamo in maniera abbastanza meritata. Il migliore è Harsley che segna così il primo goal stagionale mentre cominciamo la stagione con un rosso, ad Housham… Non sembra cambiato granchè dallo scorso anno. I nuovi arrivati? Colgan è a casa, con una forma non certo idilliaca dopo aver giocato una gara ufficiale solo dal 1992. Abbastanza buona invece la prestazione di Blamey. Nemmeno il tempo di leccarsi le prime ferite dell’anno che il Glanfor Park si deve vestire a festa per la gara di andata del primo turno di coppa di Lega. Davanti ad un pubblico delle grandi occasioni (9036 spettatori) perdiamo in maniera abbastanza netta: al 24′ già siamo sotto di 3 gol. Ormondroyd segna il goal della bandiera. Colgan prende 3 goal alla sua prima da titolare. Housham stecca anche la seconda…

Fortunatamente la seconda di campionato è in casa contro il Torquay ed è arrivata proprio l’ora di fare qualche punto. Dopo la serata di gala infrasettimanale si gioca in uno stadio praticamente vuoto (880 paganti). Continuo a schierare il 4-4-2 classico, in porta torna Evans. Sulla destra lascio Hope in assenza di alternative visto l’acciacato McAuley. Dopo 8 minuti però deve lasciare il campo e devo schierare Akhmedov. Partita abbastanza equilibrata: Harsley e D’Auria ci portano sul 2-0 ma 83′ Watson accorcia e gli ultimi minuti sono pura sofferenza. Ma la sfanghiamo 2-1 e Wilcox è il migliore in campo.

Capitolo 4 – Fine Stagione

Walker è stato squalificato per una giornata: devo rivedere l’assetto. Prima che chiudesse la finestra di mercato riesco a spuntare un giocatore con il contratto vicino a scadenza Roger Preece. Sembra avere buoni numeri e potrebbe essere un buon titolare immezzo al campo.

Roger Preece

Wilcox ha ripreso ad allenarsi ma la condizione è troppo bassa 75% quindi tengo l’assetto della gara precedente. L’avversario è la prima in classifica, mica poco…  Dopo 20 minuti siamo sotto di due goal e facciamo fatica ad uscire dalla nostra metà campo. Al 22′ Davison commette fallo di mano in area, l’arbitro commina un calcio di Rigore e espelle il giocatore. D’Auria però calcia malamente e se lo fa parare. Male… Dopo qualche minuto prendiamo pure il terzo goal e nel secondo tempo Roberts si fa espellere lasciandoci in 10 e senza portiere… 1-6 un vero disastro… La partita successiva giochiamo contro il Barnet, promuovo Hope titolare e in attacco tengo Forrester e Harsley davanti. Il primo tempo scorre con varie occasioni di Barnet che però non centra mai la porta. Nel secondo tempo sposto avanti il baricentro optando per un 4-4-2 classico. La partita cambia, siamo padroni del campo ed al 55′ Harsley ci porta in vantaggio. Da lì in poi, abbiamo numerose occasioni ma non riusciamo mai a raddoppiare. Al 70′ provo a dare una chance a Akhmedov mettendolo al posto di O’Shea a sinistra… Non brilla granchè. A partita finita al 90′ Forrester fa 2-0. il modulo a rombo contro questo avversario non funzionava meglio, molto meglio il 442.

La partita successiva riceviamo l’Hull terzo in classifica, Roberts è squalificato e rimetto Evans in campo dopo mesi. Wilcox è recuperato e di conseguenza lo rimetto al centro della difesa a far coppia con Sertoni. Lascio Ormondroyd in panchina ancora per la terza volta di fila. La sua forma non è un granchè. Come tutte le partite giocate con le squadre di vertice degli ultimi tempi è una debacle perdiamo 3-0 giocando gran parte della gara in 10 per l’espulsione di Neil. Hope come esterno di difesa gioca una discreta gara. Da tenere in considerazione per il futuro.

