La settimana di Beren 21/2026

Edo l’untore

Come anticipato la scorsa settimana Edo si è preso la febbre che poi si è verificato essere Scarlattina. Ho sempre pensato fosse dovuta ad un virus ed invece è un batterio lo streptococco, quindi 10 giorni di antibiotico e passa la paura. In tutto questo questo weekend anche io mi prendo la febbre: sarà la stessa cosa? A quanto pare no, il tampone parla, “sarà qualcosaltro” ha detto il dottore che mi ha fatto il tampone, cosa? Boh! Restail fatto che è la terza volta da Novembre che faccio la febbre quest’anno, ok la vecchiaia ma qui c’è un cavallo di troia che ci sta giocando.

Parole della settimana:

  • Cuccaio: cucchiaio
  • Bata! Facio io!: ogni volta che cerchi di fargli fare qualcosa che no vuole fare

L’imbarbarimento dell’umanità

Negli ultimi mesi, specialmente da quando c’è Trump, si è notato un notevole cambio di registro, in peggio, nella modalità di comunicare e di rapportarsi al mondo che ci circonda. L’utilizzo di un linguaggio spesso scurrile, quasi sempre poco rispettoso di se e degli altri e una modalità fortemente assertiva che era propria principalmente dei social è diventato un connotato normale della vita di tutti i giorni ed in particolar modo per la parte politica che governa e, in alcuni casi, fa opposizione. Mi verrebbe che tutto ciò che di brutto hanno fatto i social negli ultimi anni, invece di essere relegato a quell’ambito, viene promosso e celebrato a maniera di intendere e comunicare comune. Se una volta certi atteggiamenti (da leone da tastiera) erano relegati in quell’ambito perchè non ammissibili nella vita reale ora sembrano essere del tutto ammissibili. Quella società di tolleranza ed inclusione che si è faticosamente cercato di costruire nell’ambito di decenni e che ritenevamo acquisita e non in discussione tragicamente lo è diventata al punto che da mesi si assistono alle peggio cose in TV e sui social. Ha fatto scalpore in particolare la totale mancanza di pudore e rispetto che Ben Gvir, un esponente dell’ala ultraortodossa israeliana, ha avuto nei confronti di alcuni attivisti pro-Gaza intercettate dalle forze Israeliane. Uno dei massimi esponenti di un popolo che ha ricevuto quello che tutti sappiamo che, in qualche modo commette gli stessi errori dei propri aguzzini. Non c’è freno alla barbarie, queste cose creano mostri sempre più grandi e sempre più affamati. Sarebbe bello ripartire dalla gentilezza rispettando le opinioni di altri senza dover perforza imporre le proprie. Ci abbiamo provato per tanto tempo, non fermiaoci ora che il mondo sta andando da un’altra parte: non c’è un’ alternativa differente a questi mostri.

AI Week più marchette che altro

E’ stata la settimana dell’AI Week a Milano e ci ho fatto un giro per vedere che cosa bolle in pentola in un settore che negli ultimi mesi ha vissuto un livello di scizzofrenia importante, tra continui improvement di LLM e soluzioni di mercato che si prefiggono di rivoluzionare un po’ tutto dalla gestione delle comuni attività lavorative fino alla scrittura completa di codice o alla diagnosi precoce delle malattie. Beh, non vi nascondo che mi aspettavo qualcosa di diverso: tanti, forse troppi espositori, molti dei quali che fanno più o meno le stesse cose ma di contenuti in sè per sè, se ne sono visti pochi. Gli speech erano molti si, ma spesso di appena 15 minuti in cui non c’era il tempo di entrare nei dettagli di cosa si è fatto e come.

Juve in EuropaLeague, l’Olimpiakos è campione d’europa

Si è conclusa la stagione calcistica con l’ennesima annata da dimenticare per la vecchia signora. Due allenatori cambiati, la quasi totalità degli acquisti estivi ed invernali relegati in panchina. Un gioco che ha spaziato tra ottimi momenti e pessimi ma, ed è quel che realmente conta, pessimi risultati: fuori dalla Champions ai 16mi contro una squadra mediocre come il Galatasaray, fuori dalla lotta scudetto già a Novembre, fuori dalla Champions del prossimo anno. Ma quello che più conta è che ancora latita un progetto vero e solido su cui programmare: Comolli finora non si capisce bene se ci fa o ci è ma i risultati sono impietosi. E ad oggi l’orizzonte è tutto tranne che sgombro di nubi. Si è conclusa anche l’eurolega con la vittoria dell’Olimpiakos Pireo in una finale al solito motlo combattuta contro il Real (ancora loro). La mia Olimpia invece non ha raggiunto nemmeno i play-in anche quest’anno accarezzati fino all’ultimo ma mai veramente concretizzati, sarà per il prossimo anno, anche quest’anno.

