La settimana di Beren 28/2026

Edo lingua lunga

Le ultime due e tre settimane Edo è passato dal parlottare ad un vero e proprio fiume di parole, con forte accento a domande ma anche canzoncine tipo “Appi tuti tu iu” (tradotto “happy birthday to you!”). E prodigioso vedere come progredisca di giorno in giorno ma soprattutto come di tanto in tanto ci siano delle accelerazioni davvero esponenziali. Da qualche giorno ha anche imparato a saltare e con con grande soddisfazione. Ad essere sinceri non è ancora un’abilità del tutto acquisita ma, anche lì si fanno progressi.

Trump, la FIFA, la NATO e il pasticciaccio Iran

Per la rubrica Trump fa e disfa cose questa settimana si è aperta con la polemica sul mondiale di calcio dopo che la FIFA in maniera deltutto inattesa e assolutamente inconsueta a tolto la squalifica ad un attaccante degli USA che era stato squalificato per un’espulsione ricevuta nella partita precedente. Infantino si è difeso parlando di una legittima scelta di un comitato indipendente della FIFA su cui nemmeno lui ha potere, salvo poi essere smentito dallo stesso Trump che si è pavoneggiato di aver chiamato Infantino ed aver richiesto che l’espulsione fosse tolta. Una pessima figura per la FIFA che ha aperto ad un grosso precedente e che ha dato un’idea di opacità a tutta la manifestazione. Sulla sistematica incapacità di Trump di rispettare le regole del gioco e non voler piegare tutto alla propri capricci inutile insistere. Certo è che non sempre trova gente che gli si butta ai piedi. Se infatti, nel vertice NATO che si è tenuto a metà settimana si può dire che abbia sostanzialmente ottenuto quello che voleva, con un impegno sempre più importante in ambito spese militari europee (anche se a velocità differenti) il conflitto con l’Iran resta un nodo irrisolto dopo che anche questa settimana il “cessate il fuoco” è stato nuovamente violato e si è tornato ad azioni militari e ritorsioni da entrambe le parti. Purtroppo un’ennesima doccia fredda che ha già riacceso la spia sui rifornimenti di petrolio e gas mondiali.

Sinner raddoppia

A Wimbledon è andato in scena il bis di Sinner: in una finale non facile con uno Zverev particolarmente ispirato, Jannick ha dimostrato se ancora ce ne fosse bisogno di fare parte di quell’elite di fenomeni che nascono una volta ogni n anni. L’italia così dopo più di 100 anni di attesa non solo vince Wimbledon ma addirittura si ripete. Ora c’è da preparare gli Open US dove probabilmente tornerà anche Alcaraz, ma godiamocelo questo campionissimo che tutti ci invidiano. Nota di colore: durante la finale ero a bermi una cosa al bar di Teglio e sento due signori che discutono di Sinner (uno stava vedendo il match, come me, sul dispositivo mobile) e commentano la partita, non ricordo nulla di simile che non riguardasse il calcio. Questi campioni sono un patrimonio pazzesco, speriamo di riuscire a sfruttarli nel modo corretto per contiuare a coltivare un movimento che negli ultimi anni è stato davvero importante.