Da qui alla fine del campionato perdiamo, male tutte le gare con le squadre forti Exter 0-5 e Chester 1-6 (in casa). Di rilievo solo 8-1 finale sul campo dello Scarborough gia ampiamente retrocesso. Terminiamo il campionato al 15th con 59 punti posto e la seconda peggior difesa, segno che è chiaramente quello su cui più si deve lavorare, a 17 punti dalla zona playoff.

Giorno 27 – Spillover

In questi giorni di grandi discussioni sul COVid-19 se ne sentono davvero di tutti i colori. Esperti che dibattono tra loro e con chi è esperto proprio non è, dai Social-Tuttologi ai sapientoni di varie fogge. Da perfetto agnostico e direi anche parecchio ignorante in materia mi permetto di suggerire una lettura che oltre ad essere interessante è anche ben raccontata e fruibile a chi, come me, a fatica sa dire cos’è un virus. Il libro in questione è Spillover di David Quammen uno scrittore che ha fatto un’indagine sul campo e prendendo alcuni casi di malattie famosissime come l’HIV, l’Ebola, la malaria ed altre un po’ meno come Hendra o febbre Q prende per mano il lettore e lo porta in giro per il mondo alla scoperta delle origini di alcune tra le malattie più terribili che l’uomo abbia dovuto fronteggiare almeno nell’ultimo secolo con un lavoro scientifico ed investigativo da far invidia CSI.

Zoonosi: con questo termine si indica una malattia che viene passata da un animale all’uomo (è possibile anche l’opposto in realtà). Questa tipologia delle malattie è molto diffusa e rappresenta la maggior parte delle malattie trasmissibili che tutt’ora infestano l’umanità. In genere questi passaggi avvengono a valle di comportamenti a rischio come entrare in contatto con feci, secrezioni, sangue di animali infetti.

Spillover: con questo termine si intende proprio il passaggio di un patogeno da una popolazione in cui è presente con una certa predominanza ad un’altra dove potrà o attecchire e proliferare a sua volta oppure si troverà in un vicolo cieco e svanirà nel nulla.

Ebbene il COVid-19 è una zoonosi, è ormai accertato infatti che esso venga da un pipistrello dove probabilmente è tollerato ed accettato dall’organismo animale senza particolari effetti. Purtroppo però nell’ambito di una qualche attività umana, forse un mercato, è entrato in contatto con l’organismo umano facendo il salto “spillover”. In questo caso il pipistrello in question veste i panni della creatura serbatoio cioè colei che veicola il virus, sostanzialmente convivendoci e non avendone particolari effetti. Purtroppo per noi però quel virus che al progenitore di Batman non causa molti danni è stato capace di adattarsi al nostro organismo proliferandoci ma, a differenza dell’animale da cui proveniva, anche di causare problemi importanti e in molti soggetti, come sappiamo in taluni casi la morte.

Naturalmente la domanda che subito sorge spontanea è come sia potuto succedere e perchè proprio oggi nel 2020 e non qualche anno fa o tra qualche anno. Questo è difficile da dire, purtroppo molto è dato dal caso, il virus in questione è un virus a RNA che ha la particolarità di mutare in continuazione per un suo vizio di creazione che a differenza degli organismi a DNA non riesce a correggere i propri difetti di riproduzione. Non entro troppo nei dettagli perchè non lo so spiegare, vi consiglio di leggere il libro che in questo è davvero illuminante, ma in sostanza si può dire che questo suo difetto lo porta a cambiare rapidamente la sua natura e se da un lato la stragrande maggioranza dei mutamenti finiscono poi in un vicolo cieco (impedendo che riesca a propagarsi in altri individui) può succedere come in questo caso che si adatti perfettamente al nuovo organismo e si riproduca facilmente.