La settimana di Beren 20/2026

Edo, il primo perchè e la scarlattina

Settimana memorabile per Edo: lo scorso 14 Maggio per la prima volta ha sparato il suo primo “perchè?”, in realtà sono stati 3 in sequenza, poi, da allora più nulla… Siamo in attesa di futuri sviluppi: prove tecniche di anni ribelli. Venerdì sera inoltre è arrivata la prima malattia infettiva dell’anno: la scarlattina. Ovviamente di venerdì sera, per impreziosire il weekend. Le parole più in voga delle ultime settimane sono:

  • Papello: Cappello
  • Pampane: Campane
  • Aeo: Aereo

Il dramma dei sub alle Maldive

Ha suscitato molto sconcerto l’incidente che lo scorso giovedì ha coinvolto un gruppo di sub italiani alle Maldive. Forse perchè normalmente a quel paradiso terrestre è difficile associare qualcosa che non sia, felicità, allegria, divertimento e forse per il fatto che questo gruppo era composto da ricercatori che ci lavorano in mare. Ancora a quasi una settimana di distanza non sono ancora stati recuperati tutti i corpi e nemmeno sono chiari i controni della vicenda: in primis cosa ha causato l’incidente. La natura in sè non è ne buona ne cattiva, questo è ovvio ma, quando ci si spinge oltre il limite, anche se con obbiettivi lodevoli non si deve mai dare nulla per scontato.

Car-strike e razzismo all’italiana

Un altro episodio che ha generato parecchio scalpore è stato l’invetimento di pedoni che passeggiavano nel centro di Modena ad opera di un italiano di seconda generazione: nato in Italia da genitori stranieri. Per la verità quasi subito il tema terroristico è stato smontato: la persona non sembra per nulla radicalizzata, semmai aveva problemi psichici importanti che lo avevano persino attenzioonato a cure specifiche in passato. Fortunatamente non ci sono stati morti ma una donna tedesca ha subito l’amputazione di entrambe le gambe e molti altri sono stati coinvolti con modalità meno cruente. Ciò che mi ha disgustato è stata la strumentizazzione fatta da una certa destra che, con Salvini ma anche con Vannacci ha colto subito l’occasione per cavalcare i soliti cavalli della paura chiedendo che si dia una stretta ai permessi di soggiorno etc… Detto che serva qualcuno che spieghi a Salvini che un italiano non lo puoi reimpatriare se non in Italia stessa è terribile vedere come negli anni i tasti su cui si preme quando si parla di certi argomenti sono sempre gli stessi oggi come cento anni fa, sperando che i risultati siano differenti…

Roma, gli internazionali, il calcio e il caos ma è sempre Sinner

Sportivamente l’ultima settimana è stata quasi monopolizzata dagli internazionali d’Italia (aka Masters 1000 di Roma) dove ci si attendeva il trionfo di un Italiano, anche se il cognome non è proprio italiano, ma qui a Salvini sta bene tanto che si è visto la partita in tribuna a spese nostre. Alla fine trionfo è stato con qualche patema nel match di venerdì con Medvedev ma tutto sommatto abbastanza in agilità, vista anche l’assenza di Alcaraz. Per una volta però più che il campo da tennis sono le cose che sono successe attorno ad aver avuto un peso non banale. In primis la concomitanza per domenica 12 della finale del torneo con il derby che ha generato in prima istanza lo spostamento dello stesso al lunedì, non fosse che ciò avrebbe docuto impattare anche tutte le altre gare della domenica che rigurdavano altre squadre coinvolte nella lotta Champions. Una bagarre degna delle peggio commedie che è giunta fino al TAR che ha deciso di non decidere rimandando tutto a Prefettura e Lega Calcio. Un altro fatto curioso è che qualche giorno prima durante un match dei quarti che coinvolgeva Darderi dei fumogeni provenienti dall’Olimpico, non lontano, dove l’Inter stava feteggiando la Coppa Italia, hanno bloccato la partita per diversi minuti per problemi di visibilità. Insomma il calcio che per anni è stato visto come il re degli sport italiani e che, da tempo: lodicono i risultati non lo è più ma ancora si atteggia come tale. Chiudo con un estratto delle dichiarazioni di Angelo Binaìghi, presidente di Federtennis che valgono più di una lapide sullo status del calcio italiano:

“Qui c’è il supervisor dell’ATP e questo torneo ha un’organizzazione differente dal campionato di calcio. Loro possono cambiare quando vogliono, noi no perché abbiamo altri obblighi. E non si può pensare di spostare una finale solo perché un deficiente, così ho letto stamattina, ha fatto coi piedi un calendario”.

Fonte: FanPage