La settimana di Beren 25/2026

Trump, la pace di Lucerna e i soliti scivoloni

Questa settimana c’è stato il G7 in Francia, ma soprattutto è stata finalmente la settimana della pace sul conflitto Iraniano da suggellare a Lucerna. Una vittoria americana? Gli analisti dicono di no, pare l’accordo sia sensibilmente peggiorativo di quello siglato dieci anni fa da Obama e poi stracciato da, guarda un po’, Trump stesso. In più si parla di fornire fondi per pagare i danni di guerra, non esattamente una cosa comune ai vincitori. E’ evidente anche ad uno stupido che questa guerra sia stata una topica pazzesca per gli USA che si sono fatti travolgere (soprattutto il presidente) dagli eventi e dalle moine d’Israele che da allora sta cercando di alimentare il fuco quanto meglio può per cercare di fare tabula rasa di quanti più nemici può nell’area. Il fatto è che anche questo tentivo è fallito con il solito scambio di accuse che rende ancora una volta puerile e cialtronesca l’amministrazione americana. Non contento, Trump si è poi lanciato in commenti molto poco lusinghieri circa l’incontro, a margine del G7 appunto con Giorgia Meloni. “Mi ha implorato di fare una foto. Mi ha fatto pena.” Al netto che Meloni possa a verlo anche fatto, cosa che dubito, ad oggi come politico cercherei di stare il più lontano possibile da Trump che da un momento all’altro potrebbe sparare qualsiasi cosa e che peraltro è sempre meno bene voluto non solo in casa propria. Ci sarebbe da ridere, non fosse che è la persona con più potere al mondo: un bullo con una valigetta nucleare a disposizione.

AI e la nuova guerra fredda

Al solito l’AI, come da mesi, sta concentrando l’attenzione su temi delicati ed in alcuni casi perfino cruciali e strategici. Antropic ha infatti dovuto ritirare un modello appena uscito perchè il governo degli US gli ha imposto di non renderlo disponibile a chi non è cittadinao americano. Secondariamente Apple ha confermato che non rilascerà in EU la nuova versione di Siri con AI perchè non è pervenuta ad un accordo con la Commissione Europea sul come questo dispositivo dovrà rendere disbonibili alcuni dati fuori dal contesto iOS. Sono due esempi diversi, ma che testimoniano per varie velocità come questi tecnologici potranno diventare strategeci per il futuro e essere completamente a traino di chi li fornisce senza avere nulla di proprio possa esporre a “embarco” mascherati se non una vera e propria segregazione tecnologica.

Il minitriplete dell’Olimpia Milano

L’Olimpia ha chiuso la stagione in maniera trionfale, vincendo lo scudetto in gara 4 a Venezia dopo un percorso di playoff quasi perfetto che ne ha testimoniato una sostanziale superiorità un po’ su tutte le avversarie. Detto che la Virtus, l’unica negli ultimi anni ad aver realmente messo i bastoni fra le ruote alle “scarpette rosse”, è praticamente implosa dopo il divorzio con Dusko Ivanovic forse era più che lecito attenderselo. Lecito ma non scontato. Abbiamo visto negli anni come in più di un’occasione ci sia complicato la vita all’inverosimile. Credo che il vero nome dell’anno sia stato quello di Peppe Poeta. Che fosse bravo era stato già abbastanza chiaro lo scorso anno dove ha condotto Brescia fino alla finale playoff. Quello che mi piace di lui è la modalità di approccio ai giocatori, diametralmente opposta a quella di Messina più fedele alla vecchia scuola fatta di urla e strepiti ad ogni mezzo errore. Con i giocatori il buon Peppe sembra avere più un atteggiamento da fratello maggiore che da padre padrone. Chiariamoci non sto dicendo che una modalità sia perforza meglio dell’altra ma è evidente che ha sfaccettature distinte. Io stesso sulla mia pelle da giocatore dilettante ho confutato che l’approccio super assertivo fatto di urlate e occhiatacce con me funzionava molto meno di un approccio dialogato e ragionato e se ne sentivo il bisogno da Rookie, questa necessità è sempre più aumentata nel corso degli anni con la “vecchiaia”. Vinto, ed in un certo senso, stravinto in Italia per il buon Peppe si stratta di passare ad un attacco più deciso all’Europa, perchè se da un lato è vero che non gli si chiede di vincere l’Eurolega certamente ci si aspetta una stagione che sia un po’ meno da “acqua alla gola” e più da piani alti (almeno play-in). Vedremo che accadrà anche perchè nomi importanti di questa rosa sembrano destinati all’addio e occorrà vedere un po’ bene chi e come verranno rimpiazzati.