Non solo, ciò che fa davvero la differenza è la capacità che esso avrà anche di trasmettersi nei nuovi organismi. Se infatti esso è in grado di attecchire perfettamente al nuovo ospite non è affatto detto che sarà altrettanto in grado poi di propagarsi ad altri esemplari della stessa specie. Questa capacità di infezione chiamata R0 indica proprio questo: quanto il virus sia in grado di propagarsi in altri individui. Se questo valore è minore di 1 il virus non avrà modo di proliferare molto, se è maggiore iniziano i problemi. Nel caso del COVid-19 pare che si stia intorno al 2,5 alcuni dicono anche oltre il 3 che tradotto in parole povere significa che mediamente un organismo infetto è in grado di infettarne altri 3. Mica male… Ecco perchè il COVid-19 si propaga così rapidamente.

Ma dicevamo, perchè oggi? E non in un altro momento. Leggendo il libro si scopre che Quammen profetizzava già di questa grande Pandemia già nel 2012. E’ forse un veggente? No, decisamente no. Semplicemente ha studiato, si è documentato e verificato i dati avuti ed ha tratto le conclusioni. Addirittura in un intervista nel programma di Fabio Fazio si domanda perchè semmai ce ne siano così pochi!!! L’uomo è diventata ormai la specie animale di granlunga più diffusa sulla terra, una specie che ha una capacità di spostamento mai vista in precedenza: un virus può arrivare dalla Cina in europa in meno di 12 ore… Il suo modo ingordo di vivere, impossessandosi di tutto e sfruttando tutto quello che può ha impatti sull’ecosistema. E l’ecosistema è composto da tutta una pletora di creature che una volta scacciate dal proprio ambiente in cui magari hanno vissuto per anni, secoli, millenni sono chiamate a fare qualcosa per sopravvivere adattandosi o soccombendo. Questo fa si che come specie umana siamo realmente quelli che rischino molto di più.

David Quammen da Fazio

La solita vecchia domanda che periodicamente ritorna. Non stiamo esagerando? Non stiamo spingendosi al non ritorno? Abbiamo tempo, riflettiamoci.

Capitolo 3 – Brusco risveglio

Si ritorna a giocare in casa e il prossimo match è con il Rochdale che è 50 punti un punto solo in meno di noi, la zona playoff è ancora lontana 8 punti ma con 10 partite e 30 punti disponibili tutto è possibile. Purtroppo a metà settimana si infortuna anche Wilcox e quindi si apre un posto come centrale difensivo… Rimetto Akhmedov o Hope? Vada per l’armeno.

Al 7mo siamo già sotto Roberts non è perfetto nell’occasione. Il possesso palla è principalmente degli avversari e gli attaccanti non stanno vendendo una palla (voto 4 e 5) opto quindi per provare a saltare il centrocampo. Tolgo i calci di punizione a D’Auria e provo a passarli  Harsley. Al 37mo è proprio Harsley a soffiare il pallone a Farrell e siglare il pareggio ma per l’arbitro l’attaccante ha compiuto un’irregolarità ed annulla. Al 42mo il Rochedale segna ancora ma anche stavolta l’arbitro annulla per fuorigioco. La prima azione decente parte dai piedi di D’Auria ma Ormondroyd calcia debolmente. Finisce il primo tempo in cui abbiamo fatto poco. Nella ripresa provo ad utilizzare i passaggi di prima per vedere se riusciamo ad arrivare più vicino alla porta.

Tabellino

Al 55′ il Rochdale si rintana in 5-3-2 da contropiede. Devo osare di più, sposto in avanti Walker in mezzo al campo e avanzo leggermente i laterali. Al 68′ becco il secondo goal. Ok a questo punto gioco tutte le carte che ho: tolgo Walker e metto Forrester e gioco con un 4-3-1-2 molto offensivo. Al 74′ accorciamo le distanze, proprio con Forrester: proviamoci! Non succede più nulla finisce 1-2, sconfitta meritata. La sensazione è che il Rochedale sia più forte purtroppo e finiamo a -11 day playoffs… Game Over…

