Oggi è l’ultimo giorno da quarantenne e se è vero che mano a mano che si invecchia l’età diventa sempre più relativa devo ammettere che è un giro di boa importante. Gli ultimi 10 anni sono stati un significativo cambio di passo verso una stabilità/maturità finalmente acquisita in tutti i campi, primo fra tutti quello famigliare e devo dire che questo relativizza ancora di più ogni discorso sugli anni che passano: ragionare su un futuro senza punti fissi per una persona come me non è mai stato particolarmente rassicurante. Certo è che questa stabilizzazione ha lasciato indietro pezzi importanti come il basket (scarpette definitivamente appese da un paio d’anni), teatro da appena dopo il covid… Insomma alcuni interessi e hobby è normale che ne abbiano risentito ma, eccetto il basket almeno nella modalità “giocatore”, si potrà sempre riprenderli tra qualche anno.
Forse la cosa che ultimamente mi sta rendendo meno sereno e più inquieto è la situazione (geo)politico/sociale internazionale. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un progressivo e costante sgretolamento delle certezze faticosamente costruite nell’ultimo dopoguerra. La parola “guerra” in mille accezioni è tornata al centro delle agende, i populismi stanno portando a derive sempre più autoritarie e sempre più destrorse. Uno degli esempi più limpidi lo abbiamo in casa con i Vannacciani: un plotone di fascistoidi senza arte ne parte che credono di poter cancellare semplicemente con una sorta di mandato popolare lo schifo a cui si rifanno: becero razzismo unito al peggior populismo in circolazione. In sostanza la solita vecchia solfa: lavorare sulle paure delle persone per metterle le une contro le altre. Un altro esempio sono stati i fatti Ceuta (exclave spagnolo in territorio Marocchino) dove attraverso un tam-tam social era stata diffusa la notizia, falsa, che la Spagna avesse aperto le frontiere generando una vera e propria piccola invasione. Un mondo in cui la globalizzazione va bene solo se mi fa avere le cose su Temu o Amazon per pochi spicci o se mi porta la pizza sotto casa quando diluvia, se però questi chiedono qualcosa di più… Eh no, “aiutiamoli a casa loro”. Insomma, se mio nonno e mio padre ci hanno lasciato una vita decisamente più agiata e un mondo un pochino migliore ho qualche dubbio che la mia generazione stia facendo altrettanto. Spero di sbagliarmi.
Tanti auguri a me!