La settimana di Beren 24/2025

Edo dal parrucchiere

Complice il caldo di questo inizio di Giugno, la capigliatura di Edo si trasformava giornalmente in un casco di sudore, quindi, mossi da compassione, ci siamo finalmente decisi a portarlo da parrucchiere. Il timore è che non stesse fermo ma, con il telefono davanti passa la paura e così, in men che non si dica ci siamo ritrovati una piccola recluta delle giovani marmotte. E così come accade quando vedi una pecora prima e dopo la tosatura ti viene quasi da dirti “ma sono lo stesso bambino?”

Parole della settimana:

  • Appete: tablet
  • Latte della mucca Lola

Mai scommetter contro Elon

E’ stata la settimana dell’IPO più importante della storia, quella di SpaceX di Musk. Detto che, a mala pena so cos’è un IPO, mi sembra di capire che da molti esperti ci sia molto scetticismo su questa operazione. Le motivazioni in realtà vanno oltre la mia povera comprensione, ma sinteticamente mi sembra di capire che il valore che sta dando il mercato all’operazione sia più tarato sulla figura di Musk che sul reale valore. Ovviamente, come sempre accade in questi casi, si va dai catastrofisti che chiedono solo di attendere qualche mese a quelli che dicono che le promesse di Musk siano realmente raggiungibili. Questo dilemma, da buon risparmiatore mi ha divorato per qualche giorno, ci entro o non ci entro? Contribuisco anch’io a fare di Musk l’uomo più ricco del mondo? Alla fine ho ceduto ad un sentito dire della finanza americana “Never bet against Elon”. Vedremo se anche stavolta avrà ragione lui.

Al via al mondiale di calcio

E’ partito il mondiale di calcio con la prima partita di apertura, già perchè essendo tre le nazioni ospitanti ce ne sarà una per ogni nazione, attendo con ansia quando faranno anche tre finali, ci arriveremo. E’ un mondiale abbastanza singolare perchè sarà il last dance di molti fenomeni degli ultimi ventanni in primis Messi e Ronaldo e diciamo che se si esclude Mbappè dei veri eredi ancora non si vedono. E’ iniziato malissimo, con un pessimo trattamento all’immigrazione in USA per molti giocatori provenienti da alcune nazioni e, addirittutra un arbitro Somalo è stato rimandato a casa. Soprattutto è il terzo mondiale senza l’Italia, di fila. E già questo getta un velo si conforto su tutto. La magia del mondiale è qualcosa che non si può descrivere, va vissuta e sarebbe davvero un peccato mortale arrivare ai prossimi impreparati anche perchè li avremo alle porte di casa.

La settimana di Beren 23/2025

La guerra dei poveri sempre più poveri

E’ stato scovolgente l’episodio che ha visto alcuni Pakistani rinchiudere in un’auto dei connazionali per poi dargli fuoco, il tutto ripreso dalle telecamere di un distributore di benzina dove il fatto si è consumato. Pare che il tutto sia nato da un dissidio legato al racket dei braccianti agricoli, gli assassini avrebbero infatti chiesto una sorta di pizzo agli altri che non gradendolo è sfociato in una lite da gli esuli raccapriccianti. Siamo a una settimana da quella che sembra essere l’IPO più importante della storia, quella di SpaceX, che i ben informati dicono farà diventare Musk il primo trilionario della storia. Se è vero che il comunismo ha fallito, questo capitalismo globalizzato non mi sembra stia molto bene. Non è possibile che tale denaro e potere siano concentrati nelle mani di una sola persona quando il resto del mondo deve sfamarsi con le briciole.