La partita successiva è in traferta contro l’Exeter terzo in classifica. Proibitivo? Al 38% il possesso provo con la palla lunga. AL 25mo andiamo sotto dopo una corta respinta di Roberts. Al 27mo Walker viene espulso per fallo da ultimo uomo e praticamente finisce la nostra partita e così le velleità di accedere ai playoffs. Finisce 5-0

Capitolo 2 – 3 di fila

Dopo aver ripreso la guida dello Scunthorpe mi preparo al secondo match in trasferta contro il Doncaster e forte del motto “squadra che vince non si cambia” parto con gli stessi undici. Il primo tempo scorre via con un paio di buone occasioni ma il problema è che non centriamo mai la porta. Alla mezzora si veglia Harsley che prima corregge in porta una corta ribattuta del portiere e poi con un’azione personale un minuto dopo sfiora il raddoppio. Il Doncaster cambia entrambi gli sterni ma la musica non cambia e sul finire del tempo Ormondroyd approffitta di un liscio e raddoppia. Il Doncaster però riapre immediatamente la gara in avvio di ripresa, la partita sembra comunque in controllo e Harsley ha un paio di conclusioni importanti. Al 79′ Robinson salva ancora su Pemberton ed è miracoloso al 85′ sugli sviluppi di un calcio d’angolo.

Tabellino finale

Alla fine portiamo a casa i 3 punti ma il migliore in campo è il portiere Robinson. Bene anche D’Auria (voto 8) posizionato dietro le punte. Guadagnamo un altro post in classifica a 8 punti dal Colchester 7th e ultimo della zona PlayOff. La prossima gara è contro lo Swansea 19mo a 9 punti da noi.

Classifica dopo la 35ma

Dato che due gare le abbiamo vinte guardo un po’ l’organico e decido di provare qualche alternativa: il laterale difensivo che ho il sinistro che ho O’Shea è in prestito e Akhmedov un Armeno comprato a Gennaio per fare il centrale deludendo nelle prime partite potrebbe essere una buona alternativa. Purtroppo però in allenamento si rompe McAurey il laterale destro e quindi preferisco non cambiare troppo. Tengo O’Shea a sinistra e metto Neal a destra dove a inizio anno aveva fatto bene prima di infortunarsi.

La partita comincia bene: al 12′ Harsley imbeccato da D’Auria ci porta in vantaggio. Partita spigolosa e piena di falli, al 28′ lo Swansea reclama un rigore ma l’arbitro lascia correre. Nel secondo tempo non accade praticamente nulla fino al 60′ dove di sono un paio di occasioni per parte. I calcio d’angoli non portano mai a nulla: li tolgo a D’Auria provo a farli tirare a Sertoni prima e Neal poi ma niente. Al 71′ Sertoni tocca la palla di mano in aerea e questa colta ci sono rigore ed ammonizione e soprattutto il pareggio. Dovrei provare a cambiare qualcosa, ma sinceramente non ho molte carte. Tolgo quindi un Ormondroyd in ombra e metto Forrester e faccio tirare gli angoli a O’Shea. Al 89′ la svolta, O’Shea calcia uno strano calcio d’angolo sul quale Staton combina la frittata che ci dà il gol del successo.

Giorno 19 – La solitudine

Papa Francesco in una Piazza San Pietro Deserta

I giorni sono tutti uguali in quarantena, ringraziando il cielo io lavoro in Smart Working ovviamente e quindi almeno la giornata è cadenzata da riunioni ed attività che mi tengono lontano dalla fatica di dover riempire tante ore all’interno delle stesse mura. Nella parte di Milano dove vivo fuori è tutto molto tranquillo: poche macchine, poca gente, poco tutto… La tentazione di sentirsi assopiti e di farsi assalire da apatia o peggio dal panico dei numeri che continuano a riportare un ecatombe di morti (anche oggi più di 900) è davvero grande. Siamo soli ed indifesi. I social network semplicemente mitigano questa situazione mescolando sciocchezze, affettuosità, notizie in un turbine che porta a continui sbalzi di umore ed entusiasmo. E’ così che scorgo il messaggio di mia madre che mi dice “Guarda che alle 18 il Papa darà la benedizione”. Ah già… Il Papa. Chissà perchè in questi momenti la fede non è più solo un refuso del passato, una vecchia appendice che tutti rimuoviamo ma, più che mai diviene speranza.

