Beren.it

All that you can leave behind

Solo un upgrade...

Un upgrade, doveva trattarsi di un semplice upgrade, è durato 4 mesi... Il mio adorato blog n

Un upgrade, doveva trattarsi di un semplice upgrade, è durato 4 mesi... Il mio adorato blog nella veste 1.1.15 di Blognet engine dopo l'intervento a cuore aperto è rimasto però in coma per ben 4 mesi. Niente di irreparabile direte voi, non fosse che per uno developer inside come me una cosa di questo ti lascia la stessa sensazione di aver scordato il gas aperto o di aver lasciato l'auto aperta con la chiave inserita in stazione.

Devo dire che perquanto le istruzioni sul sito di riferimento fossero dettagliate è risultato assai difficile riuscire a migrare tutto, dati compresi, cercando di districarsi tra una selva di sql scripts, cartelle, file, api tutte nuove. La cosa peggiore di tutte però è stato l'esito: una pagina completamente bianca. Non un messaggio di errore, non un log, niente nella console... un vero dramma insomma. Un cadavere senza indizi. Ho dovuto pertanto cominciare una certosina analisi, ricreandomi tutto in locale. Una volta riprodotta la migrazione in locale si è trattato poi di approciare alla migrazione su Aruba.

Anzitutto lato DB ho rivisto uno a uno tutti gli oggetti eliminando tutta la roba legacy, poi lato file system, adattando il web.config ai dettami di Aruba e ripulendo le directory dai vecchi files e controlli per arrivare ad una situazione pulita. Ancora, modificare ed allineare l'application pool ed infine richiedere la modalità Full Trust. 

Insomma, è stata una vera faticaccia, quasi un lavoro, ma volete mettere la soddisfazione? Che ne dite? Bello eh? 

Quello che penso

Oggi ho scritto e cancellato un milione di messaggi pensando “a che serve?” e poi “che cambia?” o ancora “che messaggio del cazzo”. Il fatto è che proprio non riesco ad accettare di perderti. Troppo tardi? Forse, o forse per certe cose non è mai troppo tardi... Già, perchè anche se in fondo poi non cambia nulla, anche se in fondo sembra che non me ne freghi granchè non è così.

E’ vero, forse non è quello che ti aspetti, e forse è meglio così a questo punto. E’ meglio non insistere per non farsi ancora più male, un male che comunque ci siamo fatti. Fatti e rifatti in questi mesi, in tante piccole cose e ripicche... “Io ho fatto, però ora tocca a lei/lui...” “Si ma lei/lui ...”. Ci ho pensato molto oggi. Non è così che funziona, se dobbiamo cambiare chi abbiamo davanti perchè lei doveva fare ed io invece dovevo... No, l’amore è qualcosa che supera lo spazio e il tempo, che non si ferma di fronte a nulla. Qualcosa che va oltre i limiti delle persone ed i propri errori e le proprie mancanze. Guardo i miei, che vivono assieme da più di quarant’anni e che a volte sembrano mondi differenti ma non potrebbero fare un giorno l’uno senza l’altra. Quindi non ci carichiamo di colpe che non abbiamo, se amore deve essere le discussioni e le piccole violenze che ci siamo fatti di certo non lo sono. Se non ci amassimo per quello che siamo ora, quando normalmente una coppia prima si strappa i vestiti di dosso e solo dopo discute, quando lo faremo? Quando la parte più fisica viene meno? Ma questa fase l’abbiamo mai attraversata? Hai/Ho mai davvero desiderato di strapparmi/ti i vestiti di dosso? Mi hai/ti ho mai desiderato senza nessun senza se e senza ma? Desiderare di starti affianco ora, senza pensare a quale sarebbe la direzione domani perchè l’unica certezza è quella che ci sarai tu al mio fianco. E mi basta. Anzi.

