Edo l’untore
Come anticipato la scorsa settimana Edo si è preso la febbre che poi si è verificato essere Scarlattina. Ho sempre pensato fosse dovuta ad un virus ed invece è un batterio lo streptococco, quindi 10 giorni di antibiotico e passa la paura. In tutto questo questo weekend anche io mi prendo la febbre: sarà la stessa cosa? A quanto pare no, il tampone parla, “sarà qualcosaltro” ha detto il dottore che mi ha fatto il tampone, cosa? Boh! Restail fatto che è la terza volta da Novembre che faccio la febbre quest’anno, ok la vecchiaia ma qui c’è un cavallo di troia che ci sta giocando.
Parole della settimana:
- Cuccaio: cucchiaio
- Bata! Facio io!: ogni volta che cerchi di fargli fare qualcosa che no vuole fare
L’imbarbarimento dell’umanità
Negli ultimi mesi, specialmente da quando c’è Trump, si è notato un notevole cambio di registro, in peggio, nella modalità di comunicare e di rapportarsi al mondo che ci circonda. L’utilizzo di un linguaggio spesso scurrile, quasi sempre poco rispettoso di se e degli altri e una modalità fortemente assertiva che era propria principalmente dei social è diventato un connotato normale della vita di tutti i giorni ed in particolar modo per la parte politica che governa e, in alcuni casi, fa opposizione. Mi verrebbe che tutto ciò che di brutto hanno fatto i social negli ultimi anni, invece di essere relegato a quell’ambito, viene promosso e celebrato a maniera di intendere e comunicare comune. Se una volta certi atteggiamenti (da leone da tastiera) erano relegati in quell’ambito perchè non ammissibili nella vita reale ora sembrano essere del tutto ammissibili. Quella società di tolleranza ed inclusione che si è faticosamente cercato di costruire nell’ambito di decenni e che ritenevamo acquisita e non in discussione tragicamente lo è diventata al punto che da mesi si assistono alle peggio cose in TV e sui social. Ha fatto scalpore in particolare la totale mancanza di pudore e rispetto che Ben Gvir, un esponente dell’ala ultraortodossa israeliana, ha avuto nei confronti di alcuni attivisti pro-Gaza intercettate dalle forze Israeliane. Uno dei massimi esponenti di un popolo che ha ricevuto quello che tutti sappiamo che, in qualche modo commette gli stessi errori dei propri aguzzini. Non c’è freno alla barbarie, queste cose creano mostri sempre più grandi e sempre più affamati. Sarebbe bello ripartire dalla gentilezza rispettando le opinioni di altri senza dover perforza imporre le proprie. Ci abbiamo provato per tanto tempo, non fermiaoci ora che il mondo sta andando da un’altra parte: non c’è un’ alternativa differente a questi mostri.
AI Week più marchette che altro
E’ stata la settimana dell’AI Week a Milano e ci ho fatto un giro per vedere che cosa bolle in pentola in un settore che negli ultimi mesi ha vissuto un livello di scizzofrenia importante, tra continui improvement di LLM e soluzioni di mercato che si prefiggono di rivoluzionare un po’ tutto dalla gestione delle comuni attività lavorative fino alla scrittura completa di codice o alla diagnosi precoce delle malattie. Beh, non vi nascondo che mi aspettavo qualcosa di diverso: tanti, forse troppi espositori, molti dei quali che fanno più o meno le stesse cose ma di contenuti in sè per sè, se ne sono visti pochi. Gli speech erano molti si, ma spesso di appena 15 minuti in cui non c’era il tempo di entrare nei dettagli di cosa si è fatto e come.
Juve in EuropaLeague, l’Olimpiakos è campione d’europa
Si è conclusa la stagione calcistica con l’ennesima annata da dimenticare per la vecchia signora. Due allenatori cambiati, la quasi totalità degli acquisti estivi ed invernali relegati in panchina. Un gioco che ha spaziato tra ottimi momenti e pessimi ma, ed è quel che realmente conta, pessimi risultati: fuori dalla Champions ai 16mi contro una squadra mediocre come il Galatasaray, fuori dalla lotta scudetto già a Novembre, fuori dalla Champions del prossimo anno. Ma quello che più conta è che ancora latita un progetto vero e solido su cui programmare: Comolli finora non si capisce bene se ci fa o ci è ma i risultati sono impietosi. E ad oggi l’orizzonte è tutto tranne che sgombro di nubi. Si è conclusa anche l’eurolega con la vittoria dell’Olimpiakos Pireo in una finale al solito motlo combattuta contro il Real (ancora loro). La mia Olimpia invece non ha raggiunto nemmeno i play-in anche quest’anno accarezzati fino all’ultimo ma mai veramente concretizzati, sarà per il prossimo anno, anche quest’anno.