La settimana di Beren 25/2026

Trump, la pace di Lucerna e i soliti scivoloni

Questa settimana c’è stato il G7 in Francia, ma soprattutto è stata finalmente la settimana della pace sul conflitto Iraniano da suggellare a Lucerna. Una vittoria americana? Gli analisti dicono di no, pare l’accordo sia sensibilmente peggiorativo di quello siglato dieci anni fa da Obama e poi stracciato da, guarda un po’, Trump stesso. In più si parla di fornire fondi per pagare i danni di guerra, non esattamente una cosa comune ai vincitori. E’ evidente anche ad uno stupido che questa guerra sia stata una topica pazzesca per gli USA che si sono fatti travolgere (soprattutto il presidente) dagli eventi e dalle moine d’Israele che da allora sta cercando di alimentare il fuco quanto meglio può per cercare di fare tabula rasa di quanti più nemici può nell’area. Il fatto è che anche questo tentivo è fallito con il solito scambio di accuse che rende ancora una volta puerile e cialtronesca l’amministrazione americana. Non contento, Trump si è poi lanciato in commenti molto poco lusinghieri circa l’incontro, a margine del G7 appunto con Giorgia Meloni. “Mi ha implorato di fare una foto. Mi ha fatto pena.” Al netto che Meloni possa a verlo anche fatto, cosa che dubito, ad oggi come politico cercherei di stare il più lontano possibile da Trump che da un momento all’altro potrebbe sparare qualsiasi cosa e che peraltro è sempre meno bene voluto non solo in casa propria. Ci sarebbe da ridere, non fosse che è la persona con più potere al mondo: un bullo con una valigetta nucleare a disposizione.

AI e la nuova guerra fredda

Al solito l’AI, come da mesi, sta concentrando l’attenzione su temi delicati ed in alcuni casi perfino cruciali e strategici. Antropic ha infatti dovuto ritirare un modello appena uscito perchè il governo degli US gli ha imposto di non renderlo disponibile a chi non è cittadinao americano. Secondariamente Apple ha confermato che non rilascerà in EU la nuova versione di Siri con AI perchè non è pervenuta ad un accordo con la Commissione Europea sul come questo dispositivo dovrà rendere disbonibili alcuni dati fuori dal contesto iOS. Sono due esempi diversi, ma che testimoniano per varie velocità come questi tecnologici potranno diventare strategeci per il futuro e essere completamente a traino di chi li fornisce senza avere nulla di proprio possa esporre a “embarco” mascherati se non una vera e propria segregazione tecnologica.

Il minitriplete dell’Olimpia Milano

L’Olimpia ha chiuso la stagione in maniera trionfale, vincendo lo scudetto in gara 4 a Venezia dopo un percorso di playoff quasi perfetto che ne ha testimoniato una sostanziale superiorità un po’ su tutte le avversarie. Detto che la Virtus, l’unica negli ultimi anni ad aver realmente messo i bastoni fra le ruote alle “scarpette rosse”, è praticamente implosa dopo il divorzio con Dusko Ivanovic forse era più che lecito attenderselo. Lecito ma non scontato. Abbiamo visto negli anni come in più di un’occasione ci sia complicato la vita all’inverosimile. Credo che il vero nome dell’anno sia stato quello di Peppe Poeta. Che fosse bravo era stato già abbastanza chiaro lo scorso anno dove ha condotto Brescia fino alla finale playoff. Quello che mi piace di lui è la modalità di approccio ai giocatori, diametralmente opposta a quella di Messina più fedele alla vecchia scuola fatta di urla e strepiti ad ogni mezzo errore. Con i giocatori il buon Peppe sembra avere più un atteggiamento da fratello maggiore che da padre padrone. Chiariamoci non sto dicendo che una modalità sia perforza meglio dell’altra ma è evidente che ha sfaccettature distinte. Io stesso sulla mia pelle da giocatore dilettante ho confutato che l’approccio super assertivo fatto di urlate e occhiatacce con me funzionava molto meno di un approccio dialogato e ragionato e se ne sentivo il bisogno da Rookie, questa necessità è sempre più aumentata nel corso degli anni con la “vecchiaia”. Vinto, ed in un certo senso, stravinto in Italia per il buon Peppe si stratta di passare ad un attacco più deciso all’Europa, perchè se da un lato è vero che non gli si chiede di vincere l’Eurolega certamente ci si aspetta una stagione che sia un po’ meno da “acqua alla gola” e più da piani alti (almeno play-in). Vedremo che accadrà anche perchè nomi importanti di questa rosa sembrano destinati all’addio e occorrà vedere un po’ bene chi e come verranno rimpiazzati.

