La settimana di Beren 23/2025

La guerra dei poveri sempre più poveri

E’ stato scovolgente l’episodio che ha visto alcuni Pakistani rinchiudere in un’auto dei connazionali per poi dargli fuoco, il tutto ripreso dalle telecamere di un distributore di benzina dove il fatto si è consumato. Pare che il tutto sia nato da un dissidio legato al racket dei braccianti agricoli, gli assassini avrebbero infatti chiesto una sorta di pizzo agli altri che non gradendolo è sfociato in una lite da gli esuli raccapriccianti. Siamo a una settimana da quella che sembra essere l’IPO più importante della storia, quella di SpaceX, che i ben informati dicono farà diventare Musk il primo trilionario della storia. Se è vero che il comunismo ha fallito, questo capitalismo globalizzato non mi sembra stia molto bene. Non è possibile che tale denaro e potere siano concentrati nelle mani di una sola persona quando il resto del mondo deve sfamarsi con le briciole.

Il Rolland Garros quasi italiano

La notizia della settimana, sportivamente parlando è certamente, il percorso degli italiano allo Slam parigino. Se, infatti alla vigilia in molti avrebbero dato come quasi scontato un’italiano in finale, altrettanti non avrebbero mai pensato non sarebbe stato Sinner. Invece, complice il malessere del numero uno al mondo, in finale c’è stato si un italiano ma Cobolli, e la cosa che ancora più stupisce è che ne avevamo ben tre ai quarti di finale. La metamorfosi del tennis italiano, da perenne seconda, terza linea, si sta ormai ridefinendo in un protagonismo impensabile fino a quattro o cinque anni fa. E se uno come Sinner non lo programmi, ti capita, certamente tutto il movimento, così in salute, lo puoi solo avere grazie ad un sistema sano che produce talenti e riesce a fare emergere e valorizzare i migliori. Ogni riferimento ad altri sport è deltutto voluto.

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