Il Rolland Garros quasi italiano

La notizia della settimana, sportivamente parlando è certamente, il percorso degli italiano allo Slam parigino. Se, infatti alla vigilia in molti avrebbero dato come quasi scontato un’italiano in finale, altrettanti non avrebbero mai pensato non sarebbe stato Sinner. Invece, complice il malessere del numero uno al mondo, in finale c’è stato si un italiano ma Cobolli, e la cosa che ancora più stupisce è che ne avevamo ben tre ai quarti di finale. La metamorfosi del tennis italiano, da perenne seconda, terza linea, si sta ormai ridefinendo in un protagonismo impensabile fino a quattro o cinque anni fa. E se uno come Sinner non lo programmi, ti capita, certamente tutto il movimento, così in salute, lo puoi solo avere grazie ad un sistema sano che produce talenti e riesce a fare emergere e valorizzare i migliori. Ogni riferimento ad altri sport è deltutto voluto.

La settimana di Beren 22/2026

Il ponte in Puscina

Quest’anno il ponte del 2 Giugno è stato particolarmente felice e questo ci ha consentito di prenderci qualche giorno in completa relax in quel di Padenghe sul lago di Garda. Siamo stati ospiti dell’agriturismo “il podere degli ulivi” dove di ulivi ce ne sono davvero tanti, non li ho contati… Occasione di relax e per fare il primo bagno dell’anno ad Edo visto che c’è una bella piscini grande tra gli ulivi. Rispetto allo scorso anno dove l’approccio all’acqua, in particolare quella di mare, era stato più lungo e complicato la piscina è stato un vero successo. Probabilmente ha giocato a favore il corso di nuoto fatto in inverno che ne ha stimolato la famigliarità ma in pochissimo ha cominciato a galleggiare con i soli braccioli e soprattutto di è divertito con tutti e schizzi. Tutte le volte che vado sul Garda devo dire che rimango piacevolmente colpito: per essere un lago non è come quelli di queste zone dall’acqua verde bottiglia ma ti da una sensazione molto più vicina al mare.

Parole della settimana:

  • Puscina: piscina
  • Fafè: caffè

Sinner non è un robot

Questa settimana registra la fragorosa uscita di scena di Sinner ai 16mi di finale del Rolland Garros. Uscita non tanto tecnica: stava vincendo 2-0 il proprio match quando è stato colto da un colpo di calore (si giocava alle 13 sotto il sole ad oltre 30 gradi) che lo ha praticamente azzerato. Lo shoc non è stato tanto la sconfitta in sè ma quanto il fatto che sia avvenuta dopo una striscia di vittorie considerevole che ne aveva dipinto quasi un’aurea d’invicibilità. Beh, non è così, e forse è più simpatico così… Che si riposi per Wimbledon, una doppietta sarebbe davvero bella.

La settimana di Beren 21/2026

Edo l’untore

Come anticipato la scorsa settimana Edo si è preso la febbre che poi si è verificato essere Scarlattina. Ho sempre pensato fosse dovuta ad un virus ed invece è un batterio lo streptococco, quindi 10 giorni di antibiotico e passa la paura. In tutto questo questo weekend anche io mi prendo la febbre: sarà la stessa cosa? A quanto pare no, il tampone parla, “sarà qualcosaltro” ha detto il dottore che mi ha fatto il tampone, cosa? Boh! Restail fatto che è la terza volta da Novembre che faccio la febbre quest’anno, ok la vecchiaia ma qui c’è un cavallo di troia che ci sta giocando.

Parole della settimana:

  • Cuccaio: cucchiaio
  • Bata! Facio io!: ogni volta che cerchi di fargli fare qualcosa che no vuole fare