E’ questo che credo fa la differenza. Oggi sono andato a correre come al solito. In valle. Però non andava, le gambe non giravano. Ad un certo punto ho smesso di correre ed ho cominciato a camminare e poi mi sono fermato del tutto. C’erano alcuni con delle fotocamere che assomigliavano più a dei cannoni che a macchine fotografiche, stavano appostati sotto il sole non so da quanto cercando di immortalare in uno scatto un’esemplare di volatile. Ho pensato questi sono scemi. Io gli sono passato accanto tutto sudato e loro mi hanno guardato. Ho capito immediatamente che anche loro pensavano di me la stessa cosa. La vita è una questione di punti di vista. Ciò che mi sembra una follia, può non esserlo per un’altra persona. Due persone stanno insieme e si amano non perchè entrambe amano fotografare sotto il sole o amano farsi una corsa in un caldo pomeriggio. Si amano perchè anche se odio fotografare, per un pomeriggio lo farò, anche solo per starti vicino. E’ lì la differenza. L’errore più grande è pensare che l’altro sia una tela bianca da dipingere, non è così. Spesso siamo tele già belle che completate o quasi. Amarsi significa magari dare solo due pennellate di azzurro ad un cielo blu o due di verde ad un prato fiorito. E dopo una sola occhiata capire che erano ciò che mancava a farne un capolavoro.

 

Tutto questo per dirti che a modo mio ti ho voluto bene veramente e te ne vorrò sempre, anche se le nostre strade non dovranno più incontrarsi, perchè per quanto mi riguarda il voler bene una persona non è una manopola che si gira su On/Off. Non è bastato? Può essere. Me ne ha mai dato la possibilità di mostrartelo fino in fondo? Forse.

Nuova sintassi ciclo for JQuery 3.0

jQuery 3.0 è la nuova verione di jQuery è una beta ed è già disponibile.

jQuery 3.0 è la nuova verione di jQuery è una beta ed è già disponibile. Tra le più importanti modifiche di jQuery 3 c'è la nuova sitassi per iterare gli elementi del DOM di una jQuery collection attraverso il ciclo for…of. Questa modifica è parte delle specifiche ECMA 6.

Il vecchio modo di iterare gli elementi in jQuery era:

var $dvElements = $(“div”);
for (var x=0; x< $dvElements.length; x++){
    $dvElements[x].addClass(“dummy”);
}

Riportiamo qui invece il nuovo con jQuery 3.0: 

var $dvElements = $(“div”);
var i = 0;
for(var elm of $dvElements) {
      elm.addClass(“dummy”);
}
 

Con questa nuova sintassi, si utilizza l'elemento DOM non la collection jQuery. Non sarà quindi più necessario utilizzare un indice ma semplicemente nell'iterazione avremo già l'elemento DOM.

A questo indirizzo trovate il source.

Hi5story

Premetto che ho sempre sostenuto che il quinto scudetto di fila mi interessasse più della champions... oddio non che se la Champions fosse arrivata l'avrei buttata ma vincere 5 scudetti di fila come solo il grande Torino e la Juventus degli anni 30 aveva davvero un sapore diverso: di storico. L'averlo vinto poi partendo dal 13mo posto, quando tutti ti hanno già cantato il deprofundis beh quello poi è ancor più godurioso. Che dire di più se non un grazie alla società ed ai ragazzi che in questi mesi ci hanno creduto. Grazie ad un allenatore, preparato e scaltro che sa cambiare ed adeguarsi in base alle circostanze e che inoltre sa anche far crescere i giovani evitando di esporli a pressioni difficili da sopportare per chi viene da contesti minori e valorizzandoli invece giorno dopo giorno. Grazie ad una dirigenza che con ruoli e compiti precisi ha creato una solida e azienda che sa programmare e che riesce ad essere anni luce avanti a tutti e questo a dieci anni da una catastrofe che avrebbe potuto annientare chiunque. La forza nella Juve è nei suo valori e nella sua capicità di superare i propri limiti e i propri errori come dimostrò Buffon quella sera a Reggio dopo la sconfitta con il Sassuolo.

 

From Pluto with love!

Io lo ammetto, anche quando da piccolo dovevo mandare una cartolina ai miei dalla montagna dove stavo con i compagni dell'oratorio avevo sempre il dubbio che si potesse perdere e magari non arrivare proprio. Ed in effetti in più di un caso è stato realmente così. Ritengo davvero prodigiosa e meravigliosa dunque questa cartolina speditaci da New Horizons da ben 5.000.000 di Km. Incredibile cosa possa fare la mente umana: un progetto di quasi 10 anni cominciato con il lancio nel lontano 2006 e culmintato oggi con il "flyby" come si dice in gergo su Pluto. Sono ammirato ed entusiasta per questo grande traguardo, che ci dischiude per altro ulteriori altri che vanno anzitutto alla cintura di Kuiper e poi chi sa dove ancora. 

