Edo, il primo perchè e la scarlattina
Settimana memorabile per Edo: lo scorso 14 Maggio per la prima volta ha sparato il suo primo “perchè?”, in realtà sono stati 3 in sequenza, poi, da allora più nulla… Siamo in attesa di futuri sviluppi: prove tecniche di anni ribelli. Venerdì sera inoltre è arrivata la prima malattia infettiva dell’anno: la scarlattina. Ovviamente di venerdì sera, per impreziosire il weekend. Le parole più in voga delle ultime settimane sono:
- Papello: Cappello
- Pampane: Campane
- Aeo: Aereo
Il dramma dei sub alle Maldive
Ha suscitato molto sconcerto l’incidente che lo scorso giovedì ha coinvolto un gruppo di sub italiani alle Maldive. Forse perchè normalmente a quel paradiso terrestre è difficile associare qualcosa che non sia, felicità, allegria, divertimento e forse per il fatto che questo gruppo era composto da ricercatori che ci lavorano in mare. Ancora a quasi una settimana di distanza non sono ancora stati recuperati tutti i corpi e nemmeno sono chiari i controni della vicenda: in primis cosa ha causato l’incidente. La natura in sè non è ne buona ne cattiva, questo è ovvio ma, quando ci si spinge oltre il limite, anche se con obbiettivi lodevoli non si deve mai dare nulla per scontato.
Car-strike e razzismo all’italiana
Un altro episodio che ha generato parecchio scalpore è stato l’invetimento di pedoni che passeggiavano nel centro di Modena ad opera di un italiano di seconda generazione: nato in Italia da genitori stranieri. Per la verità quasi subito il tema terroristico è stato smontato: la persona non sembra per nulla radicalizzata, semmai aveva problemi psichici importanti che lo avevano persino attenzioonato a cure specifiche in passato. Fortunatamente non ci sono stati morti ma una donna tedesca ha subito l’amputazione di entrambe le gambe e molti altri sono stati coinvolti con modalità meno cruente. Ciò che mi ha disgustato è stata la strumentizazzione fatta da una certa destra che, con Salvini ma anche con Vannacci ha colto subito l’occasione per cavalcare i soliti cavalli della paura chiedendo che si dia una stretta ai permessi di soggiorno etc… Detto che serva qualcuno che spieghi a Salvini che un italiano non lo puoi reimpatriare se non in Italia stessa è terribile vedere come negli anni i tasti su cui si preme quando si parla di certi argomenti sono sempre gli stessi oggi come cento anni fa, sperando che i risultati siano differenti…
Roma, gli internazionali, il calcio e il caos ma è sempre Sinner
Sportivamente l’ultima settimana è stata quasi monopolizzata dagli internazionali d’Italia (aka Masters 1000 di Roma) dove ci si attendeva il trionfo di un Italiano, anche se il cognome non è proprio italiano, ma qui a Salvini sta bene tanto che si è visto la partita in tribuna a spese nostre. Alla fine trionfo è stato con qualche patema nel match di venerdì con Medvedev ma tutto sommatto abbastanza in agilità, vista anche l’assenza di Alcaraz. Per una volta però più che il campo da tennis sono le cose che sono successe attorno ad aver avuto un peso non banale. In primis la concomitanza per domenica 12 della finale del torneo con il derby che ha generato in prima istanza lo spostamento dello stesso al lunedì, non fosse che ciò avrebbe docuto impattare anche tutte le altre gare della domenica che rigurdavano altre squadre coinvolte nella lotta Champions. Una bagarre degna delle peggio commedie che è giunta fino al TAR che ha deciso di non decidere rimandando tutto a Prefettura e Lega Calcio. Un altro fatto curioso è che qualche giorno prima durante un match dei quarti che coinvolgeva Darderi dei fumogeni provenienti dall’Olimpico, non lontano, dove l’Inter stava feteggiando la Coppa Italia, hanno bloccato la partita per diversi minuti per problemi di visibilità. Insomma il calcio che per anni è stato visto come il re degli sport italiani e che, da tempo: lodicono i risultati non lo è più ma ancora si atteggia come tale. Chiudo con un estratto delle dichiarazioni di Angelo Binaìghi, presidente di Federtennis che valgono più di una lapide sullo status del calcio italiano:
“Qui c’è il supervisor dell’ATP e questo torneo ha un’organizzazione differente dal campionato di calcio. Loro possono cambiare quando vogliono, noi no perché abbiamo altri obblighi. E non si può pensare di spostare una finale solo perché un deficiente, così ho letto stamattina, ha fatto coi piedi un calendario”.
Fonte: FanPage