L’imbarbarimento dell’umanità

Negli ultimi mesi, specialmente da quando c’è Trump, si è notato un notevole cambio di registro, in peggio, nella modalità di comunicare e di rapportarsi al mondo che ci circonda. L’utilizzo di un linguaggio spesso scurrile, quasi sempre poco rispettoso di se e degli altri e una modalità fortemente assertiva che era propria principalmente dei social è diventato un connotato normale della vita di tutti i giorni ed in particolar modo per la parte politica che governa e, in alcuni casi, fa opposizione. Mi verrebbe che tutto ciò che di brutto hanno fatto i social negli ultimi anni, invece di essere relegato a quell’ambito, viene promosso e celebrato a maniera di intendere e comunicare comune. Se una volta certi atteggiamenti (da leone da tastiera) erano relegati in quell’ambito perchè non ammissibili nella vita reale ora sembrano essere del tutto ammissibili. Quella società di tolleranza ed inclusione che si è faticosamente cercato di costruire nell’ambito di decenni e che ritenevamo acquisita e non in discussione tragicamente lo è diventata al punto che da mesi si assistono alle peggio cose in TV e sui social. Ha fatto scalpore in particolare la totale mancanza di pudore e rispetto che Ben Gvir, un esponente dell’ala ultraortodossa israeliana, ha avuto nei confronti di alcuni attivisti pro-Gaza intercettate dalle forze Israeliane. Uno dei massimi esponenti di un popolo che ha ricevuto quello che tutti sappiamo che, in qualche modo commette gli stessi errori dei propri aguzzini. Non c’è freno alla barbarie, queste cose creano mostri sempre più grandi e sempre più affamati. Sarebbe bello ripartire dalla gentilezza rispettando le opinioni di altri senza dover perforza imporre le proprie. Ci abbiamo provato per tanto tempo, non fermiaoci ora che il mondo sta andando da un’altra parte: non c’è un’ alternativa differente a questi mostri.

AI Week più marchette che altro

E’ stata la settimana dell’AI Week a Milano e ci ho fatto un giro per vedere che cosa bolle in pentola in un settore che negli ultimi mesi ha vissuto un livello di scizzofrenia importante, tra continui improvement di LLM e soluzioni di mercato che si prefiggono di rivoluzionare un po’ tutto dalla gestione delle comuni attività lavorative fino alla scrittura completa di codice o alla diagnosi precoce delle malattie. Beh, non vi nascondo che mi aspettavo qualcosa di diverso: tanti, forse troppi espositori, molti dei quali che fanno più o meno le stesse cose ma di contenuti in sè per sè, se ne sono visti pochi. Gli speech erano molti si, ma spesso di appena 15 minuti in cui non c’era il tempo di entrare nei dettagli di cosa si è fatto e come.

Juve in EuropaLeague, l’Olimpiakos è campione d’europa

Si è conclusa la stagione calcistica con l’ennesima annata da dimenticare per la vecchia signora. Due allenatori cambiati, la quasi totalità degli acquisti estivi ed invernali relegati in panchina. Un gioco che ha spaziato tra ottimi momenti e pessimi ma, ed è quel che realmente conta, pessimi risultati: fuori dalla Champions ai 16mi contro una squadra mediocre come il Galatasaray, fuori dalla lotta scudetto già a Novembre, fuori dalla Champions del prossimo anno. Ma quello che più conta è che ancora latita un progetto vero e solido su cui programmare: Comolli finora non si capisce bene se ci fa o ci è ma i risultati sono impietosi. E ad oggi l’orizzonte è tutto tranne che sgombro di nubi. Si è conclusa anche l’eurolega con la vittoria dell’Olimpiakos Pireo in una finale al solito motlo combattuta contro il Real (ancora loro). La mia Olimpia invece non ha raggiunto nemmeno i play-in anche quest’anno accarezzati fino all’ultimo ma mai veramente concretizzati, sarà per il prossimo anno, anche quest’anno.

La settimana di Beren 20/2026

Edo, il primo perchè e la scarlattina

Settimana memorabile per Edo: lo scorso 14 Maggio per la prima volta ha sparato il suo primo “perchè?”, in realtà sono stati 3 in sequenza, poi, da allora più nulla… Siamo in attesa di futuri sviluppi: prove tecniche di anni ribelli. Venerdì sera inoltre è arrivata la prima malattia infettiva dell’anno: la scarlattina. Ovviamente di venerdì sera, per impreziosire il weekend. Le parole più in voga delle ultime settimane sono:

  • Papello: Cappello
  • Pampane: Campane
  • Aeo: Aereo

Il dramma dei sub alle Maldive

Ha suscitato molto sconcerto l’incidente che lo scorso giovedì ha coinvolto un gruppo di sub italiani alle Maldive. Forse perchè normalmente a quel paradiso terrestre è difficile associare qualcosa che non sia, felicità, allegria, divertimento e forse per il fatto che questo gruppo era composto da ricercatori che ci lavorano in mare. Ancora a quasi una settimana di distanza non sono ancora stati recuperati tutti i corpi e nemmeno sono chiari i controni della vicenda: in primis cosa ha causato l’incidente. La natura in sè non è ne buona ne cattiva, questo è ovvio ma, quando ci si spinge oltre il limite, anche se con obbiettivi lodevoli non si deve mai dare nulla per scontato.

Car-strike e razzismo all’italiana

Un altro episodio che ha generato parecchio scalpore è stato l’invetimento di pedoni che passeggiavano nel centro di Modena ad opera di un italiano di seconda generazione: nato in Italia da genitori stranieri. Per la verità quasi subito il tema terroristico è stato smontato: la persona non sembra per nulla radicalizzata, semmai aveva problemi psichici importanti che lo avevano persino attenzioonato a cure specifiche in passato. Fortunatamente non ci sono stati morti ma una donna tedesca ha subito l’amputazione di entrambe le gambe e molti altri sono stati coinvolti con modalità meno cruente. Ciò che mi ha disgustato è stata la strumentizazzione fatta da una certa destra che, con Salvini ma anche con Vannacci ha colto subito l’occasione per cavalcare i soliti cavalli della paura chiedendo che si dia una stretta ai permessi di soggiorno etc… Detto che serva qualcuno che spieghi a Salvini che un italiano non lo puoi reimpatriare se non in Italia stessa è terribile vedere come negli anni i tasti su cui si preme quando si parla di certi argomenti sono sempre gli stessi oggi come cento anni fa, sperando che i risultati siano differenti…

Roma, gli internazionali, il calcio e il caos ma è sempre Sinner

Sportivamente l’ultima settimana è stata quasi monopolizzata dagli internazionali d’Italia (aka Masters 1000 di Roma) dove ci si attendeva il trionfo di un Italiano, anche se il cognome non è proprio italiano, ma qui a Salvini sta bene tanto che si è visto la partita in tribuna a spese nostre. Alla fine trionfo è stato con qualche patema nel match di venerdì con Medvedev ma tutto sommatto abbastanza in agilità, vista anche l’assenza di Alcaraz. Per una volta però più che il campo da tennis sono le cose che sono successe attorno ad aver avuto un peso non banale. In primis la concomitanza per domenica 12 della finale del torneo con il derby che ha generato in prima istanza lo spostamento dello stesso al lunedì, non fosse che ciò avrebbe docuto impattare anche tutte le altre gare della domenica che rigurdavano altre squadre coinvolte nella lotta Champions. Una bagarre degna delle peggio commedie che è giunta fino al TAR che ha deciso di non decidere rimandando tutto a Prefettura e Lega Calcio. Un altro fatto curioso è che qualche giorno prima durante un match dei quarti che coinvolgeva Darderi dei fumogeni provenienti dall’Olimpico, non lontano, dove l’Inter stava feteggiando la Coppa Italia, hanno bloccato la partita per diversi minuti per problemi di visibilità. Insomma il calcio che per anni è stato visto come il re degli sport italiani e che, da tempo: lodicono i risultati non lo è più ma ancora si atteggia come tale. Chiudo con un estratto delle dichiarazioni di Angelo Binaìghi, presidente di Federtennis che valgono più di una lapide sullo status del calcio italiano:

“Qui c’è il supervisor dell’ATP e questo torneo ha un’organizzazione differente dal campionato di calcio. Loro possono cambiare quando vogliono, noi no perché abbiamo altri obblighi. E non si può pensare di spostare una finale solo perché un deficiente, così ho letto stamattina, ha fatto coi piedi un calendario”.