Grazie New Horizon, davvero mi fai credere che la razza umana in un certo senso abbia capacità superiori a quelle di tutto il resto del creato.

La Fisica Star Trek

Quando lessi il titolo la prima volta ne fui irrimediabilmente attratto all'istante. Io non sono un treker, non lo sono mai stato. Ho visto, a più riprese ma senza mai una precisa continuità logica, le varie serie passate in TV in tutti questi anni ma non sono mai divenuto uno dei fan più sfegatati. Eppure quel titolo mi stimolò immediatamente: insomma l'analisi fisica di quello che in una puntata di Star Trek è dato per acclarato e comune è davvero raggiungibile? La velocità di curvatura è davvero possibile? Il teletrasporto è poi così tanto lontano dalla realtà? La possibilità di viaggiare da un angolo all'altro della galassia è tanto remoto? Tutti questi quesiti ce li siamo fatti un po' tutti almeno una volta assistendo ad una puntata di Star Trek ma anche di qualsiasi altra serie o film che ha a che fare con lo spazio. Le risposte che ne arrivano sono spesso sconfortanti è vero, però non tendono mai a smantellare e magari persino schernire i voli pindarici degli autori della serie. Anzi, spesso vengono messe in risalto le intuizioni a volte a limite del profetico di alcune scelte. Nel libro, si passano al setaccio un po' tutte queste grandi domande proponendo, nel caso in cui le reali condizioni di realizzazione non siano chiare, anche delle ipotesi ma, ed è questa la cosa  interessante, spesso non ci si ferma di  fronte al primo paradosso o alla prima lacuna tecnica. Spesso si va oltre dando la possibilità di colmare quei vuoti che possono essere magari colmati dalla scienza nei prossimi anni cercando di vedere se oltre un ostacolo c'è ne può essere un altro oppure no... Infondo la vita dell'uomo è sempre stato questa, abbattere un ostacolo e concentrarsi nel successivo. Infine vi lascio con una chicca che fa pensare quanto a volte le idee più grandi possano venire semplicemente a rispondere alle domande più semplici. Sapete il motivo vero per cui il "teletrasporto" è stato inventato? Ebbene, semplicemente perchè, per i costi dell'epoca, fare atterrare un'astronave ogni due per tre in termini di effettispeciali sarebbe costato un capitale che la serie originale non poteva certamente avere a disposizione. Semplice, non è vero? Forse anche per questo "... a volte la verità è più strana dell'immaginazione".

OKI o NAI?

Già solo queste due parole danno idea della confusione... OKI sta per NO, mentre NAI per SI. Ci ho messo tre ore a capire solo quello... Forse già questo è sintomo di quanto possa essere ingarbugliata la questione greca. Molto più ingarbugliata in realtà di quanto possa sembrare. Il referendum indetto quest'oggi per chiedere al popolo greco se aderire o meno alla proposta formulata dalla ex-troika può essere letto in mille differenti versioni ma di certo mette in discussione il concetto di Europa così come è stato pensata e come ne è degenerato. Però non mi dilungo in questo, tutti hanno le loro ragioni e non è semplice per chi, come me, non è un economista avere delle idee chiare. Ma è proprio questo il punto: come può un popolo, nel suo complesso, con una cultura media cogliere davvero il significato di una domanda condensata in così poche righe? Ma soprattutto, perchè dovrebbe assumersi delle responsabilità così grandi e complesse l'uomo della strada? Qual'è il ruolo di un politico se, Pilatescamente, se si sciacqua le mani di fronte a tale decisione, scaricando tutto il peso della decisione sul popolo sovrano? E' proprio questa la domanda. Zsipras con questa decisione ha difatto lasciato il cerino in mano ai Greci, che poveracci, qualsiasi decisione prenderanno dovranno poi assumersene fino in fondo la responsabilità. Ma Zsipras, quando è stato eletto non si era fatto carico di anche queste domande e responsabilità? Io penso di si. La democrazia diretta è una bella cosa, almeno sulla carta, ma prevede probabilmente una serie precondizioni assai importanti e probabilmente allo stato delle cose rischierebbe di rivelarsi un boomerang per gli stessi cittadini. Questo interrogativo davvero non mi fa dormire, è questo il futuro che ci aspetta dunque? Politici sempre meno influenti e passacarte? Ci servono davvero? Io credo che vada anche analizzato attentamente questo aspetto se non si vuole rischiare di perdere un treno che con il mondo ipercollegato che esiste e che sempre più si profila all'orizzonte. 

