Trump, la pace di Lucerna e i soliti scivoloni
Questa settimana c’è stato il G7 in Francia, ma soprattutto è stata finalmente la settimana della pace sul conflitto Iraniano da suggellare a Lucerna. Una vittoria americana? Gli analisti dicono di no, pare l’accordo sia sensibilmente peggiorativo di quello siglato dieci anni fa da Obama e poi stracciato da, guarda un po’, Trump stesso. In più si parla di fornire fondi per pagare i danni di guerra, non esattamente una cosa comune ai vincitori. E’ evidente anche ad uno stupido che questa guerra sia stata una topica pazzesca per gli USA che si sono fatti travolgere (soprattutto il presidente) dagli eventi e dalle moine d’Israele che da allora sta cercando di alimentare il fuco quanto meglio può per cercare di fare tabula rasa di quanti più nemici può nell’area. Il fatto è che anche questo tentivo è fallito con il solito scambio di accuse che rende ancora una volta puerile e cialtronesca l’amministrazione americana. Non contento, Trump si è poi lanciato in commenti molto poco lusinghieri circa l’incontro, a margine del G7 appunto con Giorgia Meloni. “Mi ha implorato di fare una foto. Mi ha fatto pena.” Al netto che Meloni possa a verlo anche fatto, cosa che dubito, ad oggi come politico cercherei di stare il più lontano possibile da Trump che da un momento all’altro potrebbe sparare qualsiasi cosa e che peraltro è sempre meno bene voluto non solo in casa propria. Ci sarebbe da ridere, non fosse che è la persona con più potere al mondo: un bullo con una valigetta nucleare a disposizione.
AI e la nuova guerra fredda
Al solito l’AI, come da mesi, sta concentrando l’attenzione su temi delicati ed in alcuni casi perfino cruciali e strategici. Antropic ha infatti dovuto ritirare un modello appena uscito perchè il governo degli US gli ha imposto di non renderlo disponibile a chi non è cittadinao americano. Secondariamente Apple ha confermato che non rilascerà in EU la nuova versione di Siri con AI perchè non è pervenuta ad un accordo con la Commissione Europea sul come questo dispositivo dovrà rendere disbonibili alcuni dati fuori dal contesto iOS. Sono due esempi diversi, ma che testimoniano per varie velocità come questi tecnologici potranno diventare strategeci per il futuro e essere completamente a traino di chi li fornisce senza avere nulla di proprio possa esporre a “embarco” mascherati se non una vera e propria segregazione tecnologica.
Il minitriplete dell’Olimpia Milano
L’Olimpia ha chiuso la stagione in maniera trionfale, vincendo lo scudetto in gara 4 a Venezia dopo un percorso di playoff quasi perfetto che ne ha testimoniato una sostanziale superiorità un po’ su tutte le avversarie. Detto che la Virtus, l’unica negli ultimi anni ad aver realmente messo i bastoni fra le ruote alle “scarpette rosse”, è praticamente implosa dopo il divorzio con Dusko Ivanovic forse era più che lecito attenderselo. Lecito ma non scontato. Abbiamo visto negli anni come in più di un’occasione ci sia complicato la vita all’inverosimile. Credo che il vero nome dell’anno sia stato quello di Peppe Poeta. Che fosse bravo era stato già abbastanza chiaro lo scorso anno dove ha condotto Brescia fino alla finale playoff. Quello che mi piace di lui è la modalità di approccio ai giocatori, diametralmente opposta a quella di Messina più fedele alla vecchia scuola fatta di urla e strepiti ad ogni mezzo errore. Con i giocatori il buon Peppe sembra avere più un atteggiamento da fratello maggiore che da padre padrone. Chiariamoci non sto dicendo che una modalità sia perforza meglio dell’altra ma è evidente che ha sfaccettature distinte. Io stesso sulla mia pelle da giocatore dilettante ho confutato che l’approccio super assertivo fatto di urlate e occhiatacce con me funzionava molto meno di un approccio dialogato e ragionato e se ne sentivo il bisogno da Rookie, questa necessità è sempre più aumentata nel corso degli anni con la “vecchiaia”. Vinto, ed in un certo senso, stravinto in Italia per il buon Peppe si stratta di passare ad un attacco più deciso all’Europa, perchè se da un lato è vero che non gli si chiede di vincere l’Eurolega certamente ci si aspetta una stagione che sia un po’ meno da “acqua alla gola” e più da piani alti (almeno play-in). Vedremo che accadrà anche perchè nomi importanti di questa rosa sembrano destinati all’addio e occorrà vedere un po’ bene chi e come verranno rimpiazzati.