Fonte: FanPage

La settimana di Beren 19/2026

Il mistero di Garlasco secondo atto

Questa settimana dopo mesi di clamore mediatico si è conclusa la fase delle indagini preliminari sul nuovo accusato del delitto avvenuto quasi ormai vent’anni fa e per il quale Alberto Stasi sta scontando una pena passata in giudicato da tempo. In se per sè il delitto ha sempre attirato molta attenzione per la mancanza di un movente forte e per il fatto che l’accusa non fosse mai riuscita ad avere prove certe ma solo indizi. Ecco, qui il dubbio è che ci si trovi davanti a qualcosa di simile: molti indizi mischiati ad un po’ di tutto incluse le intercettazioni dei soliloqui di Sempio in macchina, ma ancora una volta manchino le prove. Dato che si sta ora provando a trovare un altro colpevole, giustamente se chi lo sta facendo ha le basi per farlo, mi domando se sia così poi solida l’accusa con cui un altro è stato invece condannato in via definitiva. E se così non fosse non è forse il caso di chiedersi se ha senso perpetrare le stesse identiche metodologie ad un’altra persona? E dico di più: ha senso dare perforza un mostro a tutti i costi per chudersi una porta alle spalle senza avere la certezza che lo sia davvero? Probabilmente è quello che la gente vuole e pretende. Forse in alcuni casi bisognerebbe semplicemente prendere atto che certi delitti per come sono stati attuati ma anche investigati nell’immediato, possano non avere un colpevole, anche perchè potrebbe succedere a tutti di essere dalla parte di uno Stasi ed un Sempio e, essere accusati di una roba simile quando non lo si è stati è qualcosa di difficilmente concepibile se non ci sei dentro.

Il Bunga Bunga che mai si consuma

Sta andando avanti da qualche settimana una polemica sollevata dal Fatto Quotidiano che riguarda Nicole Minetti e la grazia che il capo dello stato le ha dato qualche settimana fa. Non entro nei dettagli perchè non è questo lo scopo ovviamente, ed anche perchè non ho nulla per poter giudicare. Mi limito solo ad annotare come, a discapito di non so quante richieste di grazia, si sia proprio scelto quella di una figura tanto chiacchierata e discussa, al centro di tanti scandali intorno al giro di ragazze che andavano alle “cene eleganti” del Berlusca. Lo trovo quantomeno singolare. Balotelli era famoso per aver mostrato dopo un gol la maglietta “Why always me?!”. Ecco… a me interessa più quello che non le ragioni in sè.

Trump, Rubio e il Papa

Per la rubrica cos’ha combinato Trump questa settimana, c’è stato l’ennesimo attacco al pontefice “perchè non vuole togliere la bomba atomica all’Iran”. La folle è che nel frattempo Rubio stava proprio andando a Roma per ricucire con il papa. Ancora una volta stupisce la schizzofrenia di un’amministrazione che dice pensa una cosa, ne dice un’altra e ne fa un’altra ancora. E’ così da mesi e pare che non ci sia possibilità di cambi almeno fino alle elezioni di mid-term che sono comunque tra 6 mesi… E intanto lo stallo su Iran ed Hormuz rimangono! Auguri!!!

La Settimana di Beren 18/2026

Primo maggio tra i becchi

Complice il ponte del primo Maggio abbiamo fatto una bella scarpinata in quel della “val di Rezzalo”, posto che fino a qualche giorno fa non sapevo nemmeno esistesse. Ho chiesto a Gemini se fosse percorribile con il passeggino e, con la solita modalità super entusiasta delle chat generative, mi sono visto rispondere in maniera affermativa: che era percorribile e soprattuto le pendenze non erano proprio proibitive. Quindi ci siamo armati e siamo partiti in direzione di un piccolo rifugio ad un’ora dal parcheggio. Devo ammettere che mi attendevo pendenze più easy ma tutto sommatto, anche grazie all’aiuto degli zii siamo riusciti ad arrivare in quota (1850 m) dove le fatiche sono state lavate da un lauto pasto a base di polenta, salsicce, formaggio e funghi. Edo ha potuto così, fare il primo incontro con dei becchi che circolavano i zona.