La settimana di Beren 21/2026

Edo l’untore

Come anticipato la scorsa settimana Edo si è preso la febbre che poi si è verificato essere Scarlattina. Ho sempre pensato fosse dovuta ad un virus ed invece è un batterio lo streptococco, quindi 10 giorni di antibiotico e passa la paura. In tutto questo questo weekend anche io mi prendo la febbre: sarà la stessa cosa? A quanto pare no, il tampone parla, “sarà qualcosaltro” ha detto il dottore che mi ha fatto il tampone, cosa? Boh! Restail fatto che è la terza volta da Novembre che faccio la febbre quest’anno, ok la vecchiaia ma qui c’è un cavallo di troia che ci sta giocando.

Parole della settimana:

  • Cuccaio: cucchiaio
  • Bata! Facio io!: ogni volta che cerchi di fargli fare qualcosa che no vuole fare

L’imbarbarimento dell’umanità

Negli ultimi mesi, specialmente da quando c’è Trump, si è notato un notevole cambio di registro, in peggio, nella modalità di comunicare e di rapportarsi al mondo che ci circonda. L’utilizzo di un linguaggio spesso scurrile, quasi sempre poco rispettoso di se e degli altri e una modalità fortemente assertiva che era propria principalmente dei social è diventato un connotato normale della vita di tutti i giorni ed in particolar modo per la parte politica che governa e, in alcuni casi, fa opposizione. Mi verrebbe che tutto ciò che di brutto hanno fatto i social negli ultimi anni, invece di essere relegato a quell’ambito, viene promosso e celebrato a maniera di intendere e comunicare comune. Se una volta certi atteggiamenti (da leone da tastiera) erano relegati in quell’ambito perchè non ammissibili nella vita reale ora sembrano essere del tutto ammissibili. Quella società di tolleranza ed inclusione che si è faticosamente cercato di costruire nell’ambito di decenni e che ritenevamo acquisita e non in discussione tragicamente lo è diventata al punto che da mesi si assistono alle peggio cose in TV e sui social. Ha fatto scalpore in particolare la totale mancanza di pudore e rispetto che Ben Gvir, un esponente dell’ala ultraortodossa israeliana, ha avuto nei confronti di alcuni attivisti pro-Gaza intercettate dalle forze Israeliane. Uno dei massimi esponenti di un popolo che ha ricevuto quello che tutti sappiamo che, in qualche modo commette gli stessi errori dei propri aguzzini. Non c’è freno alla barbarie, queste cose creano mostri sempre più grandi e sempre più affamati. Sarebbe bello ripartire dalla gentilezza rispettando le opinioni di altri senza dover perforza imporre le proprie. Ci abbiamo provato per tanto tempo, non fermiaoci ora che il mondo sta andando da un’altra parte: non c’è un’ alternativa differente a questi mostri.

AI Week più marchette che altro

E’ stata la settimana dell’AI Week a Milano e ci ho fatto un giro per vedere che cosa bolle in pentola in un settore che negli ultimi mesi ha vissuto un livello di scizzofrenia importante, tra continui improvement di LLM e soluzioni di mercato che si prefiggono di rivoluzionare un po’ tutto dalla gestione delle comuni attività lavorative fino alla scrittura completa di codice o alla diagnosi precoce delle malattie. Beh, non vi nascondo che mi aspettavo qualcosa di diverso: tanti, forse troppi espositori, molti dei quali che fanno più o meno le stesse cose ma di contenuti in sè per sè, se ne sono visti pochi. Gli speech erano molti si, ma spesso di appena 15 minuti in cui non c’era il tempo di entrare nei dettagli di cosa si è fatto e come.

Juve in EuropaLeague, l’Olimpiakos è campione d’europa

Si è conclusa la stagione calcistica con l’ennesima annata da dimenticare per la vecchia signora. Due allenatori cambiati, la quasi totalità degli acquisti estivi ed invernali relegati in panchina. Un gioco che ha spaziato tra ottimi momenti e pessimi ma, ed è quel che realmente conta, pessimi risultati: fuori dalla Champions ai 16mi contro una squadra mediocre come il Galatasaray, fuori dalla lotta scudetto già a Novembre, fuori dalla Champions del prossimo anno. Ma quello che più conta è che ancora latita un progetto vero e solido su cui programmare: Comolli finora non si capisce bene se ci fa o ci è ma i risultati sono impietosi. E ad oggi l’orizzonte è tutto tranne che sgombro di nubi. Si è conclusa anche l’eurolega con la vittoria dell’Olimpiakos Pireo in una finale al solito motlo combattuta contro il Real (ancora loro). La mia Olimpia invece non ha raggiunto nemmeno i play-in anche quest’anno accarezzati fino all’ultimo ma mai veramente concretizzati, sarà per il prossimo anno, anche quest’anno.