Edo lingua lunga
Le ultime due e tre settimane Edo è passato dal parlottare ad un vero e proprio fiume di parole, con forte accento a domande ma anche canzoncine tipo “Appi tuti tu iu” (tradotto “happy birthday to you!”). E prodigioso vedere come progredisca di giorno in giorno ma soprattutto come di tanto in tanto ci siano delle accelerazioni davvero esponenziali. Da qualche giorno ha anche imparato a saltare e con con grande soddisfazione. Ad essere sinceri non è ancora un’abilità del tutto acquisita ma, anche lì si fanno progressi.
Trump, la FIFA, la NATO e il pasticciaccio Iran
Per la rubrica Trump fa e disfa cose questa settimana si è aperta con la polemica sul mondiale di calcio dopo che la FIFA in maniera deltutto inattesa e assolutamente inconsueta a tolto la squalifica ad un attaccante degli USA che era stato squalificato per un’espulsione ricevuta nella partita precedente. Infantino si è difeso parlando di una legittima scelta di un comitato indipendente della FIFA su cui nemmeno lui ha potere, salvo poi essere smentito dallo stesso Trump che si è pavoneggiato di aver chiamato Infantino ed aver richiesto che l’espulsione fosse tolta. Una pessima figura per la FIFA che ha aperto ad un grosso precedente e che ha dato un’idea di opacità a tutta la manifestazione. Sulla sistematica incapacità di Trump di rispettare le regole del gioco e non voler piegare tutto alla propri capricci inutile insistere. Certo è che non sempre trova gente che gli si butta ai piedi. Se infatti, nel vertice NATO che si è tenuto a metà settimana si può dire che abbia sostanzialmente ottenuto quello che voleva, con un impegno sempre più importante in ambito spese militari europee (anche se a velocità differenti) il conflitto con l’Iran resta un nodo irrisolto dopo che anche questa settimana il “cessate il fuoco” è stato nuovamente violato e si è tornato ad azioni militari e ritorsioni da entrambe le parti. Purtroppo un’ennesima doccia fredda che ha già riacceso la spia sui rifornimenti di petrolio e gas mondiali.
Sinner raddoppia
A Wimbledon è andato in scena il bis di Sinner: in una finale non facile con uno Zverev particolarmente ispirato, Jannick ha dimostrato se ancora ce ne fosse bisogno di fare parte di quell’elite di fenomeni che nascono una volta ogni n anni. L’italia così dopo più di 100 anni di attesa non solo vince Wimbledon ma addirittura si ripete. Ora c’è da preparare gli Open US dove probabilmente tornerà anche Alcaraz, ma godiamocelo questo campionissimo che tutti ci invidiano. Nota di colore: durante la finale ero a bermi una cosa al bar di Teglio e sento due signori che discutono di Sinner (uno stava vedendo il match, come me, sul dispositivo mobile) e commentano la partita, non ricordo nulla di simile che non riguardasse il calcio. Questi campioni sono un patrimonio pazzesco, speriamo di riuscire a sfruttarli nel modo corretto per contiuare a coltivare un movimento che negli ultimi anni è stato davvero importante.