#GREXIT contiene una serie di quesiti da far paura, ma mettere la testa sotto la sabbia non ci salverà più...

L'acqua sulla terra finirà... nello spazio

Quest'oggi mi sono imbattuto in un articolo davvero interessante su di un argomento cui francamente non avevo mai minimamente considerato prima. Tenendo conto di come la Terra, il pianeta blu, appare con i suoi oceani e la sua bella atmosfera, non mi sono mai chiesto se questa sorta di involucro fosse ermetico oppure no... Insomma, se la Terra fosse un palloncino ricolmo d'acqua, sarebbe sempre bello gonfio o tenderebbe a sgonfiarsi? Ebbene la risposta è più che mai interessante  e si basa su alcune osservazioni sperimentali degli altri pianeti che ci stanno intorno. Ma, andiamo per gradi. Sappiamo tutti che le molecole d'acqua (H2O) sono composte da due atomi di idrogeno (H) ed uno solo di Ossigeno (O). Ok, direte voi, fin qui ci arriva anche un bambino delle elementari... Non sono ancora arrivato al punto però. Vi presento infatti un personaggio ai più sconosciuti: il Deuterio. Che diavolo è il Deuterio? Il Deuterio è quello che che in chimica si definisce Isotopo dell'idrogeno, in pratica alla consueta conformazione dell'idrogeno (un protone ed un elettrone) esso ha in dote anche un neutrone che, se da un lato non ne cambia la carica (se avesse carica non si chiamerebbe neutrone), dall'altro ne aumenta sensibilmente il peso. Quindi fondamentalmente in natura ci troveremmo due forme d'acqua, una quella più comune composta di idrogeno e l'altra meno comune composta da Deuterio. In effetti l'unica differenza, anche al gusto, sarebbe solo il peso: con il Deuterio l'acqua (chiamata pesante) sarebbe semplicemente più pesante della comune acqua da Idrogeno. Ok, ok, veniamo al dunque: proprio questa differenza di peso consentirebbe maggiormente all'idrogeno di alzarsi nell'atmosfera rispetto al Deuterio e, per pianeti con una gravità non abbastanza forte (come la Terra, Marte o Venere) addirittura di fuoriuscire dall'atmosfera stessa.

Bene ma questo molto sulla teoria, come si fanno ad avere dei riscontri? Semplicemente incrociando i dati sperimentali di composizione dell'atmosfera dei nostri pianeti vicini ed in particolare del rapporto di presenza del Deuterio rispetto all'Idrogeno. Scopriremmo così che:

- Per la Terra è 1 a 6250

- Per Marte è inferiore di circa 7 volte rispetto la terra

- Per Venere addirittura siamo 1 a 62

Se unito a questo prendiamo la misura dello stesso rapport su Giove (1 a 40000) passiamo alle tanto attese conclusioni. Giove, per la sua enorme massa ha una maggiore gravità che quindi tende a trattenere maggiormente l'Idrogeno e tutti gli altri composti. Questo unito ad alcune misurazioni sulla terra ci consentono di dire che originariamente tutti i pianeti avevano probabilmente un rapport simile che col tempo però è variato e, grazie anche alla differenza di attrazione gravitazionale ha portato ad "svuotare" alcuni pianeti che sono ormai secchi, come Marte e Venere. Questo inoltre testimonia il fatto di come un surriscaldamento globale possa aiutare consistentemente l'evaporazione dell'Hidrogeno dalla Terra ed accellerare quello che sembra essere davvero un processo che necessita solo fatalmente di tempo. 

Ricordiamocenene quando lasciamo acceso il termosifone...