Addio a Zanardi & Super Sinner

Il primo maggio ci ha lasciato Alex Zanardi, pilota, atleta, personaggio irripetibile, una di quelle persone che lasciano il segno nelle vite degli altri nella maniera migliore, più sensibile: dando l’esempio. Ci mancherà, in questo mondo dove sembra che la gentilezza, l’attenzione verso gli altri e il pesnare positivo siano diventati una brutta abitudine.

Pasando invece allo sport giocato Sinner ha inanellato il quinto Master 1000 consentivo, record assoluto, disintegrando Zverev. Con Alcaraz ai box, pare fino a Giugno, la stra da verso l’ultimo slam che gli manca sebra spianata ed il mondo in cui si è sbarazzato del tedesco in finale sembra non lasciare granchè alla

Trump fa guerre e litiga con qualcuno

A proposito di persone positive passiamo al rinco più famoso del mondo che negli ultimi giorni dopo aver innondato i social con le sue immaginette mistiche sta continuando ad insultare gli ex partner politici, il Papa, l’Iran. La cosa purtroppo drammatica è che il blocco dello stretto di Hormuz è ancora attivo e gli strascichi, che perora qui si limitano al prezzo dei carburanti potranno diventare assai pesanti nei prossimi mesi.

La Settimana di Beren 17/2026

Edo compie 2 anni

E’ stato l’evento top della scorsa settimana, il 23 Edo ha compiuto 2 anni con ben tre festeggiamenti separati: al nido con tanto di coroncina e focaccine a corredo, in casa con mamma e nonna e poi nel weekend nella splendida magione dei nonni, con tutti gli zii. Non ci ha capito molto in realtà, ha scartato un po’ dei molti regali, si è mangiato più o meno tutto ma non si può chiedere molto di più. In realtà la sera del compleanno era molto agitato, tanto che si è svegliato nel cuore della notte e non voleva più riaddormentarsi, però è ancora troppo presto per una vera coscienza dell’evento.

Trump e l’attentato – Parte seconda

E’ stato anche il weekend del secondo attentato a Trump, anche se questo giro non si è arrivati a sparare direttamente sul presidente, fortunatamente. E’ accadatuto ad un galà con la stampa internazionale, quindi con una copertura mediatica importante e dquesto ha generato teorie complottiste su una messa in scena del presidente volta a sviare le attenzioni dalla situazione internazionale. Ce lo dobbiamo tenere, ancora per un po’ almeno. La cosa che a me fa specie è quello che ha scritto un tipo su X: “Trump ha il 36% di gradimento, quindi se siamo in tre in una stanza uno sta con lui”. Ecco, secondo me questo esempio dà un’idea del livello.

Varopoli Aka l’ultimo scandalo calcistico

Tra venerdì e sabato è scoppiato un nuovo scandalo intorno al calcio italiano: in pratica pare che il designatore Rocchi abbia definito, a tavolino degli arbitri compiacenti all’Inter che però non risulta essere indigata. In pratica “l’Inter non mi chiede nulla ma cmq io cerco di favorirla…”. Boh, ad occhio mi sembra l’ennesima lotta di palazzo per forzare un cambiamento che nei paesi normali avviene naturalmente al termine di percorsi predefiniti e obbiettivi più o meno raggiunti. Nel paese del Gattopardo invece, dove le poltrone sono tramandate di padre in figlio, non basta avere una serie A ai minimi storici in termini di interesse e competitività e nemmeno che la nazionale maggiore non parteci ai mondiali per 3 edizioni di fila per rivedere da capo a piedi l’organizzazione e la pianficazione dello sport (e di una delle industrie) più importanti del paese. Serve che per farlo, arrivino inchieste, si pronunicino ministri… Tristezza 2.0.