Benedizione Urbi et Orbi

Alle 18 sono davanti al televisore, non guardo il consueto bollettino giornaliero della protezione civile e semplicemente mi metto in attesa. Lo spettacolo che si presenta è davvero colmo di dramma il Papa affronta un sagrato completamente vuoto e chi ci è stato da bene quanto enorme sia Piazza San Pietro, specie quando è vuota. E’ lui, ma siamo noi, soli e minuscoli. C’è poca speranza, e molta sottomissione, a testimoniare che si, siamo alla frutta. Il commentatore dice che è la prima volta che l’indulgenzia plenaria viene impartita a tutti quelli che semplicemente la desiderino senza nessuna delle solite regole la accompagnano. Un altro segno della totale unicità e drammaticità dei giorni che stiamo vivendo. Qualcosa di epocale, senza dubbio.

Giorno 13 – The show must to go on

Qualche riflessione giunti al 13mo giorno di quarantena. La situazione, sembra essere tutto tranne che chiara. Si comincia vedere un certo nervosismo serpeggiare nei social ed in generale tra la gente. Ieri sera Conte ha annunciato un intervento in diretta Facebook ed alcuni minuti di ritardo hanno generato un diffuso senso di panico e caos. La cosa che colpisce è che questa crisi “la più importante dal dopo guerra” è passata come un carro-armato su quello che per la mia generazione è stato un capo saldo praticamente inattaccabile: lo spettacolo deve continuare. Qualsia cosa accadesse la macchina non si fermava mai o se lo faceva, era per un lasso di tempo breve, a volte brevissimo e soprattutto quasi mai tutto e tutti assieme. Guerra del Golfo, 11 settembre, La morte di Giovanni Paolo II, Terremoti, catastrofi varie (anche nucleari) niente prima di oggi era riuscito come questo microscopico essere a fermare la macchina lanciata a mille su cui viaggiamo. Ed uno dei più grossi paradossi è proprio quello: che ha fermare tutto non sia stata qualche guerra mondiale, qualche arma atomica ma, qualcosa di infinitamente piccolo ed infinitamente semplice al cospetto nostro e delle tecnologie che maneggiamo giornalmente.

E se tutto ciò lo prendessimo come un successo, come una prova per renderci conto che la macchina sofisticata ma non certo perfetta che abbiamo progettato, si possa fermare. Che non siamo schiavi della nostra creazione, che possiamo scegliere anche di spegnerla se occorre? Magari per poco tempo, ogni tanto, progettandola con anticipo e segnandocela sul calendario. Un momento per tutti e se deve essere per tutti potrebbe voler dire che quel giorno non si possa fare nulla: niente ristoranti, autobus, treni, aerei, lavoro, shopping, montagna, mare, calcio, basket, F1… esattamente come in questi giorni… Tranne che per una cosa. Stare insieme, in quel giorno si potrebbe e dovrebbe stare insieme ma stare insieme solo per il piacere di farlo, senza una fine specifico. Perchè in questa segregazione forzata che ormai viviamo da settimane forse ci siamo resi conto che non sono le cose da cui facciamo fatica a stare staccati. Sono le persone, chi vogliamo bene. Questa piaga epocale qualche insegnamento ce lo lascerà e certo questo me lo tengo stretto, perchè quando tutto tornerà alla normalità e si dirà “è ma non si può fermare tutto” ci sarà il ricordo di questi giorni a dirci che invece è tutta una questione di volerlo, di mettere prima di tutto un bene comune che, si spera in altre situazioni possa essere individuato in qualcosa di diverso dalla salute pubblica. Una speranza e quasi una certezza. Basta volerlo.