Il mistero di Garlasco secondo atto
Questa settimana dopo mesi di clamore mediatico si è conclusa la fase delle indagini preliminari sul nuovo accusato del delitto avvenuto quasi ormai vent’anni fa e per il quale Alberto Stasi sta scontando una pena passata in giudicato da tempo. In se per sè il delitto ha sempre attirato molta attenzione per la mancanza di un movente forte e per il fatto che l’accusa non fosse mai riuscita ad avere prove certe ma solo indizi. Ecco, qui il dubbio è che ci si trovi davanti a qualcosa di simile: molti indizi mischiati ad un po’ di tutto incluse le intercettazioni dei soliloqui di Sempio in macchina, ma ancora una volta manchino le prove. Dato che si sta ora provando a trovare un altro colpevole, giustamente se chi lo sta facendo ha le basi per farlo, mi domando se sia così poi solida l’accusa con cui un altro è stato invece condannato in via definitiva. E se così non fosse non è forse il caso di chiedersi se ha senso perpetrare le stesse identiche metodologie ad un’altra persona? E dico di più: ha senso dare perforza un mostro a tutti i costi per chudersi una porta alle spalle senza avere la certezza che lo sia davvero? Probabilmente è quello che la gente vuole e pretende. Forse in alcuni casi bisognerebbe semplicemente prendere atto che certi delitti per come sono stati attuati ma anche investigati nell’immediato, possano non avere un colpevole, anche perchè potrebbe succedere a tutti di essere dalla parte di uno Stasi ed un Sempio e, essere accusati di una roba simile quando non lo si è stati è qualcosa di difficilmente concepibile se non ci sei dentro.
Il Bunga Bunga che mai si consuma
Sta andando avanti da qualche settimana una polemica sollevata dal Fatto Quotidiano che riguarda Nicole Minetti e la grazia che il capo dello stato le ha dato qualche settimana fa. Non entro nei dettagli perchè non è questo lo scopo ovviamente, ed anche perchè non ho nulla per poter giudicare. Mi limito solo ad annotare come, a discapito di non so quante richieste di grazia, si sia proprio scelto quella di una figura tanto chiacchierata e discussa, al centro di tanti scandali intorno al giro di ragazze che andavano alle “cene eleganti” del Berlusca. Lo trovo quantomeno singolare. Balotelli era famoso per aver mostrato dopo un gol la maglietta “Why always me?!”. Ecco… a me interessa più quello che non le ragioni in sè.
Trump, Rubio e il Papa
Per la rubrica cos’ha combinato Trump questa settimana, c’è stato l’ennesimo attacco al pontefice “perchè non vuole togliere la bomba atomica all’Iran”. La folle è che nel frattempo Rubio stava proprio andando a Roma per ricucire con il papa. Ancora una volta stupisce la schizzofrenia di un’amministrazione che dice pensa una cosa, ne dice un’altra e ne fa un’altra ancora. E’ così da mesi e pare che non ci sia possibilità di cambi almeno fino alle elezioni di mid-term che sono comunque tra 6 mesi… E intanto lo stallo su Iran ed Hormuz rimangono! Auguri!!!