Dakota

I tuoi occhi oggi reclamavano qualcosa... non so bene cosa. La bellezza &amp;egrave; soggettiva per tutt

I tuoi occhi oggi reclamavano qualcosa... non so bene cosa.

La bellezza è soggettiva per tutti, tranne che per te...

 

Thinking back, thinking of you
Summertime think it was June
Yeah think it was June
Laying back, head on the grass
Chewing gum having some laughs
Yeah having some laughs.

You made me feel like the one
Made me feel like the one
The one
You made me feel like the one
Made me feel like the one
The one

Drinking back, drinking for two
Drinking with you
When drinking was new
Sleeping in the back of my car
We never went far
Didn't need to go far

You made me feel like the one
Made me feel like the one
The one
You made me feel like the one
Made me feel like the one
The one

I don’t know where we are going now
I don’t know where we are going now

Wake up call, coffee and juice
Remembering you
What happened to you?
I wonder if we’ll meet again
Talk about life since then
Talk abou


You made me feel like the one
Made me feel like the one
The one

I don’t know where we are going now
I don’t know where we are going now

So take a look at me nowt why did it end

You made me feel like the one
Made me feel like the one
The one

 

 

Europa

Povera Europa! Chissà se, quando dopo il secondo conflitto mondiale, personaggi del calibro di Churchill, De Gasperi, Schuman e compagnia bella avessero in mente questo scempio. Un involucro vuoto. Bello eh, chiariamoci, lucido, ben presentato ma con il nulla dentro. Non voglio tirare in mezzo il solito discorso sui valori fondanti, cristiani o giudaici o chissà cosa. Io da credente lodo e francamente caldeggio la visione più agnostica possibile di una struttura che è dannatamente temporale e proprio per questa ragione lontana da logiche religiose. Il fatto è che questa Europa è nata bene, con premesse condivisibili e con un finale, soprattutto, non dichiarato forse, ma certamente lineare. Una sola nazione, un solo popolo e una sola moneta. Probabilmente in rigoroso ordine di definizione. Come invece in molti hanno sottolineato si è partiti dal fondo: dalla moneta. Io non ho alcun tipo di conoscenza economica che mi consenta di esprimere un giudizio che abbia un minimo di senso in questo anche se è evidente che la cosa un po' ha il suo perchè. L'Europa di oggi è un'insieme eterogeneo di interessi, spesso riconducibili a differenti popoli ed etnie che però è troppo lontana dall'idea di unità originaria che ci si era posti. Specchio di queste differenze ormai conclamate e non riconcigliabili sono le due emergenze del momento: la Grecia e l'immigrazione. Per la Grecia, fa francamente ridere, anche se a denti stretti, pensare che si stia cercando la mediazione alla fuoriuscita della stessa dalla zona euro. Già perchè dopo 5 anni ancora siamo al punto di partenza: la Grecia ha debiti (crescenti giorno dopo giorno) con un po' tutte le nazioni europee. Debiti cui non riesce a far fronte e che la stanno trascinando realmente nel baratro. Mi domando come la tanto celebrata Europa possa, dopo tutto questo tempo, ancora avere dubbi che la strada intrapresa non sia quella corretta. E' un vero mistero. Per l'immigrazione fa specie pensare che, come risposta unitaria all'esodo di massa che sta avvenendo dalle coste Africane su quelle Italiane e più in generale del sud-europa, l'unica cosa ottenuta, apparte generiche rassicurazioni su una ridistribuzione (manco fossero dei pacchi) tra i vari paesi di questi profughi sia stata una sospensione di Schengen. In una famiglia quando qualcuno è in difficoltà gli si dovrebbe dare una mano non certo chiuderlo fuori dalla porta. Evidentemente quest'Europa non è una famiglia e men che meno un soggetto che riesca a trovare risponde condivise. Queste due minacce, tanto diverse e tanto uguali, rischiano di farla letteralmente a pezzi quest'Europa. Spero che qualcuno a Bruxelles se ne renda conto. Questi mesi non sono come tanti altri, possono essere decisivi a scoprire il vuoto di quest'involucro di plastica oppure a riempirlo di qualcosa che possa essere di più di un inno ed una bandiera o peggio di una moneta...